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domenica 26 ottobre 2014

DIE STAUFER : e ‘l girovagar m’è dolce in questo reame


 
Die Staufer è l’ultimo titolo edito dalla Hans im Gluck, la casa del maialino che tanto piace agli amanti dei german.
Suoi sono infatti alcuni dei titoli di maggior successo tra gli appassionati di giochi tedeschi degli ultimi anni, come Russian Railroads presentato a Essen 2013 e al momento al 42° posto nella classifica globale di Boardgamegeek.
Come sua tradizione spicca una ottima cura del design e della qualità dei componenti, anche in questo caso infatti non ci si può assolutamente lamentare della notevole attenzione rivolta alla grafica e alla mole di materiale presente all’interno della scatola.


Die Staufer è stato creato da Andreas Steding, autore che ha al suo attivo diversi titoli e soprattutto un gioiello come Hansa Teutonica, spesso presente nelle nostre serate ludiche e personalmente nella mia top 5 dei giochi preferiti, grazie anche a una meccanica originale e una interazione diretta (il famigerato “farsi kickare” per mettere i bastoni tra le ruote e guadagnare altre pedine da mettere immediatamente in gioco) spesso assente o molto limitata nei giochi german.
Il tema del gioco riprende il viaggio compiuto da Enrico VI di Svevia (figlio di Federico Barbarossa) per consolidare il suo potere una volta asceso al trono, lungo le diverse province del Sacro Romano Impero, passando dalle principali città Strasburgo, Milano, Rimagen… fino a giungere in Sicilia.
I giocatori (da 2 a 5) rappresentano una fazione di nobili che vogliono primeggiare agli occhi del re per ottenerne i favori, occupando gli spazi disponibili nelle varie province utilizzando o semplici seguaci o membri della famiglia, il cui valore è doppio rispetto ai normali seguaci.
Ad inizio partita si sorteggiano 5 tessere province che andranno a fare punti alla fine di ognuno dei 5 turni premiando chi ha la maggioranza negli spazi della provincia stessa ed in caso di parità chi ha occupato la posizione più importante (ovvero il posto più a sx che è anche il più dispendioso da occupare), in aggiunta ci sarà la possibilità di andare a punti anche in una seconda provincia (se diversa da quella principale) mediante un ulteriore tessera pescata a caso da unirsi alla principale ed infine un ulteriore pezzo di tessera completerà l’informazione indicando di quanti spazi / regione il Re si muoverà al termine del  turno.
Al termine dell’ultimo turno verranno altresì scoperti gli obiettivi nascosti (3 per giocatore) e se soddisfatti i requisiti verranno assegnati dei punti bonus che decreteranno il favorito del Re.


Il tabellone viene composto esternamente dalle 6 province posizionate in ordine casuale e da un’area al centro dove vengono usati i 3 segnalini azione di ogni giocatore per svolgere le due azioni disponibili, ovvero piazzare i nostri seguaci in una posizioni libera su una provincia o reclutare nuovi seguaci ottenendo anche una possibile ricompensa.
Per poter occupare uno spazio libero si dovranno soddisfare due pagamenti, il primo relativo alla distanza della provincia in cui si vuole piazzare il seguace dalla provincia dove è presente il re, mentre il secondo è dato dal costo dello spazio stesso (valore da 3 a 7). Il pagamento avviene disponendo uno ad uno i propri seguaci su ogni provincia seguendo il tragitto del re in ordine orario.

Esempio: il Re si trova a Milano e le province a sx sono Palermo poi Rimagen, Strasburgo , Achen… per piazzare un seguace a Palermo nello spazio libero di valore 3 metteremo un seguace a Palermo per pagare lo spostamento, 1 nello spazio vuoto di valore più 1 a Rimagen 1 a Strasburgo ed infine 1 a Achen.

Ogni spazio presenta anche una tessera ricompensa che verrà raccolta quando viene occupato lo stesso, prestando attenzione che una volta che una provincia va a punti i seguaci vengono rimossi e si aggiungono le tessere ricompensa (se non raccolte precedentemente si potrà quindi avere anche due o più tessere in uno spazio!).
Quando il Re verrà spostato prima del nuovo turno di gioco tutti i seguaci spesi e presenti sulle province attraversate torneranno nella disponibilità del giocatore.

Dato che all’inizio ogni giocatore dispone solamente di 4 seguaci e 1 nobile diventa fondamentale la seconda tipologia di azione ovvero reclutarne di nuovi; vi sono 5 possibilità che sono: 1 nobile + 1 seguace, 1 nobile, 2 seguaci, 1 seguace e per ultimo… nulla! In realtà ogni giocatore può scegliere sempre uno dei 5 reclutamenti possibili ma la differenza è data anche in questo caso dalle tessere dei tesori che vanno poste sotto queste azioni, ogni turno se ne aggiunge una ad ogni slot e quindi è possibile avere due o più tessere anche nello spazio che non concede alcun seguace.
Particolare attenzione deve essere data alle tessere ricompensa che possono concedere semplici PV immediati, una set collection che alla fine del gioco potrà dare un notevole bottino di PV oppure (e qui sta l’aspetto combo che tanto piace ai giocatori) degli sconti da usare quando si desidera e poi scartare, quali 1 spostamento a costo zero, piazzamento a costo zero, e così via. Inoltre una particolare tipologia di tessera di colore viola permette, quando se ne hanno raccolte due, di scegliere una carta bonus che conferisce un bonus permanente al giocatore (spostamento costa sempre solo 1, piazzamento costa sempre solo 3, reclutamento dà sempre 1 seguace in più e così via).

Il turno di gioco viene stabilito inizialmente secondo quanto indicato dal setup, mentre nei turni seguenti verrà definito ponendo prima i segnalini azione usati per il reclutamento e poi quelli usati per l’azione di piazzamento, garantendo una sorta di equilibrio automatico e garantendo, a chi non ha piazzato, la precedenza nel turno seguente.

Questo è in breve il regolamento, giusto per spiegare a sommi capi la meccanica. Nonostante possa apparire complesso nella realtà già dopo 1 turno di gioco tutto diventa molto intuitivo e ci si può concentrare nello sviluppare la propria strategia.
Abbiamo discusso a lungo durante la partita di test a Essen se è più preponderante l’aspetto tattico o strategico, a mio avviso è possibile, grazie alle informazione complete di quali province e quali spostamenti il re andrà fare durante tutta la partita, concentrarsi nel posizionare i propri seguaci anche in funzione dei turni seguenti.
Nonostante questo spesso si è costretti a ottimizzare la propria azione a causa delle scelte dei giocatori prima di noi e quindi spesso si è costretti ad accontentarsi in attesa di momenti migliori.
Se vogliamo trovare un difetto (anche se tale possa apparire forse solamente agli amanti dei german più duri e puri, che vorrebbero avere sempre l’informazione completa) gli obiettivi bonus nascosti alla fine del gioco possono apportare un elemento di sorpresa nel punteggio finale. Onestamente dopo un paio di partite riesco a capirne la motivazione, in quanto permettono di giocare proficuamente gli ultimi due turni quando, specialmente in una partita a 5, gli spazi disponibili possono essere già occupati e quindi si può cercare di soddisfare gli obiettivi e sperare di mettersi in luce al meglio agli occhi di questo esigente imperatore :)

Gran bel giochino, la durata è incredibilmente contenuta in quei 20 minuti/giocatore indicati sulla scatola e anche alle prime partite a 5 non si supereranno le 2 ore, tempo destinato probabilmente a scendere una volta che si prende maggiore familiarità con le tessere ricompensa che sono l’elemento più ostico da ricordare all’inizio.
Grazie quindi anche al tempo contenuto è un gioco che lascia la voglia di riprovarlo al più presto e le disposizioni iniziali delle province e delle ricompense, nonché della costruzione dei punteggi dei 5 turni completamente diversi da una partita all’altra garantiscono una notevole rigiocabilità.

Per i nostri gusti “german-fighetti  è un gran bel gioco, non credo riuscirà a scalzare Hansa come miglior titolo di Andreas Steading, ma non mi stupirei di vederlo l’anno prossimo nelle zone alte delle classifiche di gradimento.

 
Lollosven


PS: il buon Lollosven regala anche la versione in lingua inglese su BGG, arricchita da altre foto esclusive! (Link)


giovedì 13 marzo 2014

PAX PORFIRIANA, ovvero: come ho imparato a bere Tequila, sputare per terra e urlare VIVA LA REVOLUCION !


Il mio bicchiere di Tequila è mezzo vuoto sul tavolo, mentre attendo l’ultimo dei partecipanti della riunione nella tabierna a Sonora.
Pascual ”Ivan” Orozco è nervoso di fronte a me, stringe tra le mani l’ultimo ciclostilo del “Quien Sabe?” il suo bollettino di insurrezione anarchica che è stato appena chiuso dalle truppe federali.
I suoi sogni di rivoluzione sono stati quasi spazzati via, non ultima gli è appena giunta la notizia che le milizie locali hanno sedato la rivolta degli indiani Yaqui a Chihuaha.
Il terzo degli hacendados seduti al tavolo è Boss “Max” Shephered, il sorriso appena accennato mi fa sospettare che non sia del tutto estraneo a quanto successo nella piantagione Yaqui e sono sicuro che il suo portafoglio sia ben pieno, visto il controllo che ha sui rifornimenti di armi a nord verso il confine dei Gringos.
Non mi preoccupo più di tanto, so bene che i suoi contatti con i Gringos si sono intensificati ma ho un paio di sorprese per lui che gli taglieranno le gambe, il popolo messicano non accetterà supinamente un intervento americano…
I ranchos e le miniere sono tornate a pieno regime, la depressione che è durata ben più del previsto mi ha lasciato sul lastrico ma sono riuscito a prosperare ugualmente e i miei contatti con gli esponenti leali a Porfiro Diaz sono più che mai attivi, non mi resta che aspettare il momento giusto e sono sicuro che i miei sforzi saranno ricompensati, d’altra parte la salute del Presidentissimo è sempre più cagionevole e non durerà ancora a lungo…
Improvvisamente la porta del bar viene spalancata con forza, un trafelato Fabjoski, il rivoluzionario russo che è stato una presenza fissa (ed ingombrante) degli ultimi anni si dirige verso di noi.
-          Le truppe hanno occupato il parlamento! E’ un colpo di stato militare! –
Mierda! I miei sogni di gloria sono sull’orlo del precipizio…
-          Non tutto è perduto, sono sicuro che Porfirio riuscirà a rimettere a posto le cose – interviene subito Orozco, in questo momento per lui anche El Presidente è una soluzione migliore dei militari.
Si sentono spari fuori dal locale, la situazione sta degenerando.
Orozco ha ragione, Porfirio ci ha sempre dimostrato che anche in momenti bui lui è sempre stato in grado di resistere e guidare il Messico in questi anni agitati.
-          Ma come, non lo sapete? Tre ore fa hanno sparato al Presidente! Porfirio è morto! – ci comunica Fabjoski con voce gelida.
A questo punto capisco perché Venusiano “Piero” Carrazco non si è fatto vedere alla riunione di stasera, il suo piano era già avviato e ci ha colto di sorpresa.
-          Miei cari hacendados, tutto è perduto. Parigi non deve essere male in questa stagione… - chiudo, sputando a terra il Weyman & Bros che stavo masticando da inizio serata.
 
 
  
Pax Porfiriana è questo e altro, una scatola di dimensioni minute che contiene al suo interno 220 carte, 75 cubetti, una manciata di dischetti e soprattutto una enorme simulazione dei tempi agitati che sono stati quelli messicani nel periodo del regime di Porfirio Diaz (1880-1910).
Sfugge alla normale classificazione eurogame/ameritrash e rappresenta per la Sierra Madre Games di Phil Eklund una versione moderna dei suoi giochi, o meglio simulazioni, riuscendo a condensare in un paio d’ore 30 anni di storia.
Per noi italiani l’ambientazione è abbastanza sconosciuta e potrebbe risultare non particolarmente affascinante, a meno di non essere cresciuti (come me…) a pane e mexican spaghetti western.
Un ulteriore ostacolo è dato dalla presenza massiccia di testo in inglese sulle carte e da un regolamento che pur non essendo particolarmente complicato come altri titoli della S.M.G. è comunque abbastanza spesso, in aiuto per chi volesse cimentarsi nell’esplorazione di questo gran bel titolo consiglio di leggere le livinghouse rules che aiutano molto e hanno chiarito alcuni aspetti che potevano creare confusione.
Detto questo a mio giudizio è un grandissimo gioco di carte, si può giocare fino a 6 (basta aggiungere un qualunque set di 15 cubi) e avere la voglia di lasciarsi trasportare in un Messico caotico e da tagliagole, astenersi pacifisti J
 
P.S. Per immergersi ancora di più nell’atmosfera consigliamo la visione di alcuni film : Sergio Leone (Giù la testa), Damiano Damiani (Quien Sabe?), Sergio Corbucci (Vamos a matar, compañeros). Aggiungiamo ai consigli anche la lettura del bellissimo ciclo sulla Rivoluzione Messicana scritti da Valerio Evangelisti : Il collare di fuoco e Il collare spezzato.
  
Ed ora il piatto forte! Tre domande rivolte direttamente all'Autore, Phil Eklund:
 
Buongiorno Phil, grazie della disponibilità e grazie (personalmente) per questo gran gioco che è Pax Porfiriana.
Mi è davvero piaciuto il mix che Pax Porfiriana è riuscito a creare tra tema e simulazione, ritengo sia un gioco che possa essere apprezzato anche da giocatori non avvezzi a giochi simulativi complicati.
 
1)    Sei soddisfatto di come è risultato il gioco? Le vendite stanno andando bene?
 
Si, molto soddisfatto, è praticamente sold out, mi rimangono solamente 75 copie.
 
2)    Pensi che il sistema di Pax possa essere applicato anche ad altre ambientazioni, se si hai già qualcosa in mente?
 
Si, mio figlio (Matt, che ha sviluppato Pax con Phil e Matt Jung) sta lavorando su PAX RENAISSANCE, il prossimo mese verrà a trovarmi per svilupparlo. Quindi è davvero una notizia fresca J Lunga vita al Doge! La grande differenza nelle città-stato del Rinascimento in Italia era che il Doge era una figura priva di potere, se lo confrontiamo con l’assoluta autocrazia che invece abbiamo in Pax Porfiriana.
 
3)    Ti sei trasferito dagli Stati Uniti alla Germania, hai trovato qualche differenza nella community dei “boardgamers” tra US e Europa?
 
La comunità Geek ha gli stessi attributi e interessi in tutto il mondo, solo che in Europa sono molto più cosmopoliti.
 
Grazie ancora per il tempo che ci hai concesso Phil e … Viva Mexico!
 
 
Lollosven

sabato 22 febbraio 2014

SFIDA ALL'ULTIMO MEEPLE: DIE BURGEN VON BURGUND




Ok, è giunto il momento anche per me di fare coming out: amo i German game.
Si, a volte ci provo a giocare con qualche titolo più americano ma alla fine mi lasciano sempre una generale insoddisfazione, troppo spesso ci si deve fermare e riprendere in mano il regolamento alla ricerca di una regola che poi rimanda ad un’altra sotto regola ma c’è l’eccezione che presenta tre diversi casi che però non si applicano se la luna è piena e Venere è in Marte…
Con un bel german, se fatto bene, una volta assorbito il regolamento la sfida è aperta e si tratta solo di ragionare e visualizzare il tabellone e le strategie o tattiche migliori per avere ragione sugli altri avversari, non lottare contro il gioco.

Ieri sera, su richiesta del mio fido “discepolo teutonico” Ivan, ho messo sul tavolo Die Burgen Von Burgund / The Castles of Burgundy (nella mia top 5 dei best games) e si sono aggiunti il “casual gamer” Benedetto e il placido Niccolò.
Burgundy è a mio parere uno dei migliori titoli di Stefan Feld, autore che negli ultimi anni è entrato nel ristretto gotha dei migliori game designer e i cui titoli vengono acquistati a scatola chiusa “tanto è un Feld e sarà fighissimo”.
Si ritrovano qui molti dei punti di forza dei suoi titoli, molte vie per fare punti, un design che viene spesso definito elegante, un uso alternativo e particolare dei dadi (purtuttavia l’alea non è elevatissima, grazie ai lavoratori e a diverse tessere che permettono di aggiustare il risultato) e in generale al termine della partita ti lascia la voglia di riprovare, cercando di scoprire nuove strategie e combinazioni.
Per i pochi eretici che non lo conoscessero rimando alla scheda di BGG (per i lettori di Idee Ludiche che invece non si trovano a loro agio con l’inglese trovate a fondo pagina una spiegazione sintetica delle meccaniche).
Una volta superato lo scoglio della spiegazione e il classico spaesamento da gioco nuovo con mille tessere, in realtà il gioco gira subito bene, aiutata dalla grafica “essenziale” (aka un po’ triste come tipico di molti german…) e dalle informazioni di riassunto delle opzioni e effetti scritti direttamente sulla plancia.
Nel volgere di pochi turni si riesce subito a calarsi nel gioco, cercando tatticamente di chiudere e avanzare nel miglior modo possibile.
Nonostante molti lo considerino un multi-solitario ritengo l’interazione indiretta molto presente, certificata anche dalle minacce di Niccolò trasformatosi quasi in serial killer dopo che gli ho deliberatamente preso un paio di tessere che gli avrebbero permesso di prendere il volo.
Sicuramente richiede qualche partita per poter apprezzare questo aspetto, normalmente la prima volta che si gioca si tende giustamente a guardare la propria plancia mentre giocatori esperti sovente passano diversi turni a bloccarsi a vicenda.
Il gioco crea dipendenza, ad ogni partita si scoprono diverse strategie e si rivaluta l’importanza di alcune tessere mentre l’estrazione casuale ad ogni anno fa sì che la rigiocabilità sia elevatissima, il fatto che sia riuscito sornione a scalare la classifica di BGG, attualmente si trova al 11° posto ad un passo dalla top ten su un database di circa 60.000 titoli, non è assolutamente un caso J
L’unico difetto che trovo è dato dai tempi di gioco, in 4 si sforano spesso le 2 ore di gioco, in 2 rende al meglio e si riesce a stare attorno all’ora / ora e mezza massimo.


L'opinione di Benedetto:

"Maledetti German! Complicati, lunghi, cervellotici, stressanti!
No, non è vero, questa volta il buon Lollo ha proposto un tedescone che ha trovato la mia approvazione… certo, è lungo eh?... certo, è cervellotico che i cervelli  sfrigolano... però le regole sono state subito assimilate pure da me che sono un po’ tonto (e Lollo le ha spiegate egregiamente). Secondo me l’elemento che più mi ha lasciato positivamente è il suo aspetto tattico: il tiro dei dadi all’inizio del turno ti toglie dal giogo della gestione di tutta la strategia nella partita, devi ingegnarti di volta in volta sulle scelte disponibili, cercando di mantenere il controllo di ciò che vuoi sviluppare, cambiando linea di gioco a seconda delle esigenze.. Insomma, bello stimolante, ti fa sentire intelligente. Poi di turno in turno è facile che le posizioni si ribaltino per una buona mossa, e il gioco è stato teso fino all’ultimo. Alla fine ha prevalso Lollo con il suo centinaio di partite alle spalle: ma nessuno dei giocatori si è sentito spaesato e fuori controllo.
Eh, dura tanto eh, almeno in quattro giocatori, però rispetto ad altri tedesconi non ha pesato particolarmente.
Certo, io che sono amante dei family games e dei giochi leggiadri, un po’ ho avuto l’impressione che da un gioco del genere ne puoi tirare fuori tre, da quante idee che sono contenute, però è tutto ben amalgamato e coeso.
Rimango sempre dell’idea che un gioco di tale portata sia un po’ spaventevole per una gran parte della popolazione... Questo germanone non si discosta dagli altri germanoni, che un po’ sono fissati a stimolare una sezione del cervello che io chiamo “procedurale” (quella che ti fa dire “aaah ma quindi se faccio A e poi passo a B ma tenendo conto di C faccio un botto di punti, ma se invece considero D, ne faccio un popo’ di più!”). Però stavolta l’eleganza del titolo mi ha fatto un bel solletico in quell’angolo del cranio che di solito è lasciato lì ad atrofizzare felicemente".


Il gioco si trova facilmente su tutti gli store online ed il prezzo si aggira attorno ai 30-35€ ma non è raro trovare la versione tedesca in offerta a prezzi ancora più bassi (e il titolo è assolutamente indipendente dalla lingua).

Come ultima nota segnalo che è presente il gioco online asincrono su www.boiteajeux.net, registrazione gratuita e la trasposizione è fatta in maniera perfetta, mi trovate col solito nickname Lollosven.

Buon gioco a tutti!
 
 
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In sintesi : ogni giocatore (max 4) ha una plancia che rappresenta il proprio territorio suddiviso in zone esagonali con indicato un numero da 1 a 6 corrispondente al possibile risultato del tiro del dado, dove andranno piazzate le tessere per chiudere le aree dello stesso colore.
Le uniche due regole da rispettare sono che le tessere che si possono piazzare devono essere in contatto con le tessere presenti sulla propria plancia e che in una stessa zona non possono essere presenti due edifici identici.
 
Nel momento in cui si chiude una zona dello stesso colore si ottengono punti, ovviamente più è ampia la zona chiusa più sono i punti ottenuti ed importante si somma un bonus inizialmente elevato e col passare degli “anni” sempre più esiguo.
Il tabellone centrale invece mostra, oltre al classico segna punti sul bordo, i 6 risultati del dado con spazi dove andranno posizionate le tessere all’inizio dell’anno (da 2 a 4 per ogni numero a seconda del numero dei giocatori) e uno stock di merci corrispondente ai 6 numeri, inizialmente vuoto si riempirà con l’arrivo di una merce a round selezionando lo stock casualmente.
Al centro del tabellone vi è anche una zona corrispondente al mercato nero, ogni giocatore può una volta per round spendere due pepite per comprare una tessera presente in questa zona.
Oltre a questo è presente anche l’ordine di gioco, i giocatori potranno avanzare di uno spazio nel momento in cui piazzeranno sulla propria plancia una nave.
Il gioco si svolge su 5 “anni” divisi ognuno in 5 round, per un totale quindi di 25 tiri di dadi per 50 azioni disponibili.
Ad ogni round i giocatori tirano due dadi e vengono usati entrambi secondo il turno di gioco.
Le azioni che i dadi permettono sono determinate dal numero uscito che avrà corrispondenza sul tabellone e sulla plancia con i 6 risultati corrispondenti e sono:
1. Acquisto di una tessera dal tabellone centrale e stoccaggio nella propria riserva solo 3 spazi in riserva a disposizione)
2. Piazzamento di una tessera dalla riserva alla propria plancia, si attiva immediatamente l’effetto della tessera.
3. Vendita di una merce in stock (1 pepita + punti)
4. Mossa della disperazione: vendo il dado per ottenere due lavoratori

 
Le tessere sono di 6 colori diversi corrispondenti a 6 categorie:
1.    Verdi scuro: Castelli, permettono un’azione in più (in pratica è come avere un dado bonus con il numero scelto dal giocatore)
2.    Grigie: Miniere, ad inizio anno si ottiene una pepita per ogni miniera sulla plancia
3.    Blu: Navi, oltre ad avanzare nell’ordine di gioco permettono di prendere tutte le merci presenti in uno dei 6 stock sul tabellone.
4.    Verde chiaro: animali di quattro specie diverse, piazzare una tessera dà immediatamente punti a seconda di quanti animali sono raffigurati (nota importante se presenti nella zona altri animali uguali i punti ottenuti aumentano in base al numero già presente nella zona).
5.    Marrone: edifici, piazzare un edificio attiva un effetto immediato che va dall’acquisizione di altre tessere sul tabellone (chiesa, mercato, carpenteria), all’incasso di due pepite o 4 lavoratori (banca e pensione), alla possibilità di piazzare immediatamente una seconda tessera presente in riserva (municipio), alla possibilità di vendere una merce in riserva (magazzino) fino alla torre che garantisce solamente 4 PV.
6.    Gialli: tecnologie, in sostanza attivano bonus permanenti che garantiscono bonus di punti vittoria finali (i.e. 4 PV per ogni chiesa, 4 PV per ogni mercato, 3 PV per ogni tipo di merce per un massimo di 18 PV, 1 PV per ogni merce venduta e così via) oppure garantiscono dei bonus che modificano le regole di base (i.e. piazzare navi e animali con un + 1 rispetto ai tiri di dado, ottenere un lavoratore in più insieme alla pepita in base al numero di miniere, rompere la limitazione degli edifici simili e così via).
 
Al termine di ogni anno le tessere rimaste sul tabellone sulle zone dei dadi e del mercato nero vengono rimosse (le merci invece rimangono) e vengono riempite con tessere nuove, estratte casualmente.
Al termine del 5° anno si prende l’ultima rendita delle miniere e si sommano ai punti ottenuti durante il gioco i seguenti PV: 1 PV per pepita rimanente, 1 per ogni merce invenduta, 1 PV per ogni due lavoratori avanzati più i PV bonus relativi alle eventuali tessere gialle piazzate.
Vi metto il link ad un ottimo quick reference in italiano presente sulla TdG scritta da Claudio “dmc977” De Simone :