.

.
.
.
.
.
Visualizzazione post con etichetta Alan D'Amico. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Alan D'Amico. Mostra tutti i post

giovedì 9 marzo 2017

IL GIVE AWAY DEL MERCANTE IN FIERA

Ciao a tutti,
come anticipato nel precedente articolo (questo QUI!) ecco le 20 carte di cui dovrete trovare le citazioni.
Le regole sono simili a quelle del CrossQuix (se non vi ricordate lo trovate QUI!).

Di ogni illustrazione dovete indicare il numero, il nome della carta e il gioco che l’ha ispirata.
Chi indovina un titolo per primo guadagna il punteggio corrispondente. Gli altri possono continuare a scrivere, ma non guadagneranno punti per quella illustrazione.
Potete scrivere più commenti, ad esempio scrivendo subito i primi titoli che avete trovato, e gli altri successivamente.
Avviso: un’illustrazione potrebbe ricordarvi più di un titolo. In tal caso scriveteli entrambi, perché vale solo il gioco a cui Alan ha pensato. Un po’ come il “vale la risposta scritta sulla busta” nei giochi televisivi.
I primi 10 titoli individuati cronologicamente valgono 1 punto. Gli altri hanno un punteggio crescente: 2 punti per l’undicesimo titolo individuato, proseguendo con 3, 4, 5, 6, 7, 8, 10, 12 e 15 per l’ultimo. In questo modo cerchiamo di premiare sia i più veloci sia coloro che troveranno le citazioni più complicate.
I 5 che totalizzeranno il punteggio più alto riceveranno 1 foglio con 2 disegni originali realizzati da Alan.
Eccoli!

Per apprezzare tutti i capolavori di ALAN D'AMICO >>> https://alandamico.wordpress.com/


Chi otterrà il punteggio più alto potrà scegliere l’illustrazione per primo. Gli altri a scalare.
La consegna dei premi verrà effettuata a Play direttamente dallo stesso Alan. Potrete accordarvi direttamente con lui, anche se non doveste andare a Play.

Ma bando alle ciance, che la sfida abbia inizio!

1

2

3

4

5

6

7

8

9

10

11

12

13

14

15

16

17

18

19

20


Francesco & Alan :)


giovedì 2 marzo 2017

GRAZIE ALLA COPPIA BERARDI/D'AMICO GIOCARE AL MERCANTE IN FIERA NON SARA' PIU' LA STESSA COSA.

"Signore e Signori,
Anziani e Bambini,
venite da me, io sono il
MERCANTE IN FIERA!"

Questa è l'introduzione che si legge sul libretto di istruzioni della nuovissima edizione 2017 del MERCANTE IN FIERA di Clementoni. Un gioco da tavolo (esatto, non più un gioco di sole carte!) per 2/10 giocatori della durata di circa 30 minuti, ideato per intrattenere tutta la famiglia partendo dai 7 anni in su... ma con la nuova versione di gioco che si affianca a quella classica, potrebbe piacere anche a chi dei giochi da tavolo ne fa una passione come voi, lettori di Idee Ludiche :)

La versione classica di questo conosciutissimo gioco non cambia di molto rispetto a quella giocata soprattutto durante le feste nelle famiglie italiane, la particolarità è che qui trovate un bel tabellone (a due lati, poi vedremo il perché) con 5 spazi per deporvi sopra le carte vincenti, ognuno dei quali ha già indicato il valore in monete per la vincita finale (in questo caso il tabellone si usa dal lato rosso e i valori sono: 100 monete per la carta più alta e 40 per quella più bassa). Un bel risparmio di tempo che elimina la spesso noiosa operazione di assegnazione delle monete ottenute dalla fase di asta per arrivare alle 5 carte vincenti.
Come avrete capito, c'è un'altra peculiarità rispetto alla versione che tutti conoscete, ed è il fatto di trovare le monete già comprese nel gioco. 125 monete di vario taglio, in cartoncino, che vanno dal valore di 1 al valore di 20, tutte realizzate in stile rinascimentale.
Per quanto riguarda la versione classica del gioco non mi dilungherei oltre, passerei invece a descrivervi la variante per 3/6 giocatori, che personalmente ho trovato davvero piacevole.
Dovete sapere che con le carte di ognuno dei due mazzi (e di queste meravigliose carte ne riparleremo poi, state sicuri!), quello rosso e quello blu, hanno un colore di sfondo dietro il nome, verde o arancione. Bene, per giocare a questa versione bisogna scegliere uno di questi due colori e prendere tutte le 20 carte col dorso rosso e le 20 col dorso blu. Si formano due mazzi in base al colore del retro e si mettono le 5 carte vincenti questa volta sulla faccia blu del tabellone. A questo punto si distribuiscono le monete e le carte rosse tra i giocatori (se siete in 3 o 6 avanzeranno due carte rosse, distribuitele mettendole all'asta). Il manuale indica già il numero di carte, monete e contratti (eh sì, qui ci sono pure dei contratti!) da distribuire in base al numero di giocatori. Le carte rosse distribuite si tengono scoperte di fronte ad ogni giocatore, mentre il mazzo di carte blu viene messo di fianco al tabellone, insieme al numero di contratti da utilizzare.
A turno, partendo dal primo giocatore, vestirete tutti i panni del mercante e potrete scegliere se vedere 3 carte perdenti oppure, pagandone il costo indicato sul tabellone, 1 sola carta vincente.
Contenuto della scatola
Nel dettaglio il turno si suddivide in tre fasi:
1, Osservazione: il giocatore attivo (mercante) sceglie se guardare le prime tre carte perdenti dal mazzo blu, ridisponendole poi nell'ordine che preferisce, oppure guardare in segreto una carta vincente dal tabellone, pagandone il costo in monete indicato vicino al suo slot, alla banca.
2, Trattativa: il mercante deve cercare di concludere una trattativa con uno degli altri giocatori, facendo offerte di acquisto, scambio o vendita di carte. Le trattative sono libere, l'importante è che un giocatore riesca a concluderne una col mercante, in modo tale che possa ricevere una tessera contratto, prendendola dal centro del tavolo e ponendola davanti a sé col segno della spunta verde visibile. Se ciò non avvenisse sarà invece il povero mercante a dover prendere una tessera contratto, ma dal lato raffigurante la “X” rossa...e una “X” rossa non è mai una bella cosa da ricevere ;)
3, Scarto: il mercante scopre la prima carta blu in cima al mazzo, chi la possiede la elimina ponendola tra gli scarti.
A questo punto si passa il turno al giocatore successivo che sarà il nuovo mercante.
Nel momento in cui finiscono le tessere contratto sul tavolo si attiva la fase di libero mercato come nel gioco classico; anche in questa fase il mercante cambia ogni volta che viene scoperta una carta.
Una volta scoperte tute le carte perdenti si passa a scoprire quelle vincenti sul tabellone.
Dopo aver assegnato i premi per le carte vincenti inizia una nuova mano: si mescolano e si ridistribuiscono le carte e si aggiungono nuove tessere contratto accanto al tabellone, mentre ogni giocatore mantiene i soldi e i contratti che già possiede.
Dopo 3 mani termina il gioco: ognuno conta i propri contratti stipulati, ogni “X” rossa annulla una spunta verde. Chi ha meno contratti deve dare 30 monete a chi ne ha di più, in caso di parità si dividono le monete da dare. A questo punto si contano i soldi e chi ne ha di più è il vincitore.
Tre dei miei giochi preferiti... li riconoscete? :)

Che dire, questo Mercante in Fiera è un gioco rivoluzionato nella grafica e nei contenuti, e decisamente migliorato rispetto a quello classico. Qui vengono introdotti nuovi elementi strategici e la fase di bluff acquista un peso maggiore, grazie all'idea di poter scegliere se vedere quali carte saranno perdenti o vincenti.
Rispetto alla versione classica è richiesta una maggiore dose di scaltrezza e osservazione delle mosse degli avversari.
Ma la cosa che più mi è piaciuta è il fatto che a turno tutti ricoprono il ruolo del mercante. Questo aumenta la partecipazione dei giocatori e rende meno noiosa la partita, cosa che nella modalità classica dipendeva esclusivamente dal carisma e dalla loquacità del mercante.
In conclusione Mercante in Fiera si presenta come un buon titolo da giocare in famiglia, ha dalla sua degli ottimi ed abbondanti materiali (1 robusto tabellone a due facce, 80 carte illustrate divise in due mazzi, 125 monete di cartone, 36 tessere contratto ed una tessera "Primo Mercante", oltre al regolamento scritto in maniera chiara e particolare, è infatti uno dei pochi regolamenti che “ti dà del tu”, scritto in prima persona dal Mercante!).
Il punto di forza del gioco sono comunque le carte, impeccabilmente illustrate dall'artista Alan D'Amico (che abbiamo già avuto il piacere di ospitare qualche giorno fa QUI), ognuna delle quali ha un disegno associato ad un gioco da tavolo moderno.
Questo particolare è apprezzatissimo dai gamers che lo hanno visto e provato, nessuno riesce a resistere al tentativo di riconoscere il titolo celato dietro l'illustrazione... un tocco di classe che rende questo gioco unico nel suo genere.
Complimenti a Francesco Berardi e Alan D'Amico per questa idea che da sola vale l'acquisto di Mercante in Fiera...

. Ma, ragazzi, ditemi un po', da dove nasce l'idea di associare un gioco da tavolo moderno ad ogni singola carta?!

F: È venuta un giorno a me, ma sinceramente non mi ricordo come e quando.
Anzi, ora che ci penso, potrei andare a recuperare i messaggi su Skype... aspetta un attimo…
Trovato! Ecco come è nata l'idea! Era un pomeriggio del 20 settembre...

Francesco: ciao Alan, come va? Ti va di illustrare un gioco per noi?
Alan: Ciao Francesco! E me lo chiedi? Alla grande! :D
F: Sei sicuro, anzi sicurissimo? Sei pronto?
A: Ho paura della domanda successiva :D
F: Il titolo è...
A: Sto fremendo… dai dai dai dai! :D
F: Uno di questi: il gioco dell'oca, il mercante in fiera, battaglia navale, tombolissima, scale e serpenti. Prova ad indovinare...
A: MMM. Tombolissima!
F: No
A: Battaglia navale!
F: No
A: Mannaggia! :D ahahah
A: Scale e serpenti!
F: Nononono
A: Mannaggia cacchio ho il 50% ora… Mercante in fieraaaa!
F: Yes! Contento? :)
A: Certo!
F: Era il tuo preferito tra i 5? :) O il quarto?
A: Battaglia navale era il più figo, ma il mercante in fiera è quello che permette più divertimento nel disegno penso.
F: Esatto, altrimenti che ti abbiamo chiamato a fare :)

[...]

F: Ok, allora ci mandi alcuni bozzetti sia per le carte che per la scatola? Va bene anche l'inizio della settimana prossima.
A: Certo, stavo un attimo ragionandoci sopra guardando in giro. Il vostro vecchio tabellone era "arabeggiante" nel senso che si pensava all'arabo come mercante (penso).
Proposta al volo: sarebbe carino che tutte le carte abbiano un filo conduttore e al posto di fare il mercante come concetto "arabo" si potrebbe far passare in concetto di mercante "medievale" e dare a tutto il gioco il filo conduttore medievale/rinascimento anche perché sto leggendo che è stato inventato appunto nel 1500. Tutto logicamente in chiave ironica per bambini cosi tutti i soggetti delle carte hanno una unica ambientazione.
F: Era quello che pensavo anch'io. Mercante medievale e/o veneziano.

[...]

F: Poi, per i soggetti, non so se mettere solo oggetti "vendibili"/"da mercato" o anche altro, tipo personaggi (chi non si ricorda il lattante!) o oggetti grandi (tipo la pagoda).
A: Sì mi ricordo che c'era anche il cavaliere ed altro. Se son tutti oggetti forse si appiattisce un poco.
F: Infatti. Il pirata, però, ci sta comunque bene anche nel rinascimento :)
A: Diciamo che si vendono oggetti e "servizi" :D
Sì, sì, il pirata è universale :D
[20/09/2016 16:29:56] F: poi ci mettiamo il re, il vescovo, l'assassino... e facciamo Citadels :)
A: Fantastico :D
F: Poi la pecora, il legno... Coloni di Catan. Dai, tanti camei di giochi da tavolo :) Pure Carcassonne!
A: Ah guarda sarebbe divertentissimo! Valli a cogliere tutti gli omaggi! Per le persone normali sono soggetti normali dopo tutto, per i gamers omaggi :)
F: Poi mettiamo anche il faro... e omaggiamo Bretagne :)

Ecco, possiamo dire con certezza che l'idea delle carte è venuta alle 16:30 del 20 settembre!


A: verba volant, Skype manent! 


. Alan, quali carte ti sei divertito di più a realizzare?

A: Sicuramente il Pirata! Anche perché adoro il gioco citato.


. Francesco: bella l'idea del manuale che “ti dà del tu”. A cosa ti sei ispirato?

F: Pozioni esplosive: mi piaceva sia il fatto che il professore parlava in prima persona, sia per le battute che faceva ogni tanto.


. Alan, immagino che sia stato davvero stimolante accettare questa sfida! 
Tra l'altro non è la prima volta che lavori in coppia con Francesco per Clementoni, dobbiamo aspettarci altri titoli della grande distribuzione illustrati da te?

A: E’ stata una bella sfida e penso di aver dato il massimo proprio perché ci siamo imposti questo gioco degli omaggi, oltre che essere doppiamente divertente!
Alla fine è simpatico che tutte le citazioni son diventate parte di un mondo alternativo medioevale/fantastico dei giochi da tavolo, dove si incontrano re, beduini ed animali antropomorfi!
Poi dal mio punto di vista di illustratore, oltre che omaggiare il gioco, è anche un tributo ai colleghi disegnatori di tutto il mondo che durante gli anni con il loro lavoro hanno creato un immaginario visivo comune a noi “Gamer”.

Per il futuro, dobbiamo chiederlo a Francesco! 


. Francesco, Alan: siete soddisfatti del risultato finale?

F: E me lo chiedi pure? Risposta scontata: certo che sì :)

A: Assolutamente si, e il prodotto finale anche dal punto di vista di grafica/impaginazione e materiali non ha nulla da invidiare al mondo dei Boardgames. 


. Francesco, un'ultima curiosità prima di concludere, perché Mercante in Fiera è uscito adesso e non, come sarebbe stato lecito aspettarsi, nel periodo pre-natalizio?

F: Dipende dal prezzo al pubblico. Solitamente facciamo uscire i prodotti che costano meno durante la prima parte dell’anno, mentre i giochi che costano al pubblico più di 10 euro sono considerati natalizi e vengono immessi sul mercato da Luglio in poi. E il nostro Mercante in fiera costa 9,90 €. Considerando che “contiene” 40 tra i più bei giochi moderni, è sicuramente un affare e un pezzo da collezione per qualsiasi gamer :)
Battuta a parte, diciamo che abbiamo giocato d’anticipo e vediamo come andrà il prossimo Natale.


A: Cosa? Costo solo 9,90 €? Tocca che mi compro 5 copie da regalare!


Grazie mille ragazzi per la disponibilità, la simpatia e per averci regalato una versione del Mercante in Fiera davvero speciale!
Un caro saluto a entrambi...


Ma non finisce tutto qui: Alan e Francesco hanno pensato di fare un gioco nel gioco.
Tra qualche giorno, GIOVEDI' 9 MARZO per l'esattezza, pubblicheremo le illustrazioni di alcune carte, 
e voi dovrete cercare di indovinare a quale gioco si sono ispirate.
In premio qualcosa di UNICO!
Stay tuned!


Max_T



lunedì 13 febbraio 2017

LUIGI BIGIO CECCHI Vs ALAN D'AMICO: INTERVISTA DOPPIA A CURA DI ANDREA DADO


Gli Amici (quelli con la A maiuscola) si vedono nel momento del bisogno.
Andrea Dado non fa eccezione a questo detto.

Tempo fa, via WhatsApp, Dado mi butta lì un'idea: “perchè tu che fai un botto di interviste non ne fai una doppia ai due Top illustratori del momento, Alan D'Amico e Luigi Bigio Cecchi?!”
Eh, Andre”, rispondo, “l'idea è ottima, ma in 'sto periodo sono non saprei proprio come trovare il tempo per farla...”
Dai, ti aiuto io, ti suggerisco un paio di domande”.
E no Andre, mi dai l'idea, mi suggerisci le domande... non posso pubblicare qualcosa che è farina del tuo sacco!”
Allora facciamo così, faccio io l'intervista e la pubblichiamo da te, su Idee Ludiche”.

Come si fa a dire di no ad un'offerta del genere?!
E così eccovi una super intervista doppia realizzata da Andrea Dado agli illustratori Alan D'Amico e Luigi Bigio Cecchi :)


Dado: L’intento è quello di raccontare un po’ il dietro le quinte di chi i giochi da tavolo li pennella, la mano che dà il colore alle carte bianche, e che trasforma un pezzo di cartoncino in un tabellone raffigurante una città piena di mostri e case ricurve. Cominciamo col tuo curriculum. Quali titoli portano la tua firma?

Bigio: Cominciamo con i due giochi tratti dal mio fumetto: Drizzit il gioco di carte, con relative espansioni, e Drizzit gioco di ruolo, anche questo con diversi supplementi. Poi il recente Ziuq, e per finire in cantiere c'è qualche altro gioco che verrà alla luce prossimamente.

Alan: Hei! Ma sono Dopo Bigio! Lui dirà tutte le cose intelligenti e a me toccherà colmare il vuoto con banalità!
Alcuni dei giochi presenti sul mercato con le mie illustrazioni sono Kingsport Festival, Kepler 3042, Bretagne e infine Whitechapel:Dearboss dove ho realizzato sia i disegni che le miniature.
Ultimo uscito è la nuova edizione del gioco “Mercante in Fiera” per la Clementoni, mentre a PLAY uscirà “Apokalypsis” per la Raven. La lista completa la potete trovare su
BGG .
Bretagne, copertina di Alan D'Amico


Dado: Come sei passato dai tuoi lavori tradizionali alle illustrazioni dei gdt ? Eri già un giocatore o hai solo intuito che potevi ritagliarti un tuo spazio in questo settore?

Bigio: Sono due domande! Stai barando. Comunque alla prima darò una risposta ovvia: attraverso i giochi tratti dai miei fumetti. Ero già un giocatore ma questo non ha influito sul fatto che fossi chiamato io stesso a illustrare i giochi tratti dal mio lavoro come fumettista: è stato quasi fisiologico.

Alan: Son sempre stato gran un giocatore (lo sono tuttora), ho mosso i primi passi nell’universo GamesWorkshop fino ad arrivare a provare di tutto. Nella mia carriera di disegnatore ho lavorato sia nel mondo dei cartoni animati che in quello del fumetto, quando sono arrivato nel mondo dei giochi mi sono accorto che tutta la mia esperienza ludica mi aveva dato una marcia in più, e l’ho trovato doppiamente divertente!


Dado: Orde di lettori di manga bravi a disegnare si chiedono: se volessi diventare un illustratori di giochi da tavolo, quale potrebbe essere il percorso migliore?

Bigio: Non credo che esista la carriera di “illustratore di giochi da tavolo”. Il percorso è quello dell'illustratore, poi se si è bravi si viene notati da chi ha bisogno delle tue illustrazioni e coinvolti in qualche bizzarro progetto. Credo.

Alan: Concordo con Bigio, inoltre molti illustratori anche in erba con un poco di fortuna possono illustrare un gioco, ma solo chi è un giocatore e conosce il mercato riesce a specializzarsi in questo settore.


Dado: …e si chiedono anche: ma quanto si guadagna? Non rispondere "dipende", perché girano ipotesi molto fantasiose a riguardo: fai qualche esempio concreto. Di che cifre parliamo, a spanne, per un mazzo di carte con 20 illustrazioni uniche che si ripetono nel tradizionale 110 carte? E per un tabellone?

Bigio: Se la risposta che gira è “dipende” è perché le variabili, in un lavoro del genere, sono tantissime. Faccio un esempio scemo: io e Sio (per citare un illustre collega) non impieghiamo lo stesso numero di ore per creare 100 illustrazioni di un ipotetico gioco di carte. Il lavoro richiesto potrebbe includere varianti di una stessa illustrazione (vedi i lavoratori di Builders in Middle-ages, ad esempio), oppure potrebbe essere in bianco e nero anziché a colori, essere estremamente dettagliato per motivi di meccanismo regolistico, oppure lasciare molta libertà al disegnatore. Infine, le condizioni contrattuali possono cambiare da editore a editore. Ad esempio io, per i miei giochi di Drizzit, percepisco dei cospicui diritti d'autore, ma non ho chiesto compenso per i disegni. Generalizzando, si guadagna quanto si guadagna facendo l'illustratore in qualsiasi altro campo. Ecco perché la risposta giusta è “dipende”.

Alan: Concordo con quanto detto sopra, ci sono moltissime varianti se si vuole essere precisi, ma per praticità diciamo che in media un illustratore per la tipologia di gioco che hai citato non dovrebbe metterci più di 30/45 giorni.
Drizzit, bozzetto di Bigio


Dado: L'autore di un gioco rischia su meccaniche e bilanciamenti, l'editore su componenti e realizzazione. Cosa rischia un illustratore? Possiamo dire "molto poco" ?

Bigio: Eheh... sì, beh... se si attiene alle disposizioni dei game-designer, rischia poco in effetti.

Alan: Anche qua rispondo “dipende”. Il fatto è che se sei già un disegnatore con uno stile affermato, quando ti scelgono è logico che vogliono quel determinato stile, perché la scelta è stata fatta a monte dall’editore.
Nel mio caso invece non ho uno stile riconoscibile, perché mi adatto ogni volta al prodotto che devo realizzare, da quello realistico in bianco e nero per giochi Horror a quello infantile e colorato per bambini, per questo in molti casi si ragiona insieme sullo stile adatto per un’eventuale tipologia di gioco, e a volte si inventa addirittura uno stile di disegno che sia veramente unico e cucito su misura.
Esempio pratico: nel gioco “Apokalypsis” in uscita per la Raven, insieme alla Sir Chester Cobblepot si è scelto di dare un impronta grafica molto forte. Il tema del gioco è l’Apocalisse biblica e ho creato uno stile che simulasse le vetrate di una chiesa per renderlo molto diverso dalle classiche rappresentazioni “fantasy” che sono state fatte in passato. In questo caso il rischio me lo prendo anche io nella riuscita del gioco.


Dado: Ti passano il prototipo del gioco che dovrai andare a illustrare o fai tutto al buio? Credi che giocando più partite e approfondendo un po’ le conoscenze del gioco un illustratore possa illustrarlo meglio, oppure non è fondamentale?
Anteprima: Apokalipsys, grafica di Alan D'Amico

Bigio: Ehi anche queste sono DUE domande! 6D parte prima: nel caso dei giochi di Drizzit ho partecipato attivamente al processo di game-design assieme a Andrea Chiarvesio e con la supervisione dell'editore, quindi ero molto coinvolto nel progetto e ho partecipato attivamente alla creazione del gioco al di là dell'aspetto grafico, giocando anche molte partite di playtest con i prototipi. Normalmente però, questo non accade. Si ricevono istruzioni e si lavora su quelle. 6D parte seconda: è sicuramente meglio lavorare avendo cognizione di cosa si andrà a fare con il proprio lavoro, però questo richiede un investimento di tempo non indifferente da parte dell'illustratore, quindi è preferibile (almeno per me) lavorare sulle istruzioni fornite dai creatori del gioco, anche senza sapere nulla del meccanismo. Basta un'idea, insomma.

Alan: Per me è fondamentale giocare al prodotto, o almeno leggere in maniera approfondita il regolamento. E’ vero che un illustratore in molti giochi deve solo “riempire” uno spazio già delineato con i suoi disegni, ma in molti altri, l’intervento del disegnatore è molto legato agli elementi di gioco, come icone e tabelloni.
Il disegno deve essere un aiuto per veicolare bene le regole e a volte il disegnatore che conosce il regolamento, può proporre all’editore soluzioni molto più efficaci che facciano diventare il gioco più chiaro.
Un gioco ben ambientato, sia come la storia che come disegni è più facile da percepire dal punto di vista delle regole, in confronto a un gioco quasi astratto con dei bei disegni appiccicati sopra.


Dado: L’illustratore ha quasi carta bianca o l'editore in quanto finanziatore può mettere dei veti? Ti e' capitato di scartare tavole buone per altre che non ti convincevano (e che poi sono andate in stampa)?

Bigio: Altre DUE domande!
Domanda 7D parte prima: l'illustratore (almeno per quanto riguarda la mia esperienza) lavora seguendo precise istruzioni. Si ha libertà solo dove finisce l'esigenza del gioco. Magari “disegna un saloon western” non è mai un'indicazione sufficiente, occorre sapere dove finirà questa illustrazione, il taglio e il formato come minimo, ma anche (se possibile) se vi saranno simboli sovrapposti da qualche parte, se occorre lasciare spazi per segnalini o altre componenti, se si devono considerare titoli e testi sovrapposti in parte a quello che si va a disegnare.
Domanda 7D parte seconda: non mi è mai successo, ma se accadesse sarebbe legittimo, comunque sia il lavoro in più va retribuito. Se si tratta di scartare una tavola per una mia incomprensione è un conto, ma se occorre rifare un'illustrazione perché all'ultimo si è ripensato un meccanismo di gioco, è lecito aspettarsi di essere pagati per il lavoro in più.

Alan: Non bisogna pensare all’editore come una persona che ti potrebbe mettere dei “veti” ma come un unico team che lavora insieme per trovare le soluzioni migliori per rendere i tuoi disegni al meglio. Quando magari preferisce un disegno ad un altro lo fa solo in funzione del prodotto finale, anche se al primo impatto, a te disegnatore non è chiaro.
Esempio: in Bretagne inizialmente avevo concepito i colori della cover molto tetri, giustamente Mario Sacchi mi ha fatto notare che per una copertina del genere sarebbe stato meglio che i colori fossero più rassicuranti. Inizialmente ero restio, ma poi mi sono reso conto che aveva pienamente ragione, quindi se la copertina ora piace tanto è anche merito suo!


Dado: Credi che gli editori diano il giusto valore a illustrazioni e comparto grafico, e siano disposti a pagare qualche euro in più per una maggiore qualità o anche qui vige il "meno spendo meglio è, e ci metto uno studente del liceo artistico e lo pago in “visibilità'”?

Bigio: No, no. Soprattutto di recente, la parte visiva di un gioco ha un impatto non indifferente sul suo successo. Non è proprio il caso di sottovalutarla, e chi lo fa è un ingenuo.
Cover di Apokalypsis

Alan: Ormai è fondamentale che il comparto grafico sia di alto livello, soprattutto in questo ultimo periodo in cui si è alzato nettamente anche grazie all’avvento di Kickstarter


Dado: Quali sono i pregiudizi e le voci di corridoio che girano su chi fa il tuo lavoro? Cosa ti piacerebbe rettificare?

Bigio: Non credo ci siano pregiudizi, in ogni caso mi interessano poco, figuriamoci controbattere.

Alan: Fortunatamente i questo mondo si è molto meno critici sui disegni, perché la gente è concentrata a parlar male dei regolamenti! :)


Andrea Dado



Beh, che dire se non un enorme GRAZIE a tutti e tre i protagonisti di questa fantastica intervista!
Un saluto e l'augurio di rivederci presto in qualche bella Fiera :)


Max_T