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giovedì 11 luglio 2013

IDEE LUDICHE INTERVISTA MARIO SACCHI




E’ un vero piacere poter condividere con i lettori di Idee Ludiche questa intervista realizzata all’amico Mario Sacchi, un ragazzo di Suno (in provincia di Novara) che da quasi un decennio si occupa con passione e professionalità di giochi, e lo fa a 360°, dalla consulenza alla produzione vera e propria.
Nel 2005 fonda, con Matteo Panara, la casa editrice Post Scriptum e da allora si impegna giornalmente per dare un punto di riferimento a quanti siano interessati ad avere un filo diretto con il mondo dell’editoria ludica.
Ma conosciamolo meglio…

Ciao Mario, parlaci di te e di come la passione per i giochi sia entrata a far parte della tua vita.

Ciao Max!
Fin da piccolo giocavo a Heroquest, Manager e Risiko con i miei compagni delle medie. Poi, perdendoli un po' di vista, ho ridotto la frequenza, finché nel 2003 ho deciso di regalare un gioco da tavolo a mio fratello che ha 17 anni meno di me. Conoscevo il negozio “I Giochi dei Grandi” di Milano perché all'epoca facevo tornei di scacchi e andavo spesso lì a rifornirmi di libri, quindi sono andato a chiedere e sono tornato a casa con Carcassonne. Mi si è aperto un mondo! :)

Parliamo un po’ di questo mondo allora! Quali sono i giochi che prediligi giocare?

Tutti! Mi piacciono molto sia i giochi di bluff, come The Resistance, Battlestar Galactica o le varie varianti dei Lupi, sia i giochi più complessi, come Imperial, Shogun, Alta Tensione, Le Havre e Puerto Rico, sia anche quelli divertenti alla King of Tokyo, o di “medio livello” come St. Petersburg o i “nostri” Sator e Ark & Noah.
Quindi, in pratica... Tutti!
O meglio, quasi tutti perché in effetti non amo molto i giochi con interazione diretta, a meno che non siano di guerra o di lotta. Per intenderci, non mi piacciono molto i giochi con varie scelte di azione (per esempio, i worker placement), in cui la maggior parte sono a proprio favore, ma ce n'è anche una che attacca direttamente un avversario (specialmente se quell'avversario sono io). Infatti, se mi capita di giocare a un titolo simile, tendo a non sceglierla mai, o quasi.

Tu sei un assiduo frequentatore di Ludoteche, suggeriscici tre titoli che non dovrebbero mai mancare in una Ludoteca.

Solo tre??? Ma è una domanda difficilissima!!! Diciamo Carcassonne, Kingsburg e un party game a scelta fra The Resistence, Lupus in Tabula, Wherewolf, Perudo, Dixit o Coyote. Ma non fermatevi a tre, per carità!

Nel tuo lavoro tocchi svariati aspetti del mondo ludico, quale di questi ti da maggiore soddisfazione?

In generale, diciamo che la cosa che mi piace di più è FARE i giochi, mentre mi diverte meno l'aspetto commerciale e promozionale (che comunque seguo, beninteso). In particolare, amo molto la fase di sviluppo, cioè intervenire sul gioco consegnatomi dall'autore e migliorarlo (di solito, tagliando un sacco di regole che vorrebbe tenere). Di fatto, non è detto che un buon autore sia anche un bravo sviluppatore, quindi questo tipo di lavoro è molto prezioso. Specialmente perché i occhi esterni sono più oggettivi dei suoi, che vede il proprio gioco come un figlio e tende a giudicarlo con troppo amore :) Molto spesso capita che ci siano delle regole da togliere e che l'autore sia reticente a farlo perché ci è affezionato, quindi serve qualcuno che gli dica che appesantiscono la partita e basta. Ne approfitto per dare qui un piccolo suggerimento agli autori e aspiranti tali: cercate sempre di capire quale sia il cuore del vostro gioco, e puntate a lavorare su quello, tagliando tutti gli orpelli che vanno fuori tema. Molto spesso mi vengono presentati prototipi interessanti, ma che hanno abbastanza meccaniche per fare due giochi invece di uno!
Un altro aspetto che mi piace molto è la scrittura del regolamento, che rappresenta una vera sfida. Da questo punto di vista sono davvero molto contento di come siano usciti quelli di Florenza e 011, che sono giochi complessi e non era banale riuscire a spiegarli per iscritto. Infatti è stata dura, ma alla fine sono arrivati complimenti per entrambi (che, non a caso, hanno vinto il premio per il miglior progetto editoriale rispettivamente al Best of Show del 2010 e 2011).

La tua attività ti porta spesso all’estero, soprattutto in Germania, come sono i tuoi rapporti con le realtà d’oltralpe?

Ottimi. Mi piace molto andare in Germania (ma anche in Francia), perché lì la cultura ludica è molto più radicata che da noi. Quindi, da un lato ho occasione di parlare con moltissimi esperti ed addetti ai lavori (ho notato che anche le case editrici più importanti sono molto disponibili in questo senso), accrescendo così la mia conoscenza dei meccanismi del mondo ludico. Dall'altro, ovviamente, posso accrescere le mie possibilità di business, che alla fine è quello che tiene in piedi tutto.

Ed ora parlaci un po’ di Post Scriptum.

Beh, la storia è nota: io e Matteo Panara autoproducemmo il nostro gioco BauSquitMiao nel 2005, sull'onda dei pareri positivi ottenuti nelle prime fiere. Felici e soddisfatti del nostro prodotto, lo portammo subito a Essen, dove ci scontrammo con la dura realtà del mondo tedesco, molto più esigente di quello italico. Fu però importante, perché decidemmo di andare anche a Norimberga nel 2006, dove ebbi modo di incontrare distributori, editori, negozianti e soprattutto stampatori di tutto il mondo, e di iniziare a farmi una prima idea di come dovessimo iniziare a fare i giochi. Decidemmo quindi di dedicarci solo al mestiere di editori, pubblicando un gioco di un altro autore. Così producemmo High Voltage all'estero e iniziammo a distribuirlo in vari stati europei, per poi proseguire con altri tre giochi (LovePigs, Sator e Caligula) nei tre anni successivi. Nel frattempo, ci siamo anche inventati il mestiere di consulenti per nuovi editori, per evitare che altri facessero gli errori che facemmo noi con BauSquitMiao (insieme ad Andrea Chiarvesio ho anche scritto la Guida all'Autoproduzione, in merito). A oggi, abbiamo lavorato a cinque giochi nostri (BauSquitMiao, High Voltage, LovePigs, Sator e Caligula), quattro consulenze per altri editori (Isla Chupita, Florenza, 011 e Ark & Noah), due consulenze per enti (Salvanél e Artè), due giochi di altri editori su licenza nostra (Castles e ThémAtik) e due app per smartphone (GoWar e Place Commander).

Progetti futuri e sogni nel cassetto?

Innanzitutto una premessa:  è vero che dal 2009 non esce un gioco realmente nostro, ma ciò non significa che abbiamo rinunciato a farli. Di fatto si è trattato di una serie di coincidenze: il nostro progetto per il 2010 era di pubblicare a marchio nostro Castles, che però ha vissuto una lunghissima evoluzione culminata in una licenza uscita nel 2012 (peraltro, molto diversa dalla nostra intenzione originale). Nel frattempo sono arrivate consulenze impegnative come Florenza, 011, Ark & Noah, GoWar e Place Commander che hanno assorbito tutto il nostro tempo. Ma la voglia di far uscire il sesto gioco Post Scriptum ufficiale è tanta, e infatti mancano pochi mesi! Al momento, non posso ancora svelare i dettagli, ma fra poco ci sarà l'annuncio ufficiale. Poi, sicuramente ci sarà un'altra consulenza per Placentia Games, cioè Florenza Card Game, a cui stiamo lavorando da quasi un anno e che è ormai praticamente pronto per uscire a Essen.
Oltre a questo, stiamo lavorando per altri due o tre giochi da dare in licenza e per altre app su smartphone, ma al momento non c'è ancora nulla di definitivo. Nel frattempo, stiamo sviluppando alcuni prototipi che abbiamo ricevuto, con l'obiettivo di farli diventare i nostri prossimi giochi.
Per quanto riguarda i sogni nel cassetto, direi che la realtà è già molto buona, al momento. Speriamo semplicemente che le cose continuino a procedere come stanno facendo ora e che Post Scriptum continui ad ingrandirsi con il ritmo tenuto negli ultimi anni. Se proprio dovessi esprimere un desiderio, mi piacerebbe pubblicare almeno uno dei tre autori italiani di cui sono più amico (fra quelli con cui non ho ancora lavorato). Vedremo!
Detto questo vi saluto e vi do appuntamento sul mio blog, mariosacchi.blogspot.com, dove parlo di Post Scriptum, ma anche di vita ludica associativa, di cui fa parte a pieno titolo anche il buon Max :)

Grazie Mario!
Aspettando di vedere al più presto edito il sesto gioco della Post Scriptum non mi resta che darti appuntamento al prossimo mercoledì in Ludoteca, per incrociare nuovamente i dadi sulla plancia di un board game… stavolta posso prendere io il BLU?!

Assolutamente no! Il Blu è prenotato da me vita natural durante, e se provi a strapparmelo vado in giro a dire che sei un kingmaker!

martedì 2 luglio 2013

QUATTRO CHIACCHIERE IN LUDOTECA - QUANDO NON E’ SOLO IL GIOCO A FARLA DA PADRONE! -




Ecco un’ interessante lista di letture proposte dal nostro Amico Lollo: 5 autori i cui libri non dovrebbero mai mancare in una libreria come si deve!
… cosa c’entra con i giochi in scatola?
Beh, il tutto parte da un incredibile libro in cui il protagonista è considerato addirittura il MIGLIOR GIOCATORE DI BOARDGAME DELL’UNIVERSO!..

Accade a volte in Ludoteca che prima o dopo una partita intensa a qualche gioco "fondi cervelli" ci si prenda una meritata pausa e, sorseggiando un amaro o una birra, si parli di film e libri che ci hanno colpiti in maniera particolare.
La scorsa settimana con Andrea "Carcassonne" e Marcello "Team Manager" stavamo discutendo su un libro che avevo suggerito su FB in occasione della morte dell'autore : L'impero di Azad di Iain M. Banks (in originale The Player of Games), a mio parere un piccolo gioiello reso ancora più interessante dal fatto che il protagonista sia il miglior giocatore di boardgame dell'universo!

(L'impero di Azad - in inglese The player of games, letteralmente "Il giocatore" - è un romanzo di fantascienza di Iain Banks del 1988. È stato il secondo capitolo dedicato alla sua società utopistica della Cultura. Gurgeh, il protagonista, è un tipico cittadino della Cultura e, come ogni membro di questa società, trascorre tutto il suo tempo alla ricerca di nuovi svaghi. Gurgeh non è però un cittadino qualsiasi, è considerato infatti il più grande campione di giochi della Cultura, esperto imbattibile di ogni gioco conosciuto e capace di padroneggiare in breve tempo qualsiasi nuovo gioco e battere qualsiasi avversario. Per questa sua capacità viene reclutato contro la sua volontà dalla sezione Contatto della Cultura per partecipare ad un’importante missione presso una civiltà aliena…)

Partendo da questo argomento mi hanno chiesto di suggerirgli alcuni dei miei libri favoriti di SF con una spruzzata di Fantasy e dopo circa un'ora di accalorate descrizioni mi sono reso conto che io stesso facevo fatica a ricordarmi tutti i titoli che gli stavo indicando, ragion per cui ho deciso insieme a Max di metterlo nero su bianco in maniera che rimanesse una piccola lista dei miei romanzi ed autori preferiti, nulla di più. Molti di questi sono titoli famosi, altri magari un po’ meno, l'unica cosa in comune è il piacere che mi ha regalato la loro lettura.
1) Asimov e il suo ciclo della Fondazione, spettacolare affresco fantascientifico, Hari Seldon e la psicostoria sono punti cardini nella libreria di ogni appassionato.
2) Altro maestro è di sicuro Jack Vance, difficile consigliare un solo titolo, sono tutti talmente belli che è impossibile riporre il libro finchè non si gira l'ultima pagina. L'aspetto che mi ha sempre affascinato è la sua capacità di descrivere mondi e razze aliene in maniera dettagliata e allo stesso tempo leggera, partendo dal ciclo di Tschai dove il protagonista è un umano che naufraga su un pianeta alieno e ne seguiamo le mille peripezie attraverso l'incontro in ognuno dei libri con una delle razze che abitano il pianeta e a cui deve sfuggire per riuscire a tornare a casa.
Ho adorato il ciclo dei Principi Demoni, cinque libri in cui il monomaniaco protagonista fronteggia i cinque criminali, chiamati appunto Principi Demoni, che hanno razziato il suo pianeta uccidendo i suoi cari. La sua vendetta è pianificata con cura la ma cosa curiosa è come alla fine i cinque principi forse siano i veri protagonisti ed è di loro che mi è rimasto il ricordo in tutti questi anni.
3) Zelazny: probabilmente il mio autore preferito, scrive benissimo e spesso fonde mitologia (greca come in Io, Nomikos l'immortale o indiana come in Signore della Luce in cui il protagonista è Siddartha!) con fantascienza e fantasy. Nove principi in Ambra e il relativo ciclo sono tra i più belli e caotici libri di fantasy di ogni tempo. 
4) Harry Turtledove non è probabilmente tra i "grandi" ma il ciclo della Legione ... Trama : una legione Romana cade in un'imboscata, il capo dei Galli sfida a duello il tribuno romano a comando della Legione ma a causa di un bizzarro incantesimo dovuto al cozzare delle loro due lame intarsiate da rune misteriose si trovano catapultati in un'altra realtà. Senza via di ritorno e stranieri in una terra in cui l'impero locale (simile a quello bizantino) si trova accerchiato da nemici alle porte, i Romani non hanno altra scelta che fare ciò per cui sono stati addestrati : combattere e diventare i migliori tra i mercenari! 
5) Tengo per ultimo l'autore che più di ogni altro è stato in grado di farmi sentire l'epicità nei suoi libri. David Gemmel e i libri sulla saga dei Drenai.
Ci sono magie, sciamani e mostri nei suoi libri ma non è il fantasy classico con folletti ed elfi bensì un mondo quasi reale e storico, sono gli uomini i protagonisti dei suoi racconti. Con le loro paure e insicurezze ma che di fronte alla scelta più difficile si riscattano e diventano eroi o meglio leggende. Druss la leggenda e Waylander il mercenario, sono dei personaggi talmente epici e unici che difficilmente si possono dimenticare. Non è un caso se in molti MMORPG siano tra i nomi più gettonati dai giocatori....
Mi rendo conto che sto dimenticando moltissimi romanzi ed autori (Pratchett, Duglas Adams, Firtz Leiber...) ma lo scopo di questo breve articolo è solo quello di dare alcuni spunti di lettura... spesso la fantascienza e fantasy vengono bistrattate, soprattutto in Italia dove sovente sono considerati letteratura bassa, a differenza invece di altri paesi dove autori del fantastico (E.A.Poe, Jules Verne, H.P. Lovecraft solo per citare alcuni "classici" scrittori) hanno ottenuto dignità pari a quella di autori più tradizionali.
Non mi resta che augurare a tutti buona lettura!

Lollo

domenica 30 giugno 2013

VENERDI' 28 GIUGNO, SECONDA EDIZIONE DELLA FESTA DI INIZIO ESTATE ALLA FNS



Seconda edizione della Festa di Inizio Estate presso la Fondazione Novara Sviluppo!
Bissato il grande divertimento della scorsa edizione grazie alla perfetta organizzazione di Fabrizio che per l’intrattenimento si è avvalso ancora una volta della musica di DJ Simon S e dei giochi da tavolo di Idee Ludiche (quest’anno impreziositi dalla collaborazione con la LudotecaGalliatese, che ha permesso una scelta ancora maggiore di titoli rispetto all’anno precedente!).

Jungle Speed

Per quanto riguarda la parte ludica Riff Raff l’ha fatta assolutamente da padrone! Il mirabolante gioco di equilibrio di Christoph Cantzler ha catalizzato l’attenzione dei curiosi grazie all’accattivante meccanismo di gioco!
Anche il solito Dobble ha fatto la sua parte, ma non hanno sfigurato nemmeno giochi come Jamaica, Jungle Speed, Citadels e Incan Gold.

Riff Raff

Un doveroso grazie va a Teo e Tambu che con me hanno animato la serata ludica, a tutti coloro che hanno partecipato con entusiasmo alle nostre proposte di gioco e, soprattutto, a Fabrizio che anche quest’anno ha creduto nella bontà del nostro progetto di promozione del gioco da tavola, permettendoci di organizzare ben 3 tavoli! 
 
sullo sfondo, Jamaica

Non mi resta che darvi appuntamento all’anno prossimo e come sempre…

STAY TUNED!