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martedì 20 dicembre 2016

ECCO A COSA VI FAREI GIOCARE SE PASSASTE LE FESTE CON ME


No no no, niente consigli sui 10 migliori regali per Natale o sui 50 titoli da far giocare a Capodanno.
Niente classifiche, in questo periodo ce ne sono già fin troppe in giro per internet.
Ecco semplicemente qualche gioco che vi farei giocare volentieri se passaste le feste di Natale con me.
Ultimamente, al contrario di voi fortunati lettori appassionati di giochi, non mi capita spesso di giocare tra Natale e Capodanno... ma nonostante ciò mi piace farmi sempre trovare pronto per qualsiasi evenienza, fantasticando su quanto sarebbe bello giocare a questo o quel gioco dopo i vari pranzi e cene che si susseguono copiosi in questi quindici giorni di follie culinarie.
Ovviamente le mie scelte cadono su titoli accessibili a tutti, i cinghiali a Natale, a meno di ritrovarsi con amici gamers, sono banditi.
Ed eccomi dunque qui a presentarvi i consigli ludici dello chef Max_T per trascorrere le feste in allegria, giusto un paio di titoli per le varie situazioni in cui potremmo trovarci:

Se fossimo in 4 o meno a voler giocare?

  1. Imhotep
    Beh, innanzitutto vi farei provare molto volentieri IMHOTEP, ultimamente ne sto parlando molto bene (QUI la recensione), e mi andrebbe proprio di proporlo ai miei compagni di serata. Gioco immediato da spiegare e da padroneggiare, con materiali accattivanti ed un tema di fondo (Antico Egitto) che piace sempre. Un astratto vestito con panni faraonici nel quale ci ritroviamo a dover costruire piramidi, templi ed obelischi spostando barche piene di cubettoni di legno; per 2/4 giocatori, durata di circa 30 minuti.
  2. SAMURAI di Knizia. Un gioco storico dell'Autore tedesco ambientato nel Giappone feudale, che per eleganza e semplicità non sfigura mai e, grazie alla mappa componibile, può essere giocato bene in qualsiasi numero di giocatori. La brillante meccanica di presa dei pezzi e le particolari condizioni di vittoria lo rendono unico e stuzzicano la curiosità di chi non lo conosce. A combattere per la supremazia religiosa, militare o agricola si possono confrontare da 2 a 4 giocatori, per una durata che va dai 30 ai 50 minuti. (QUI due parole sul “perchè mi piace”).



E se fossimo tra i 3 ed i 5 giocatori?

  1. Jewels
    La mia prima scelta sarebbe JEWELS, un card game nel quale vestiamo i panni di mercanti che viaggiano di città in città, con lo scopo di acquistare oro e pietre preziose per forgiare gioielli da rivendere al miglior offerente. Come avevo già avuto modo di dire QUI, questo è un gioco molto piacevole con regole semplici ed un buon livello di interazione tra i giocatori. Dalla sua ha anche il fantastico tappetino di gioco, bello e soprattutto utile per dare ordine all'area di gioco. Per 2/5 giocatori, 30 minuti.
  2. TZULAN QUEST, un divertente party game che ci trasforma in avventurieri che cercano di recuperare il celeberrimo Idolo Dorato, riempiendo i percorsi degli avversari con manciate di trappole e mostri che ne rallentano la corsa. Un gioco in cui le cattiverie sono sempre dietro l'angolo. Per 2/5 giocatori caciaroni, durata media trai 30 e i 45 minuti. (QUI la recensione completa).



Se invece fossimo tra i 4 e gli 8 giocatori?

  1. Heimlich & Co
    Ah, sicuramente proporrei HEIMLICH & CO, da quando l'ho scoperto è diventato un must per le serate con chi si affaccia per la prima volta all'universo Board Game. Un geniale gioco di ruoli nascosti (siamo spie che agiscono nel periodo della Guerra Fredda) nel quale tutti possono muovere tutte le pedine in gioco grazie ad un semplice tiro di dado. Vince chi alla fine riesce a dissimulare meglio le proprie mosse. Per 3/7 giocatori, 30/45 minuti. (QUI la recensione).
  2. BRICK PARTY, un frizzante party game a coppie variabili che utilizza irresistibili mattoncini simil-Lego come componenti di gioco. In Brick Party un “architetto” cerca di spiegare al proprio “muratore” come realizzare l'opera che ha disegnata in silhouette sulla sua carta, il tutto facendo attenzione a rispettare le regole di comunicazione in vigore per il round (costruire senza utilizzare i pollici, ad occhi chiusi, a dita incrociate...).
    Per 2/9 giocatori, 20/30 minuti di durata. (QUI trovate il “perchè mi piace”).



Ma se proprio la serata andasse alla grande e ci permettesse di superare i 10 partecipanti?

  1. Concept
    CONCEPT è sicuramente il gioco ideale per raccogliere attorno al tavolo le diverse tipologie di giocatori. A differenza degli altri titoli che vi proporrei questo non lo posseggo, dovrei quindi sperare di giocarci con qualcuno che già lo ha in casa, cosa che non mi stupirebbe perchè è probabilmente il “gioco moderno” più facilmente reperibile nelle famiglie, tant'è che lo si poteva ricevere tempo fa anche con i punti spesa di una nota catena di supermercati, e già questo è indice di quanto possa essere apprezzabile anche da non-gamers. Su un tabellone zeppo di icone dei più svariati generi, il giocatore di turno piazza segnalini per far indovinare alla sua squadra la parola (o la frase) riportata sulla sua carta. In base all'ordine nel quale sistema i segnalini, i compagni traggono indizi per ricostruire la parola da indovinare. Un gioco irresistibile per 4/12 giocatori della durata di 30/40 minuti, nel quale non importa chi vince, bensì il divertimento che ne scaturisce! (QUI il link a BGG).
  2. E mi andrebbe tanto di rigiocare al buon vecchio HYSTERICOACH, un caotico party game a tema calcistico che può arrivare a far divertire addirittura 15 persone. Ci si divide in due squadre, un allenatore per parte chiama i nomi improbabili dei propri giocatori per attuare lo schema di gioco rappresentato sulla carta che ha in mano. La prima squadra che riesce a completare lo schema può tirare in porta e tentare di segnare. Un gioco che mette a dura prova le corde vocali dei giocatori. Divertimento garantito per 4/15 giocatori, durata variabile (o settabile) dai 30 ai 60 minuti. (QUI il “perchè mi piace”).

Questo è quanto, il mio menù è completo.
Come sempre si potrebbe obiettare che di giochi adatti a trascorrere in serenità le feste ce ne sarebbero altri millemila ma, come ripeto, questi sono semplicemente i titoli che quest'anno mi piacerebbe proporre nel caso avessi l'occasione di giocare con amici gamers e non.
Non so se ci giocherò, ma se succedesse sarebbe decisamente un gran bel regalo di Natale!

Bune feste a tutti e buon divertimento in famiglia, indipendentemente da cosa decidiate di giocare!



Max_T :)

giovedì 11 febbraio 2016

DIECI BOARD GAMES CHE NON MI STANCHEREI MAI DI GIOCARE

Ne parlavamo giusto qualche mercoledì fa in Ludoteca, qualcuno chiedeva quale fosse il mio gioco preferito e qualcun altro rispondeva Lancaster.
Vero, Lancaster è sicuramente UNO DEI miei giochi preferiti, ma non IL MIO PREFERITO in assoluto, lo è stato per parecchio tempo, questo sì, ma tra alti e bassi ce n’è sempre stato qualcuno che ne ha insidiato il primato.
Io ho sempre avuto difficoltà a stilare classifiche di merito, non solo nei giochi ma anche nei film per esempio. Io non ho un film preferito, ne ho almeno dieci o quindici, così come non ho un gruppo musicale o una canzone preferita, ne ho decine e decine…
Ebbene, oggi ho deciso di provare a mettere ordine nelle mie idee in fatto di giochi, nello specifico proverò a raccontarvi la mia personale Top Ten del momento. Non c’è una distinzione tra meccaniche o generi, sono solo i primi dieci titoli che per un motivo o per l’altro non mi stancano mai, anzi, esercitano su di me un fascino quasi irresistibile, un po’ come quando su Rete4 mandano in onda Terminator e tu non puoi fare a meno di rivederlo per la centoventerrima volta.
A parte poche eccezioni sono un amante dei middle weight, ormai lo sapete; un gioco mi soddisfa se dura massimo 2 ore / 2 ore e mezza, il tempo giusto per non uscire cappottato dopo una partita ed avanzare ancora le energie per concludere la serata con un fillerino.
Poi un titolo può anche avere una durata maggiore delle 2 ore e mezza eh, basta che non sia un brain burner insomma, e infatti nella mia classifica vedrete che ce ne sono un paio con queste caratteristiche.
Ma bando alle ciance e vediamo un po’ se i miei gusti incontrano anche i vostri :)

Come in ogni classifica che si rispetti partiamo dall’ultima posizione:

#10: Dune
Un classico datato addirittura fine anni settanta (1979 per la precisione). Un gioco che fa dell’ambientazione uno dei suoi punti di forza. Dune è un board game per 2/6 giocatori (assolutamente da giocare in 6!) basato sui romanzi di Frank Herbert nel quale i giocatori prendono le parti di una delle sei fazioni in lotta per il controllo del pianeta. Bluff, alleanze, tradimenti, negoziazione e combattimenti spietati terranno incollati al tavolo i giocatori per almeno tre ore di partita. Per quanto riguarda la durata Dune rappresenta una delle eccezioni di cui accennavo sopra, ma ne vale assolutamente la pena, giocato col gruppo giusto (noi addirittura organizziamo annualmente una sessione estiva di Dune sempre con gli stessi giocatori, per favorire l’immedesimazione!) regala emozioni mica da ridere.


Tutti sapete del mio debole per i giochi di Leo Colovini, forse l’autore italiano che meglio rappresenta il mio concetto di perfezione per quanto riguarda il game design, che come spiegavo in un articolo di qualche settimana fa incentrato su Cartagena si riassume in: grande profondità in poche regole.
A mio modo di vedere con Carolus Magnus, un gioco per 2/4 giocatori del 2000, questo concetto trova compimento. Questo è un titolo che dà il meglio di sé giocato in due, con l’aumentare del numero dei giocatori aumenta infatti anche l’imprevedibilità e diventa più complicato pianificare le proprie mosse, ma forse è questo il bello di Carolus Magnus, nato con l’utilizzo dei dadi per ripristinare i propri cubetti al fine di renderlo meno complicato e più godibile ad un vasto pubblico (infatti non a caso è stato finalista dello SdJ nell’anno della vittoria di Torres) ma proprio per questo criticato dai “germanofili” detrattori dell’alea.


#8: Samurai
Eleganza e semplicità sono le caratteristiche principali di questo capolavoro di Reiner Knizia datato 1998 (io ho quell’edizione!). Un titolo per 2/4 giocatori molto strategico ma che trovo assolutamente adatto anche come entry level, proprio in virtù delle regole semplici e della durata contenuta (non si supera mai l’ora di gioco). Samurai ha una mappa componibile che garantisce un’ottima scalabilità e delle condizioni di vittoria molto particolari che favoriscono il più bravo a raccogliere in maniera uniforme tutti e tre i tipi di risorse, ma la componente che più mi attrae sono le splendide miniature in plexiglass nero che rappresentano le risorse da collezionare.
Un must have!


#7: Imperial
Altro titolo che può superare tranquillamente la soglia delle 3 ore di gioco, ma anche in questo caso non ci troviamo di fronte ad un brain burner. In questo gioco economico in cui la componente  militare non è così preponderante come può sembrare a prima vista, per raggiungere la vittoria bisogna essere bravi a barcamenarsi tra le sei azioni possibili dislocate sapientemente sulla famosa “rotella” ideata da Mac Gerdts.
Chi lo vede apparecchiato per la prima volta solitamente proferisce la classica frase “ma questo è come RisiKo!?” e puntualmente viene ricoperto di insulti dai giocatori al tavolo :D
No, Imperial non è simile a RisiKo!, primo perché non ci sono dadi da lanciare per combattere, secondo perchè non ci si deve assolutamente affezionare alla nazione di partenza, bensì spremerla per guadagnarci il più possibile e poi cercare di procurarsene un’altra per fare altrettanto! Cinismo e opportunismo faranno di voi un ottimo giocatore di Imperial! ;)
PS: il consiglio è di giocarlo in 6, così che tutte le nazioni possano essere assegnate ai giocatori.


#6: El Grande
Il top per quanto riguarda i giochi di maggioranze. Io sono un amante di questa categoria ma per ambientazione e fascino non ho mai provato nulla che potesse superare questo capolavoro di Kramer datato 1995. Il titolo scala bene fino a 3 ma giocarlo in 5 è la morte sua!
Non aggiungo altro.
Come per Samurai, un must have!


Ebbene sì, un Ameritrash, un wargame light semplice nelle meccaniche e veloce da giocare (una partita la imbastisci e la termini in 45/60 minuti a seconda dello scenario).
Questo titolo del 2004 di Richard Borg grazie al command & colors system (che evita calcoli complicati o tabelle di modificatori per gli scontri, riducendo tutto semplicemente al giocare carte per fare azioni nei vari settori del campo di battaglia) è sicuramente uno dei più apprezzati e diffusi wargames di sempre. Io l’ho scoperto recentemente e me ne sono innamorato, forse perché sono cresciuto giocando con i soldatini di plastica, o forse perché in realtà dentro di me si nasconde un animo Ameritrah…
Ovviamente è un titolo da 2 giocatori, ma le regole permettono di giocarlo fino a 6 e ha anche una variante per essere giocato ed apprezzato anche da parte di ragazzini dai 7 anni in su… insomma, non un must have ma quasi :)


#4:
Bruno Cathala e Serge Laget hanno scelto le leggende di Re Artù come scenario per questo collaborativo del 2005. In questa categoria è decisamente il titolo che preferisco.
Ambientazione sentita e a me congeniale (medieval theme fan!) è un titolo veramente tosto ed avvincente. Ci sono tanti elementi che me lo fanno piacere, come la possibile presenza del traditore, la moltitudine di miniature, il meccanismo che autobilancia la difficoltà del gioco in base al numero di giocatori (addirittura in Shadows chiunque si può aggiungere a gioco in corso senza creare nessun problema), il fatto che sia fruibile da 3 a 7 giocatori e, forse il motivo più importante di tutti, il fatto che sia stato il primo ed unico gioco di un certo livello regalatomi da mia moglie!
Scusate se è poco.


#3:
E siamo sul podio. Sul gradino più basso trova posto Mythotopia, un capolavoro incompreso di Martin Wallace del 2014.
Mythotopia è un ottimo deck building con tabellone, l’autore stesso ammette che per realizzare questo gioco si è ispirato a Dominion (così come aveva fatto con un suo titolo precedente, A Few Acre of Snow, per 2 giocatori). In questo gioco ad ogni turno potete effettuare due azioni scelte tra una miriade di possibilità, ad esempio si può arricchire il proprio mazzo acquistando carte miglioria, si possono conquistare territori che forniscono materie prime o truppe, si possono costruire città, castelli, strade… davvero tante le combinazioni possibili, così come tante sono le condizioni variabili di fine partita. Queste consistono in sette carte recanti Punti Vittoria, tre delle quali sono prefissate, le restanti estratte a caso. Quando si assolve la condizione richiesta da una carta si raccoglie un segnalino guadagnando così Punti Vittoria. Quando si esauriscono i segnalini su quattro di queste carte il gioco volge al termine, infatti il giocatore che si trova in testa può scegliere l’azione “End the Game”. Ed è proprio su questa azione, croce e delizia di Mythotopia, che si concentrano le critiche ricevute da Wallace, accusato di non aver dato una vera e chiara fine al gioco.
Tante sono le house rules reperibili in rete per ovviare a questo “problema”, nel nostro gruppo abbiamo inserito semplicemente un d4: quando la quarta carta esaurisce i PV si giocano ancora un numero di turni pari al risultato del lancio del dado, se nessuno dichiara l’End the Game entro questo lasso di tempo il gioco termina comunque e chi ha totalizzato più punti è il vincitore.
End the Game a parte considero Mythotopia un gioco davvero valido, con grandi potenzialità e, a mio modesto parere, ingiustamente sottovalutato; me ne sono innamorato giocandolo con la lussuosa limited edition impreziosita dai segnalini in legno e lo sto tutt’ora apprezzando nella versione standard che ho recentemente acquistato.
Bravo Wallace, per me è sì! ;)


#2: Lancaster
Piazza d’onore per il gioco che risiede stabilmente nella mia “top two” dal momento della sua uscita nel 2011.
In Lancaster i giocatori rappresentano famiglie aristocratiche inglesi che competono fra loro per essere i migliori supporters del giovane Re Ernico V, per fare ciò piazzano i loro cavalieri nelle principali città d’Inghilterra (raccogliendo favori e consiglieri utili per avere influenza in parlamento), nei propri castelli (ottenendo nuovi cavalieri e risorse) o li schierano nelle guerre contro la Francia (guadagnando bonus e PV).
Le caratteristiche per stare qui, in perenne bilico tra la posizione numero uno e la numero due le ha tutte, dall’ambientazione medievale, al piazzamento lavoratori per ottenere privilegi, dalla votazione delle leggi (grande idea!), alla ricchezza del contenuto della scatola e dei materiali che lo compongono, fino ad arrivare alla durata contenuta che non sfora le canoniche 2 ore… insomma Matthias Cramer ha realizzato un gioco davvero soddisfacente, corposo e teso fino all’ultima mossa, che spesso si rivela essere quella decisiva.
Lancaster è un titolo pensato per 2 / 5 giocatori ma consiglio di giocarlo assolutamente in 5, modalità nella quale gli spazi d’azione sono ridotti e si è costretti a pestarsi i piedi alla grande.
Considero Lancaster un po’ come il mio gioco di fiducia, quello che non ti tradisce mai e piace a tutti… gli altri titoli vanno e vengono, lui resta. Sempre.


In cima a tutti ecco il titolo che non ti aspetti.
Eppure ultimamente è il gioco che più mi piace giocare, c’è sempre un posto per lui nella borsa dei giochi da portare in Ludoteca.
Florenza TCG ha sempre esercitato un grande fascino su di me, già a cominciare dalla scatola. Non sto scherzando, mi piace anche solo guardarlo nello scaffale della libreria.
Sarà che questo titolo l’ho visto nascere, sono stato tra i primi a playtestarlo alla Ludoteca Galliatese e l’ho giocato molte volte, in due, quattro e sei giocatori e non mi ha mai deluso anche se non ho mai vinto una partita (le ultime due le ho perse entrambe per UN solo misero punto, dannaz!), ma non mi è mai importato vincere o perdere a questo gioco, in Florenza per me l’importante è l’esperienza di gioco, il viaggio fantastico nella Firenze rinascimentale vissuto attraverso le oltre 400 carte splendidamente illustrate, con artisti, predicatori e capitani di ventura realmente esistiti, così come i monumenti che si è chiamati a completare… un german card game affascinante e coinvolgente i cui 5 turni volano letteralmente via e le pur numerose azioni a disposizione sembrano non bastare mai.
Non avrei mai pensato che dopo aver partorito un board game del calibro di Florenza, Placentia Games e Post Scriptum avrebbero potuto realizzare anche un card game di questo livello!
Io li posseggo entrambi e li adoro entrambi ma il gioco di carte lo preferisco perché, a differenza del fratello maggiore che per essere giocato richiede molto più tempo, impegno e concentrazione, è decisamente più veloce e fruibile a livello di regole.
Un’altra cosa che mi piace particolarmente è che si può giocare in modo fruttuoso anche tenendo un profilo basso, realizzando cioè pochi punti per volta, a me soddisfa molto di più ottenere punticini su punticini ogni turno piuttosto che accumulare risorse per calare pochi pezzi da novanta.
Poi con l’espansione War & Religion che permette di giocarlo fino a sei, beh, non c’è storia, il primato se lo merita tutto! :D


Bene, direi che per oggi è tutto, ancora una volta ho messo in evidenza i miei gusti di appassionato che bada più alla soddisfazione che alla vittoria. Un gioco deve innanzitutto appagare tutti i miei sensi, dalla vista al tatto e perfino all’olfatto. Ecco perché sono affascinato dai colori e dalla scatola di Mythotopia (così come da quella di Florenza), piuttosto che dalle pedine di Samurai o dalle  miniature di Shadows e Memoir.
Ora non resta che vedere quanto durerà questa Top Ten, ci sono parecchi giochi che bussano alla porta per essere inseriti, ma al momento non hanno un appeal tale da renderli irresistibili ai miei occhi… I viaggi di Marco Polo, Signorie, Zena 1814… chissà chi riuscirà ad affascinarmi tanto da farmi cambiare idea. Voi su chi scommettereste?



Max_T  

martedì 15 luglio 2014

... E’ INUTILE CHE INSISTI, A ME I GIOCHI IN SCATOLA FANNO PROPRIO CA CA RE! :'(





“Mi è capitato abbastanza spesso di avere persone invitate a cena che alla domanda ‘vi va di fare un gioco?’ mi hanno risposto ‘a me non piacciono i giochi di società’, ma non mi è mai capitato nessuno che, alla fine della serata, avesse ancora quell’idea in testa”

(Spartaco Albertarelli)

 

“Tzè, perché non ha mai cenato con me!”

(mia moglie)


 
Se sei un superappassionato di board games non è facile avere accanto una persona che non condivide nemmeno lontanamente la tua passione. Eppure io non demordo, vivo con la convinzione che prima o poi arriverà anche per lei quel fatidico dopocena in cui la sua mente si aprirà e scoprirà finalmente un mondo fatto di meeples e cubetti colorati. Ma nel frattempo non mi resta che continuare a diffondere il verbo ludico altrove, per la mia incolumità possibilmente lontano da lei, tanto si sa, nessuno è profeta in patria :(

E allora mi son detto: è la mia volta?!
Si, dai adesso tocca proprio a me fare una bella classifica dei 10 migliori giochi da tavola di sempre, i migliori mai inventati, i più giocati, i meglio conosciuti dai gamers, ma anche dai profani, dalle famiglie, dai bambini ma che piacciono anche agli adulti… quelli da supermercato e da giocherie… anzi quelli intelligenti, i più intelligenti di tutti i tempi… ma anche quelli simpatici ovviamente, i party game, i family game e gli introduttivi… poi però ci metterei anche quelli storici, che se anche adesso fanno schifo, anticamente hanno cambiato la storia mondiale del gioco, e…
Partirei quindi con… ehm… ma si quello a cui hanno giocato tutti almeno una volta… quello che lanci i dadi e ti cartelli dabbrutto! Che piace a tutti!
Aspetta, di giochi così però ce n’è più di uno… Risk (RisiKo! in Italia) è stato il primo, il capostipite, Axis & Allies in realtà è più figo e dettagliato, ma anche FortressAmerica ha fatto la sua parte… e King of Tokyo dove lo mettiamo?! Con i suoi dadoni e personaggi cartonati extrasize! Uff… ma ci sarebbe anche Bang! The Dice Game che è bello e veloce con dei gran bei dadi colorati…
Frena un attimo, adesso stiamo andando nella direzione dei party game.
Beh allora devo per forza mettere Dobble o Fun Farm, che tutti quelli che ci giocano poi vogliono sempre farci un’altra partita! Anche se i giochi di destrezza non sono proprio il non plus ultra, se non sei in piena forma potresti rimanere frustrato dal fatto di non prenderne mai una meglio allora un Dixit o un Kaleidos, no?! Giochi adatti a tutte le tipologie di giocatori, che non possono non piacere, un po’ come Carcassonne, un ever green che non tradisce mai, o Ticket to Ride, o Samurai di Knizia, quel tipo di giochi che piacciono anche al nonno! Lo stesso nonno che amava giocare a Scacchi e ora non può fare a meno di Quarto, che mi ha insegnato a giocare a Shangai (Mikado) e adesso si diverte troppo con Villa Paletti, che a Natale estraeva con maestria i numeri della Tombola e adesso, beh, adesso c’è Augustus!
E io questo Augustus lo metterei nella mia lista dei migliori giochi da tavola di sempre, i migliori mai inventati, più giocati, meglio conosciuti dai gamers, ma anche dai profani, dalle famiglie, dai bambini ma che piacciono anche agli adulti ecc… perché è un titolo che potrebbe tranquillamente fare da ponte tra i ciò che ERANO i giochi qualche anno fa e ciò che SONO diventati oggi.
I tedeschi ci avevano visto giusto inserendolo nei finalisti dello Spiel des Jahres, e gli italiani ancor di più premiandolo come Gioco dell’Anno 2013!
 In Augustus infatti non c’è solo la fortuna, c’è anche quel minimo di gestione che ti fa capire che esiste altro oltre all’estrarre tessere o tirare dadi semplicemente sperando che tutto vada bene! Inoltre sfrutta un meccanismo oliato, noto a tutti, che è ben radicato nel DNA di ognuno di noi, giocatori e non.
E’ un gioco dalla durata contenuta che piace a tutta la famiglia, anche al pubblico femminile che notoriamente ha gusti più “difficili” rispetto a quello maschile.
Un titolo che potrebbe tranquillamente fare coppia con l’ormai famoso 8X (8 minuti per un impero) che a molti piacerebbe vedere come simbolo di rinnovamento e rinascita ludica e ammetto che anche io, sul subito, trascinato dall’entusiasmo di chi lo proponeva come tale, pensavo che avrebbe potuto incarnare l’eletto!...
Ma poi, riflettendoci bene, potrà mai un solo gioco (per di più un filler) soppiantare dall’immaginario comune mostri sacri come RisiKo! e Monopoli che da decenni albergano nelle case delle famiglie italiane? Il povero 8X avrà le spalle abbastanza larghe da sobbarcarsi un così arduo compito?
Potrebbe… ma non da solo.
Penso che 8 minuti per un impero abbia bisogno di amici forti e collaudati che lo aiutino a farsi portatore di novità, che cavalchino al suo fianco come i tre moschettieri hanno fatto con D’Artagnan, uniti come i quattro cavalieri dell’Apocalisse… ops, forse sto esagerando, meglio definirli “il Poker d’assi del rinascimento ludico”!? Si, questo potrebbe funzionare :)
Vabbè, ma il nome non conta, cioè che importa è identificare i papabili che possano fare breccia nell’immaginario di chi dei giochi conosce solo il lato più commerciale, quello dello scaffale del supermercato.
Credo che a tale scopo non serva una top ten dei migliori giochi di tutti i tempi o di quelli per famiglie o degli introduttivi o di che vi pare a voi.
Quattro titoli.
Per come la vedo io quattro titoli bastano e avanzano per incuriosire ed “iniziare” chi è propenso ad affacciarsi al mondo dei moderni giochi in scatola. Quattro giochi che presentino elementi familiari e rassicuranti, con meccaniche semplici, regole facilmente assimilabili e possibilmente esteticamente accattivanti.
Quindi per quanto detto in precedenza, continuando sul filone pokeristico, ad Augustus assegnerei ovviamente l’Asso di Cuori.
 
Ma gli altri 3 quali potrebbero essere?
Io provo a buttarveli lì, senza particolari pretese se non quella di voler provare a dare anche io un’opinione sul più che mai attuale e controverso argomento “STRATEGIE DI RILANCIO DEL GIOCO DA TAVOLO” :)
 
Vai con l’Asso di Quadri: senza indugio consiglierei Samurai, un gioco elegante e riflessivo dalle regole facilmente assimilabili. Un ottimo sostituto per i soliti Carcassonne , I Coloni di Catan o Tiket to Ride che vengono spesso (e a ragione) proposti ai neofiti.
 
L’Asso di Fiori se lo aggiudica invece l’esplosivo King of Tokyo, sicuramente gradito dai più irrequieti che amano lanciare manciate di dadi e menare fendenti a destra e manca! Ideale per le sessioni di gioco caciarone e per il pubblico più giovane!
 
L’Asso di Picche lo assegnerei ad un gioco cui tengo particolarmente, un titolo che sta vivendo una seconda giovinezza, rivitalizzato dalla sapiente mano di artisti di prim’ordine e dal genio di Spartaco Albertarelli, che lo hanno rilanciato prepotentemente, realizzandone recentemente anche una versione Junior. Sto parlando dell’ottimo Kaleidos, un gioco per tutte le stagioni, che sfrutta anch’esso un meccanismo che tutti ben conosciamo fin da bambini (io lo chiamavo nomi, cose, animali!).
 
E per finire (eh, non dimentichiamoci che in una mano di poker ci sono 5 carte!) tranquilli, non mi sono dimenticato di 8 minuti per un impero, lui ha sicuramente un posto di riguardo nella mia personale mano di poker, per tutti i motivi che il buon Dado Critico elenca qui ma anche perché è un fillerino a cui gioco sempre volentieri, quindi lo incoronerei: Re di Cuori! ;)
Poker d'Assi al Re!
 
E poi vada come vada!

Che le mie scelte siano opinabili ne sono conscio, ma d'altro canto non faccio del male a nessuno auspicando un cambiamento che si concretizzi partendo da titoli "soft", che non stravolgano le fragili conoscenze ludiche degli italiani.
Tanto alla fine nonostante “l’uomo sia davvero uomo solo quando gioca”, nonostante “non si smette di giocare perché si invecchia ma si invecchia perché si smette di giocare”, nonostante “il gioco mantiene giovani”, nonostante tutte le massime che possiamo trovare a supporto della bontà della nostra passione, credo che l’unica verità sia quella che mi ha scritto un amico tempo fa:
 
“… dobbiamo ammettere che è sbagliato pretendere che a tutti piacciano i giochi da tavolo. A volte non è questione di gioco o di genere, ma di attitudine. Del resto, non a tutti piacciono i Beatles, e non tutti nutrono interesse per la musica, al punto che qualcuno potrebbe addirittura vivere bene anche se non l'avessero inventata…”.
 
Che dire, questa è una frase assolutamente veritiera, ma poveretti quelli che non giocano... non sanno cosa si perdono! :D
 
Max_T
 



    Augustus, Asso di Cuori: link a BGG
        Samurai, Asso di Quadri: link a BGG
           King of Tokyo, Asso di Fiori: link a BGG
              Kaleidos, Asso di Picche: link a BGG
                 Otto minuti per un impero, Re di Cuori: link a BGG

 
 
 

giovedì 10 luglio 2014

PERCHE' MI PIACE... SAMURAI (9)


 
Nessuna recensione, niente meccaniche, niente voti, semplicemente prendo un gioco della mia collezione e vi spiego perché mi piace giocarlo!
Se la mia opinione sarà utile a qualcuno non lo so (ovviamente spero di si!) ma mi piace l’idea di raccontarvi il perché ed il percome un dato titolo mi affascina, senza giudicarlo o valutarlo, ma facendone emergere solo i lati, a mio parere, positivi.
Quindi buona lettura e… spazio ai commenti! J


SAMURAI (1998)
di REINER KNIZIA
2-4 giocatori
30-45 minuti
Piazzamento tessere, controllo territorio, set collection, gestione della mano.

 





Mi piace perché:
 

> Innanzitutto perché è stato il primo “vero” board game che ho acquistato! Mi ha sempre affascinato e lo considero tutt’ora un capolavoro di Knizia.

> E’ un gioco elegante e raffinato, a partire dai componenti: spiccano in particolare gli splendidi segnalini in plexiglas nero (rappresentanti i 3 tipi di risorse da ottenere per vincere: elmetti, buddha e risaie) che sono gradevoli sia alla vista che al tatto.

> Samurai è ottimamente bilanciato e scala benissimo grazie al tebellone componibile. In due giocatori si raggiungono livelli scacchistici davvero elevati, ma nonostante questo…

> … E’ un ottimo gioco da proporre come entry level. Ha regole semplici e facilmente assimilabili, una grafica un po’ retrò che risulta quindi “familiare” ai casual gamers ed un set up rapido. Può essere giocato da chiunque.

> Le peculiari condizioni di vittoria sono il punto forte del gioco. Infatti un giocatore vince se detiene la maggioranza di due risorse su tre. Altrimenti i giocatori che hanno la maggioranza di una sola risorsa sommano il numero di segnalini degli altri due tipi che possiedono e li confrontano con quelli degli altri giocatori; a questo punto vince chi ha il totale maggiore. Bisogna quindi optare per una raccolta di risorse ben equilibrata!

> In definitiva è un titolo che poggia su poche e semplici regole, ma assolutamente non banale, nel quale è presente una grande interazione tra i giocatori e che necessita di una attenta pianificazione per raggiungere la vittoria. In più mettiamoci che è di piazzamento (e sapete quanto adoro i giochi di piazzamento!) e abbiamo il gioco perfetto per ogni occasione! J

I raffinati pezzi in plastica, la vista d'insieme ed il tabellone componibile
 

Se vi ho incuriosito e volete provare SAMURAI vi aspetto ogni mercoledì alla Ludoteca Galliatese, dove potrete trovare anche molti altri titoli interessanti!

domenica 24 marzo 2013

LA PAGELLA LUDICA - QUINTA USCITA, SAMURAI -


LA PAGELLA LUDICA ha l’intento di valutare un gioco attraverso i classici voti da 0 a 10, proprio come a scuola! Le “materie” attraverso le quali verranno valutati i giochi sono 6: MECCANICA DI GIOCO, CURVA DI APPRENDIMENTO, PROFONDITA’, INTERAZIONE, ILLUSTRAZIONI E MATERIALI, DIVERTIMENTO.
Con questa rubrica si intende semplicemente dare una mano a quanti vogliono saperne di più su un determinato gioco ma non hanno abbastanza voglia di leggere recensioni troppo approfondite e prolisse.

Una pagella ha invece l’indiscutibile pregio di essere BREVE ed assolutamente CHIARA, nel bene e nel male!

Ovviamente i voti esprimono un giudizio puramente personale (in questo caso del sottoscritto!) quindi si sa, non sempre è bello ciò che è bello…!
Ma state tranquilli, il mio giudizio non vuole certo essere insindacabile, anzi, nello spirito di aggregazione e divulgazione che da sempre contraddistingue questo Blog, CHIUNQUE VOGLIA PARTECIPARE LASCIANDO NEI COMMENTI UNA PROPRIA VALUTAZIONE E’ ASSOLUTAMENTE IL BENVENUTO!



Board game
Di Reiner Knizia
Anno di pubblicazione 1998
2 – 4 giocatori, durata 30 – 45 minuti.








 
Uscita precedente: http://ideeludiche.blogspot.it/2013/03/la-pagella-ludica-quarta-uscita-oddville.html