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giovedì 6 agosto 2015

PERCHE' MI PIACE... Mr. JACK POCKET (16)


 
Nessuna recensione, niente meccaniche, niente voti, semplicemente prendo un gioco della mia collezione e vi spiego perché mi piace giocarlo!
Se la mia opinione sarà utile a qualcuno non lo so (ovviamente spero di si!) ma mi piace l’idea di raccontarvi il perché ed il percome un dato titolo mi affascina, senza giudicarlo o valutarlo, ma facendone emergere solo i lati, a mio parere, positivi.
Quindi buona lettura e… spazio ai commenti! J


di BRUNO CATHALA e LUDOVIC MAUBLANC
2 giocatori
15-30 minuti
Griglia modulare, deduzione, azioni variabili.

 
 
 


 

Mi piace perché:
 

> Innanzitutto perchè è POCKET!
A differenza del fratello maggiore che ha una scatola importante con molti materiali ed un set up, diciamolo, non proprio immediato (tra lampioni da piazzare, dischetti personaggio e contatori vari, le prime volte capita che la partita duri meno del set up!) qui abbiamo una scatoletta di soli 11 cm per lato contenente soltanto tessere e tondini di robusto cartone.
 

> Mi piace perché è essenziale, non necessita di grandi spazi per essere giocato, ha regole semplici ed ha grande longevità.
 

> In questo gioco il tabellone è sostituito da nove tessere-strada che vanno a formare il quadrato di gioco (il quartiere di Whitechapel); su un lato abbiamo i volti dei sospetti al centro delle strade, sull’altro (lato “vuoto”) solo le strade. I sospetti sono immortalati anche su altrettante tessere personaggio (carte “alibi”). I detective (Holmes, Watson ed il loro cane Toby) sono rappresentati da dischetti che si muovono in senso orario intorno al quadrato di gioco e possono tenere d’occhio i sospetti attraverso le vie e gli incroci formati dalla posizione delle tessere-strada. Ad ogni round (fino ad un massimo di 8 se ne potranno giocare) sono disponibili 4 azioni, il primo giocatore ne seleziona una, il secondo due ed infine il primo utilizzerà l’azione rimasta. Queste azioni permettono di muovere i detectives di 1 o 2 spazi, ruotare tessere, scambiarle o pescare una carta alibi. Le azioni non utilizzate nel primo round saranno disponibili nel secondo. Al termine di ogni round viene messa in palio una preziosa clessidra che sarà appannaggio di Mr. Jack se questi dirà di essere invisibile oppure di Holmes e compagni in caso contrario. In base all'affermazione del fuggitivo il giocatore che impersona i detectives potrà quindi capovolgere alcune tessere sul lato “vuoto” e ridurre così il numero di sospettati. Mr. Jack vince se rimane nascosto fino all’ottavo turno o se riesce a guadagnare 6 clessidre (questo significa che è riuscito a mantenersi nell'ombra praticamente sempre!), i detectives invece se riescono ad individuarlo prima dell’ultimo turno.
 

> L’ambientazione è molto sentita e la partita, soprattutto quando giocata da persone che hanno già dimestichezza col gioco, rimane tesa fino alla fine. Sottolineo il fatto che bisogna impegnare almeno una partita (don’t worry, la prima partita solitamente non dura più di 10 minuti!) per capire come muoversi all’interno di Whitechapel, e solitamente è preferibile assegnare il ruolo di detective a chi è alla prima esperienza di gioco. Questo non perché sia più facile vincere impersonando Holmes, il gioco è bilanciato per entrambe le parti, ma semplicemente perché c’è meno pressione ad inseguire piuttosto che ad essere inseguiti :)
 

> Mr. Jack pocket è un gioco che dà molta soddisfazione, vuoi per l’ambientazione, vuoi per la durata contenuta o per l’aspetto grafico molto ben curato, riscuote sempre successo quando viene proposto.
 

> Ha una grande profondità ed ogni mossa va ponderata con estrema cautela. Questa versione, nonostante l’aggettivo “pocket” possa trarre in inganno, non ha nulla da invidiare al board game, anzi, per quello che è la mia esperienza personale posso tranquillamente dire che facendo un paragone lo supera di gran lunga. Un po’ come mi era capitato con Bang! the dice game, che ha notevolmente migliorato l’esperienza di gioco del “vecchio” Bang!, se si possiede questa versione di Mr. Jack, del board game non se ne sente assolutamente la necessità :)
 
 
materiali
 

 
Se vi ho incuriosito e volete provare Mr. JACK POCKET vi aspetto ogni mercoledì alla Ludoteca Galliatese, dove potrete trovare anche molti altri titoli interessanti!

lunedì 3 novembre 2014

... AND BENEDETTO PLAYS... (3)



Credo che venga naturale associare a un gioco da tavolo una “colonna sonora” portante, che richiami le atmosfere dell’ambientazione proposta dall’esperienza ludica. Musiche medioevali per giochi medioevali, musiche dei luoghi rievocati dal background ludico, dischi epici per giochi epici (sì, quel metal dell'articolo precedente), etc.
In questa sede non si può andare così alla leggera, abbiamo una missione da compiere. Dobbiamo essere al passo con i tempi. Ed è per questo che cercherò – anche se non garantisco – di scegliere album e brani che siano contemporanei, dell’ultimo o degli ultimi anni.
Certo, farò in modo che il collegamento fra disco e gioco non sia campato in aria: quell'album dovrà accompagnare bene l'esperienza ludica scelta, sennò qui ci diciamo dischi a caso e giochi a caso che mi piacciono e ciccia.
Per un gioco western come Dice Town, di Bruno Cathala e Ludovic Maublanc, viene da sè associarci una colonna sonora a base di banji e pianoforti honky tonk, oppure di mettere tutta le colonne sonore di Ennio Morricone. Eh! Facile!

Wanted: dead or alive :)
Io invece vi propongo un bel disco proprio di quest'anno, "Hot Dreams" dei Timber Timbre, un gruppo canadese attivo da 10 anni ma che ha acquisito fama dal disco precedente, "Creep on, Creepin' on", del 2011.
"Hot Dreams" è un disco cupo e fumoso: la voce profonda e vibrante, da crooner, del cantante Taylor Kirk, è ben amalgamata con le atmosfere che richiamano i film di David Lynch. I sassofoni e i suoni di organi lontani richiamano i primi Roxy Music, anch'essi con un cantante "simil-crooner" come Brian Ferry.
Le atmosfere western però sono evocate da ogni traccia, per l'evidente richiamo a Morricone, dalle chitarre tremole al basso bello cicciotto.

Provare per credere: quando prendete la maggioranza di Donne con i dadi, fate partire la title track "Hot Dreams".
Nei momenti più tesi del gioco, selezionate "Beat the drum slowly".
Sentite la carovana che avanza mentre ascoltate "Grand Canyon" (Vabbè).
Certo, non siete obbligati a giocare a Dice Town, funziona bene anche con Bang!, con Dakota, e con tutti questi giochi da cowboy, buffali e saloon.
Però Dice Town è un gran bel gioco, teso e stimolante, che ti fa vivere l'azzardo e lo scontro tra gli avversari con gli occhi stretti, degni delle zoommate e dei primi piani di Sergio Leone.

 
Timber Timbre - HOT DREAMS -


Dice Town, un gioco per 2/5 giocatori (2009)

Benedetto