.

.
.
.
.
.
Visualizzazione post con etichetta perché mi piace.... Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta perché mi piace.... Mostra tutti i post

venerdì 5 febbraio 2016

PERCHE' MI PIACE... BRICK PARTY (18)


Nessuna recensione, niente meccaniche, niente voti, semplicemente prendo un gioco della mia collezione e vi spiego perché mi piace giocarlo!
Se la mia opinione sarà utile a qualcuno non lo so (ovviamente spero di si!) ma mi piace l’idea di raccontarvi il perché ed il percome un dato titolo mi affascina, senza giudicarlo o valutarlo, ma facendone emergere solo i lati, a mio parere, positivi.

Quindi buona lettura e… spazio ai commenti! J



BRICK PARTY (2015)

di LUCA BELLINI
2-9 giocatori
20-30 minuti
cooperativo, gestione della mano, party game, gioco di destrezza.






Mi piace perché:

> Perché utilizzare i mattoncini "simil-Lego" in un gioco da tavola è un’idea semplice e allo stesso tempo geniale. Se apri la confezione di Brick Party e rovesci i mattoncini sul tavolo, chi è seduto con te non può fare a meno di mettersi a giocare con loro ed unirli per formare qualsiasi tipo di forma gli venga in mente. E’ irresistibile e giochicchiando distrattamente tra una chiacchiera e l’altra in un attimo ci si trova immersi nel gioco vero e proprio!

> Mi piace vedere i giocatori scervellarsi per descrivere al proprio compagno i pezzi da utilizzare per comporre la figura che vedono sulla carta che hanno in mano. Sì, perché in Brick Party è questo che dovete fare: essere la prima coppia a realizzare la figura (disegnata in silhouette) illustrata sulla propria carta FORMA.

> Brick Party ha regole assolutamente semplici, la spiegazione ed il set up durano neanche 5 minuti a fronte di una ventina di minuti (o qualcosa in più dipende dal numero di giocatori) di divertimento sfrenato!
Si decide chi sarà il primo giocatore che verrà denominato Leader.
Si suddividono le carte FORMA in 4 mazzi a seconda del loro valore che varia da 5 a 8 (e che rappresenta sia i punti vittoria per chi la realizza che il numero minimo di pezzi da cui la figura è composta), una volta piazzati i mattoncini al centro del tavolo si distribuiscono 2 carte FORMA prese da ogni mazzetto ad ogni giocatore.
Si estrae una carta REGOLA che determinerà la regola che tutte le coppie dovranno seguire in questo turno (le regole sono fantastiche: ci si potrà trovare a dover costruire senza utilizzare i pollici, oppure ad occhi chiusi o a dita incrociate…).
Si formano le coppie (si gioca a coppie variabili, ed anche questa è una genialata!).
Si assegnano i ruoli all’interno di ciascuna coppia (ossia chi sarà il MURATORE - colui che costruirà - e chi l’ARCHITETTO - colui che sceglierà la carta FORMA da realizzare e la “spiegherà” al compagno -) e via che si inizia a costruire tutti contemporaneamente! 
Non appena un ARCHITETTO pensa che la costruzione sia completa attiva una clessidra e le altre coppie avranno a questo punto solo 30 secondi per cercare di completare le loro costruzioni. Quando la clessidra si esaurisce ogni ARCHITETTO mostra la carta FORMA ed i MURATORI vi pongono sopra le loro opere per verificare che siano state realizzate in modo corretto. Se lo sono, entrambi i giocatori guadagnano punti, in caso contrario niente punti. Si prosegue poi con un nuovo turno e nuove coppie finchè tutti i giocatori non avranno ricoperto il ruolo di Leader.
E’ facile intuire che chi avrà più punti alla fine sarà il vincitore.

> Brick Party mi piace molto, particolarmente per questa sua caratteristica di favorire l’aggregazione tra i giocatori sfruttando l’idea delle coppie variabili. Ma non solo, lo trovo ottimo anche da giocare nella sua versione “fast”, adatta principalmente ai bambini dai 5 anni in su, in cui ognuno gioca in solitario utilizzando un solo set di mattoncini per completare la carta FORMA estratta nel round.

> In definitiva Luca Bellini ed i ragazzi di Post Scriptum hanno realizzato un gioco davvero avvincente, il degno successore di Fun Farm. Un party game dinamico ed accattivante che sfrutta un componente (i mattoncini) che tutti hanno nel loro background, e che gli permette di essere accolto da chiunque, compresi gli scettici, come una piacevole novità… perché si sa, giocare con i Lego non è un hobby da sfigati come giocare ai board games! ;)

I componenti di Brick Party


Se vi ho incuriosito e volete provare BRICK PARTY vi aspetto ogni mercoledì alla Ludoteca Galliatese, dove potrete trovare anche molti altri titoli interessanti! 

lunedì 26 ottobre 2015

PERCHE' MI PIACE... BARONY (17)


Nessuna recensione, niente meccaniche, niente voti, semplicemente prendo un gioco della mia collezione e vi spiego perché mi piace giocarlo!
Se la mia opinione sarà utile a qualcuno non lo so (ovviamente spero di si!) ma mi piace l’idea di raccontarvi il perché ed il percome un dato titolo mi affascina, senza giudicarlo o valutarlo, ma facendone emergere solo i lati, a mio parere, positivi.

Quindi buona lettura e… spazio ai commenti! J




BARONY (2015) 

di MARC ANDRE’
2-4 giocatori
30-45 minuti
Griglia modulare, controllo territorio, strategy game.










Mi piace perché:

> Ragazzi, come potrebbe non piacermi un gioco così PIENO di legno e cartone?! 112 segnalini in 4 colori (per ogni giocatore 7 cavalieri, 5 città, 2 fortezze, 14 villaggi ed un segnapunti), 80 segnalini risorsa di 4 tipi diversi, 36 tessere composte da 3 esagoni terreno e una tabella segnapunti… appena aperta la scatola è fuoriuscito un profumo che non vi dico! (Sì, adoro annusare, anzi, assaporare il contenuto delle scatole dei giochi... dai, lo so di non essere l’unico!)

> Barony ha regole tutto sommato semplici, i giocatori possono infatti scegliere un’azione sola tra le 6 possibili. E’ un titolo molto strategico, è possibile pianificare le proprie azioni future con buon anticipo e, grazie alla mappa modulare, ha grande longevità.
Durante il set up si dispongono casualmente le tessere terreno (9 a giocatore, quindi in due se ne dispongono 18, in tre 27 ed in quattro tutte e 36) ed ogni giocatore posiziona 3 delle sue città (ciascuna accompagnata da 1 cavaliere) a piacimento in luoghi strategici del piano di gioco, rispettando alcuni vincoli (es. le città non si possono piazzare sulle tessere “lago”, o non si possono piazzare adiacenti ad altre città).
Partendo dal primo di turno poi ognuno sceglierà un’azione tra le sei disponibili, ovvero: Reclutamento: si possono posizionare su una città da 2 a 3 cavalieri prendendoli dalla riserva personale; Costruzione: è possibile sostituire tutti o solo una parte dei propri cavalieri sul tabellone con un villaggio o una fortezza e prendere un segnalino risorsa per ogni costruzione, corrispondente al terreno sul quale si è edificato (questi segnalini forniscono punti utilizzabili per effettuare l’azione Titolo Nobiliare oppure, se conservati, PV da aggiungere ai PV finali); Movimento: si possono spostare da 1 a 2 cavalieri su un esagono adiacente, questa azione può portare anche a situazioni di “coabitazione” o “conflitto”, e grazie a quest’ultima il giocatore invasore può sottrarre allo sconfitto un segnalino risorsa a sua scelta; Nuova Città: è possibile sostituire una proprio villaggio con una Città, immediatamente si guadagnano 10 PV; Spedizione: si prendono due cavalieri dalla propria riserva, se ne elimina definitivamente uno dal gioco e si posiziona l’altro su un esagono del bordo del tabellone; Titolo Nobiliare: spendendo almeno 15 punti risorsa si può avanzare
Dettaglio della ingegnosa tabella punteggi
di una posizione verso destra sulla tabella dei punteggi, tutti partono col titolo di Barone, avanzando potranno diventare Visconti, Conti, Marchesi ed infine Duchi. Non appena un giocatore diventa Duca (ultima colonna della tabella punteggi), tutti completano il proprio turno e chi ha totalizzato più punti sarà il vincitore e diverrà Re.

> Il fatto di disporre di una sola azione a turno permette di non avere tempi morti e una volta pianificata la propria strategia il gioco scorre che è una meraviglia. Certo, come nella realtà, ci si possono (e spesso si deve) mettere i bastoni tra le ruote, ma è proprio in questi frangenti che emergerà il miglior stratega.

> Pur essendo un astratto gli è stata data un'ambientazione "classica", quella medievale,
che bene si adatta alle sue meccaniche e lo mette nelle condizioni di piacere ad un vasto pubblico.

> In definitiva Barony è un gioco piacevole, tutto sommato veloce e molto strategico, impreziosito da una componentistica e da una grafica SUPERBE. Un altro ottimo lavoro di Marc Andrè, un Autore che raramente delude :) .

Contenuto e setup 


Se vi ho incuriosito e volete provare BARONY vi aspetto ogni mercoledì alla Ludoteca Galliatese, dove potrete trovare anche molti altri titoli interessanti! 

giovedì 6 agosto 2015

PERCHE' MI PIACE... Mr. JACK POCKET (16)


 
Nessuna recensione, niente meccaniche, niente voti, semplicemente prendo un gioco della mia collezione e vi spiego perché mi piace giocarlo!
Se la mia opinione sarà utile a qualcuno non lo so (ovviamente spero di si!) ma mi piace l’idea di raccontarvi il perché ed il percome un dato titolo mi affascina, senza giudicarlo o valutarlo, ma facendone emergere solo i lati, a mio parere, positivi.
Quindi buona lettura e… spazio ai commenti! J


di BRUNO CATHALA e LUDOVIC MAUBLANC
2 giocatori
15-30 minuti
Griglia modulare, deduzione, azioni variabili.

 
 
 


 

Mi piace perché:
 

> Innanzitutto perchè è POCKET!
A differenza del fratello maggiore che ha una scatola importante con molti materiali ed un set up, diciamolo, non proprio immediato (tra lampioni da piazzare, dischetti personaggio e contatori vari, le prime volte capita che la partita duri meno del set up!) qui abbiamo una scatoletta di soli 11 cm per lato contenente soltanto tessere e tondini di robusto cartone.
 

> Mi piace perché è essenziale, non necessita di grandi spazi per essere giocato, ha regole semplici ed ha grande longevità.
 

> In questo gioco il tabellone è sostituito da nove tessere-strada che vanno a formare il quadrato di gioco (il quartiere di Whitechapel); su un lato abbiamo i volti dei sospetti al centro delle strade, sull’altro (lato “vuoto”) solo le strade. I sospetti sono immortalati anche su altrettante tessere personaggio (carte “alibi”). I detective (Holmes, Watson ed il loro cane Toby) sono rappresentati da dischetti che si muovono in senso orario intorno al quadrato di gioco e possono tenere d’occhio i sospetti attraverso le vie e gli incroci formati dalla posizione delle tessere-strada. Ad ogni round (fino ad un massimo di 8 se ne potranno giocare) sono disponibili 4 azioni, il primo giocatore ne seleziona una, il secondo due ed infine il primo utilizzerà l’azione rimasta. Queste azioni permettono di muovere i detectives di 1 o 2 spazi, ruotare tessere, scambiarle o pescare una carta alibi. Le azioni non utilizzate nel primo round saranno disponibili nel secondo. Al termine di ogni round viene messa in palio una preziosa clessidra che sarà appannaggio di Mr. Jack se questi dirà di essere invisibile oppure di Holmes e compagni in caso contrario. In base all'affermazione del fuggitivo il giocatore che impersona i detectives potrà quindi capovolgere alcune tessere sul lato “vuoto” e ridurre così il numero di sospettati. Mr. Jack vince se rimane nascosto fino all’ottavo turno o se riesce a guadagnare 6 clessidre (questo significa che è riuscito a mantenersi nell'ombra praticamente sempre!), i detectives invece se riescono ad individuarlo prima dell’ultimo turno.
 

> L’ambientazione è molto sentita e la partita, soprattutto quando giocata da persone che hanno già dimestichezza col gioco, rimane tesa fino alla fine. Sottolineo il fatto che bisogna impegnare almeno una partita (don’t worry, la prima partita solitamente non dura più di 10 minuti!) per capire come muoversi all’interno di Whitechapel, e solitamente è preferibile assegnare il ruolo di detective a chi è alla prima esperienza di gioco. Questo non perché sia più facile vincere impersonando Holmes, il gioco è bilanciato per entrambe le parti, ma semplicemente perché c’è meno pressione ad inseguire piuttosto che ad essere inseguiti :)
 

> Mr. Jack pocket è un gioco che dà molta soddisfazione, vuoi per l’ambientazione, vuoi per la durata contenuta o per l’aspetto grafico molto ben curato, riscuote sempre successo quando viene proposto.
 

> Ha una grande profondità ed ogni mossa va ponderata con estrema cautela. Questa versione, nonostante l’aggettivo “pocket” possa trarre in inganno, non ha nulla da invidiare al board game, anzi, per quello che è la mia esperienza personale posso tranquillamente dire che facendo un paragone lo supera di gran lunga. Un po’ come mi era capitato con Bang! the dice game, che ha notevolmente migliorato l’esperienza di gioco del “vecchio” Bang!, se si possiede questa versione di Mr. Jack, del board game non se ne sente assolutamente la necessità :)
 
 
materiali
 

 
Se vi ho incuriosito e volete provare Mr. JACK POCKET vi aspetto ogni mercoledì alla Ludoteca Galliatese, dove potrete trovare anche molti altri titoli interessanti!

martedì 23 giugno 2015

PERCHE' MI PIACE... DRAKO (15)


 
Nessuna recensione, niente meccaniche, niente voti, semplicemente prendo un gioco della mia collezione e vi spiego perché mi piace giocarlo!
Se la mia opinione sarà utile a qualcuno non lo so (ovviamente spero di si!) ma mi piace l’idea di raccontarvi il perché ed il percome un dato titolo mi affascina, senza giudicarlo o valutarlo, ma facendone emergere solo i lati, a mio parere, positivi.
Quindi buona lettura e… spazio ai commenti! J



DRAKO (2011) 
di ADAM KALUZA
2 giocatori
20-30 minuti
Gestione della mano, poteri variabili dei personaggi, movimento su griglia esagonata.

 
 
 
 
 
 
 
 

Mi piace perché:
 

> E’ un titolo facile da spiegare e da giocare, grazie alle regole semplici e all’ambientazione fantasy alla portata di tutti.
 

> Proprio l’ambientazione è uno dei punti forti del gioco; è davvero ben resa e immedesimarsi nei personaggi risulta piuttosto facile. Le miniature (ben realizzate) aiutano sicuramente in questo senso :)
 

> Nel gioco, un asimmetrico per due giocatori, un giocatore gestisce 3 combattivi Nani con l’unico scopo di uccidere un feroce Drago guidato dal secondo giocatore, il cui obiettivo invece è rimanere vivo (o uccidere i 3 Nani). Ogni giocatore ha un proprio mazzo di carte con simboli che definiscono le azioni possibili (i Nani ad esempio possono muoversi individualmente o in gruppo, lanciare reti o attaccare a distanza scagliando frecce; il Drago  invece può volare di esagono in esagono, mordere, sputare fuoco e cose simili) ed una mano di massimo 6 carte. Alternativamente i giocatori potranno fare 2 azioni pescando o giocando carte ed applicandone gli effetti. Il gioco termina non appena una delle due fazioni sconfigge l’altra o quando i Nani terminano il loro mazzo di gioco (attenzione quindi a non sprecare carte!).
 

> La scatola (un po’ troppo sovradimensionata a dirla tutta) contiene una ricca dotazione infatti, oltre alle miniature che sono il pezzo forte, propone un tabellone di gioco dalle dimensioni contenute ottimamente illustrato, 2 robuste plancette (una per i 3 Nani ed una per il Drago) una ventina di segnalini di cartone rappresentanti i punti ferita e i bonus per i Nani (un segnalino “rete” ed un segnalino “furore”) ed il regolamento chiaro e ricco di immagini.
 

> Nonostante sia un asimmetrico il gioco è ben bilanciato, l’alea data dalla pesca delle carte non è così pesante come può sembrare a prima vista, anzi con un po’ di partite sulle spalle si riesce a mitigare agevolmente. Va detto che Drako ha anche una buona rigiocabilità soprattutto in virtù del fatto che ci si può alternare nei ruoli, gestendo di volta in volta i Nani oppure il Drago.
 

> Nessuna dipendenza dalla lingua, semplicità, durata contenuta ed ottimo impatto visivo fanno di questo filler un ottimo titolo adatto a tutti.

 

La dotazione di Drako, ottimi materiali ed ottimo impatto visivo
 

Se vi ho incuriosito e volete provare DRAKO vi aspetto ogni mercoledì alla Ludoteca Galliatese, dove potrete trovare anche molti altri titoli interessanti!

 

domenica 17 maggio 2015

PERCHE' MI PIACE... PORT ROYAL (14)


 
Nessuna recensione, niente meccaniche, niente voti, semplicemente prendo un gioco della mia collezione e vi spiego perché mi piace giocarlo!
Se la mia opinione sarà utile a qualcuno non lo so (ovviamente spero di si!) ma mi piace l’idea di raccontarvi il perché ed il percome un dato titolo mi affascina, senza giudicarlo o valutarlo, ma facendone emergere solo i lati, a mio parere, positivi.
Quindi buona lettura e… spazio ai commenti! J




PORT ROYAL (2014)
di ALEXANDER PFISTER
2-5 giocatori
20-50 minuti
Card drafting, collezione set, press your luck.

 









Mi piace perché:
 

> Beh, innanzitutto ha una meccanica ed una ambientazione così semplici e godibili che si può proporre a chiunque. E solitamente riscuote un buon successo ;)

> Personalmente lo reputo uno dei migliori card game degli ultimi anni.
Set up immediato: si mischiano tutte e 120 le carte (che raffigurano “navi” che portano dobloni d’oro per chi decide di prenderle, “personaggi” con vari poteri e qualche punto vittoria in dote per chi li acquista, “spedizioni” che danno parecchi punti vittoria per chi le reclama o “tasse” per i più ricchi), le si mette coperte al centro del tavolo a formare un unico mazzo di pesca e si distribuiscono 3 carte - sul dorso a rappresentare dobloni d’oro - ad ogni giocatore. Fine set up!.
Turno di gioco semplicissimo: il giocatore “attivo” pesca carte e le mette in tavola finchè non decide di fermarsi (a questo punto può prendere/acquistare una carta - o in casi particolari anche più di una, a seconda dei bonus che è riuscito ad attivare - dal display che si è formato in tavola; dopo di lui possono fare la stessa cosa anche gli altri giocatori che, in caso di acquisto, pagheranno una moneta aggiuntiva al giocatore “attivo”) o finchè malauguratamente non pesca due carte “nave” dello stesso colore, cosa che lo costringe a passare il turno scartando tutte le carte del display.
Chi totalizza per primo 12 punti fa terminare il gioco, si continua però a giocare finchè tutti non hanno effettuato lo stesso numero di turni. Chi alla fine avrà totalizzato più punti sarà il vincitore.

> Port Royal è un gioco ricco di interazione e decisioni importanti da prendere ad ogni turno, sia che si rivesta il ruolo di giocatore attivo che non. La componente di press your luck è l’anima del gioco, infatti più carte giri e più dobloni puoi incamerare grazie agli acquisti dei giocatori che ti seguono. Ma non solo, infatti più navi di colore diverso hai la fortuna (e il coraggio) di girare e più carte potrai prendere dal display. Una buona pianificazione e il sapersi fermare al momento giusto sono fondamentali per avere chances di vittoria.

> Mi piace perché ogni partita è diversa dalle altre e di volta in volta si possono applicare molteplici strategie per giungere alla vittoria. Spesso si vince o si perde per un solo punto, e questo rende il gioco sempre teso e combattuto fino alla fine.

> La durata della partita varia dai 30 minuti scarsi in 2 giocatori a non più di 45/50 minuti in 5. Tempi contenuti e ottima scalabilità. Praticamente nessuna dipendenza dal testo grazie alle icone semplici ed intuitive. Insomma un gioco veloce, ottimamente bilanciato, semplice da padroneggiare e profondo quanto basta per accontentare anche i palati più fini dei gamers :)

 
Solo carte e i regolamenti in duplice lingua per questo ottimo card game

Se vi ho incuriosito e volete provare PORT ROYAL vi aspetto ogni mercoledì alla Ludoteca Galliatese, dove potrete trovare anche molti altri titoli interessanti!

sabato 21 febbraio 2015

PERCHE' MI PIACE... NO THANKS! (13)


Nessuna recensione, niente meccaniche, niente voti, semplicemente prendo un gioco della mia collezione e vi spiego perché mi piace giocarlo!
Se la mia opinione sarà utile a qualcuno non lo so (ovviamente spero di si!) ma mi piace l’idea di raccontarvi il perché ed il percome un dato titolo mi affascina, senza giudicarlo o valutarlo, ma facendone emergere solo i lati, a mio parere, positivi.
Quindi buona lettura e… spazio ai commenti! J






NO THANKS! (2004)
di THORSTEN GIMMLER
3-5 giocatori
15 minuti
Set collection, scommesse, asta, push your luck.




Mi piace perché:
 

> E’ tascabile, veloce, essenziale e soprattutto, GENIALE!

> No Thanks! è un gioco leggero contraddistinto da una sola semplice regola (pesca la carta in cima al mazzo centrale e tienila oppure passa la mano e posizionaci sopra una fiche!), facile da spiegare e da padroneggiare, adatto a tutti i tipi di giocatori.

> La confezione è quanto di più tascabile esista (alla Coloretto per intenderci) e la componentistica super minimale, formata da solo 33 carte e 55 fiches (completa il contenuto della scatola il foglio del regolamento).

> Questo tipo di gioco è un piacere da giocare e da spiegare (bastano 2 minuti e 30 secondi, scommettiamo?! Come dicevo prima si mescolano le 33 carte numerate da 3 a 35, se ne tolgono 9 e si distribuiscono 11 fiches ad ogni partecipante. Il primo giocatore girerà la carta in cima al mazzo e deciderà se tenerla mettendosela davanti o rifiutarla posizionandoci sopra una sua fiche (ognuna di queste fiches a fine partita varrà -1; duplice utilizzo quindi per loro, quello di permettervi di non raccogliere una carta indesiderata e quello di farvi diminuire il punteggio alla fine del match!) dopodichè toccherà al giocatore successivo fare la stessa cosa. Lo scopo è di ottenere il minor punteggio possibile alla fine della partita (decretata dall’esaurirsi del mazzo di pesca) collezionando set di carte con punteggio decrescente, infatti solo la carta più bassa del set conterà per i punti finali - meglio scegliere carte con numeri bassi ovviamente rifiutando a suon di fiches quelle con numeri alti, ma no sempre è possibile - il push your luck è il cuore del gioco, alimentato dal fatto che, mancando 9 carte, spesso ci si deve buttare sperando nella buona sorte!. Il classico filler ad alta interazione della serie “una partita tira l’altra”.

> Un altro paio di punti a suo favore sono rappresentati dal fatto che No Thanks! è assolutamente indipendente dalla lingua ed ha un prezzo decisamente contenuto. In definitiva, per quanto mi riguarda, un titolo consigliatissimo per far appassionare i neofiti al nostro mondo e far divertire chi già lo è! ;)

Il contenuto minimale di No Thanks!

Se vi ho incuriosito e volete provare NO THANKS! vi aspetto ogni mercoledì alla Ludoteca Galliatese, dove potrete trovare anche molti altri titoli interessanti!
 

mercoledì 17 dicembre 2014

PERCHE' MI PIACE... CONDOTTIERE (12)


 
Nessuna recensione, niente meccaniche, niente voti, semplicemente prendo un gioco della mia collezione e vi spiego perché mi piace giocarlo!
Se la mia opinione sarà utile a qualcuno non lo so (ovviamente spero di si!) ma mi piace l’idea di raccontarvi il perché ed il percome un dato titolo mi affascina, senza giudicarlo o valutarlo, ma facendone emergere solo i lati, a mio parere, positivi.
Quindi buona lettura e… spazio ai commenti! J


CONDOTTIERE (1995) - terza edizione FFG -
di DOMINIQUE EHRHARD
2-6 giocatori
30-45 minuti
Bluff, gestione mano, controllo territorio.

 









Mi piace perché:
 
> Beh, ovviamente perché ci sono una mappa e dei cubetti e conoscendomi sapete che questi due elementi mi attraggono irrimediabilmente!

> Condottiere è un gioco tutto sommato leggero, con una semplice regola (gioca una carta dalla mano oppure passa!), adatto quindi a tutti, neofiti soprattutto ma grazie all’elemento di bluff ed una certa profondità, anche giocatori scafati possono gradirlo.

> Ha una componente di imprevedibilità data dalle carte speciali che rende ogni mano incerta e degna di essere giocata fino alla fine. Il mazzo di condottiere è costituito infatti da 110 carte di cui la maggior parte sono carte mercenario (il grosso della truppa che serve per conquistare i territori dell’Italia rinascimentale) e da alcune carte speciali che sono il pepe del gioco e determinano gli esiti delle battaglie. Gestire in modo appropriato la propria mano è fondamentale per accaparrarsi i territori contesi.

> Questo card game di conquista territoriale ha materiali di tutto rispetto inseriti in una confezione di dimensioni ridotte, e questo è un pregio da non sottovalutare. Nella scatola troviamo una board ripiegata in 3 parti e 110 carte ottimamente illustrate, 36 cubetti di legno e due grossi token, il tutto in un formato davvero compatto e portatile.

> Ovviamente l’alea dovuta alla pesca delle carte in alcuni momenti si fa sentire, ma chiarito questo e giocato con la giusta compagnia Condottiere può farvi trascorrere una piacevole mezzoretta di gioco.


La componentistica di Condottiere

Se vi ho incuriosito e volete provare CONDOTTIERE vi aspetto ogni mercoledì alla Ludoteca Galliatese, dove potrete trovare anche molti altri titoli interessanti!


lunedì 15 settembre 2014

PERCHE' MI PIACE... HYSTERICOACH (11)


 
Nessuna recensione, niente meccaniche, niente voti, semplicemente prendo un gioco della mia collezione e vi spiego perché mi piace giocarlo!
Se la mia opinione sarà utile a qualcuno non lo so (ovviamente spero di si!) ma mi piace l’idea di raccontarvi il perché ed il percome un dato titolo mi affascina, senza giudicarlo o valutarlo, ma facendone emergere solo i lati, a mio parere, positivi.
Quindi buona lettura e… spazio ai commenti! J




HYSTERICOACH (2006)
di WALTER OBERT
4-14 giocatori
20-40 minuti
Cooperativo, simulazione sportiva.

 





Mi piace perché:
 

> E’ il classico party game caciarone e coinvolgente. Ha un ritmo adrenalinico ed alla fine del match chi ricopre il ruolo dell’allenatore spesso finisce sudato e afono! :) Tutte le volte che l’ho fatto giocare ha sempre riscosso successo anche tra i detrattori del gioco del calcio!
 

> Il gioco ha una componentistica gradevole e ben curata. C’è tanto robusto cartoncino:
un tabellone componibile double face che rappresenta il campo da gioco, 7 “pedine-giocatore” per squadra, due segnalinee (raffiguranti nientepopodimeno che l’Autore del gioco Walter Obert e l’Artist Paolo Vallerga!), due “pedine-pallone”, un dado e tante carte (carte “schema di gioco”, carte “squadra” e carte “calciatore”) tutte ottimamente illustrate. Una bella sensazione visiva.
 

> Ci si può giocare da 4 a 14 giocatori, e tutti vengono coinvolti nell’azione di gioco, zero tempi morti! Hystericoach si gioca in due squadre composte da un allenatore e da un numero di giocatori variabile da uno a sei. L’allenatore si posiziona in piedi alle spalle dei giocatori avversari, in modo da guardare i suoi e… inizia a sbracciarsi ed urlare ordini di gioco ai membri della sua squadra, cercando di sovrastare la voce del coach avversario e soprattutto di farsi capire senza poter pronunciare parole fondamentali come AVANTI, INDIETRO, DESTRA, SINISTRA! Non può nemmeno dire il numero del giocatore che sta chiamando ne il suo ruolo, può solo chiamarlo per nome, il problema è che i nomi dei giocatori stampati sulle carte sono davvero improbabili, se non addirittura impronunciabili! Nella nazionale del Giappone ad esempio abbiamo: 1 SESUDO TAKASCI, 2 INTONAMIKORI, 3 NAROSIKATA, 4 MALIMORTARI, 5 SAKAGNAMOSCI, 6 MANYAIMARONI, 7 RIMANYAKASA!
 

> Ah, in Hystericoach l’allenatore può essere esonerato anche a partita in corso! Se l’allenatore si dimostra incapace di condurre come si deve la propria squadra (o se, più probabilmente, rimane senza voce!), qualunque suo giocatore può prenderne il posto!
 

> Va detto che Hystericoach è pensato anche per un pubblico “junior”, infatti le carte-squadra di ogni nazionale hanno un lato B nel quale i nomi scritti sono più semplici da pronunciare. E in più puoi far durare una partita quanto ti pare: si possono fare due tempi da 15 minuti, un tempo solo da 20 minuti, si può decidere che vince chi segna 3,5 o 10 gol, come quando da piccoli si giocava al parchetto! :)
 

> E’ davvero irresistibile! Bisogna giocarci per rendersi conto di quanto ci si possa divertire con questo gioco. Come si legge sulla confezione, Hystericoach è “un party-game che cambierà il vostro modo di vivere il calcio!”

 
le famigerate carte squadra, schema e giocatore

 
Se vi ho incuriosito e volete provare HYSTERICOACH vi aspetto ogni mercoledì alla Ludoteca Galliatese, dove potrete trovare anche molti altri titoli interessanti!
 



mercoledì 27 agosto 2014

PERCHE' MI PIACE... SHADOWS OVER CAMELOT (10)


 


Nessuna recensione, niente meccaniche, niente voti, semplicemente prendo un gioco della mia collezione e vi spiego perché mi piace giocarlo!

Se la mia opinione sarà utile a qualcuno non lo so (ovviamente spero di si!) ma mi piace l’idea di raccontarvi il perché ed il percome un dato titolo mi affascina, senza giudicarlo o valutarlo, ma facendone emergere solo i lati, a mio parere, positivi.

Quindi buona lettura e… spazio ai commenti! J


 
 
di BRUNO CATHALA e SERGE LAGET
3-7 giocatori
90-120 minuti
Cooperativo, gestione della mano, poteri variabili dei personaggi, bluff.

 
 
 
 
 
 
 
 
 

Mi piace perché:

 

> Già solo l’illustrazione della scatola è POWER! Con questo favoloso castello assediato da più parti, sovrastato da un cielo plumbeo, che fa da sfondo agli eroi schierati a fronteggiare le forze del male… mi ha subito affascinato.

> Shadows ha una componentistica ricca e molto ben curata (miniature di eroi, di catapulte, di oggetti mitici come Excalibur o il Sacro Graal, dadi - tranquilli, sono utilizzati come contatori dei punti vita! - un tabellone centrale coloratissimo e dettagliato, plance "quest" e plancette personali di ottima fattura, oltre ovviamente ai mazzi di carte magistralmente illustrati!). Un gioco che ti riempie il tavolo e la serata! :)

> Ci si può giocare da 3 a 7 giocatori (8 con l’espansione!), e questo non è cosa da poco. Inoltre è contemplato il fatto di poter aggiungere giocatori anche a partita iniziata senza alterare il ritmo del gioco, e questo è un altro fattore che mi piace molto!

> L’idea di avere più Quest da risolvere con “l’ansia” che un ipotetico traditore possa tramare alle spalle dei poveri cavalieri della Tavola Rotonda è stimolante e da tanto pepe al gioco. (Non è detto infatti che il traditore sia presente, ad inizio gioco si pesca una carta a testa per determinare il proprio ruolo di “fedele” o di “traditore” tra un pool di carte maggiore rispetto al numero dei giocatori effettivi, quindi alcune volte i sospetti che si creano sono del tutto infondati!).

> E’ davvero “tirato” (come la maggior parte dei collaborativi d’altra parte), non è affatto semplice vincere, ma quando succede la soddisfazione che ne deriva è altissima! :)

> Secondo me è molto ben ambientato, non puoi non immedesimarti in un paladino della Tavola Rotonda in lotta contro le forze del male. E facendosi prendere dallo spirito del gioco non è raro vedere i cavalieri “fedeli” arrivare a sacrificare l’ultimo dei loro preziosi punti vita per portare a termine una missione cruciale!

> Ricco, tirato, coinvolgente, ambientato, Shadows over Camelot è davvero un gran collaborativo!

 
 immagini delle plance e delle miniature
 


Se vi ho incuriosito e volete provare SHADOWS OVER CAMELOT vi aspetto ogni mercoledì alla Ludoteca Galliatese, dove potrete trovare anche molti altri titoli interessanti!