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mercoledì 14 maggio 2014

INTERVISTE INTERNAZIONALI - 7 DOMANDE PER: MATTHIAS CRAMER


Nell’intervista internazionale di oggi conosceremo meglio Matthias Cramer, Autore tedesco di titoli del calibro di Glen More (2010), Lancaster (2011) e Rococo (2013, con Stefan e Louis Malz).
Scopriremo i suoi gusti in materia di giochi da tavolo, cosa pensa del Game Design ed i suoi progetti futuri!
 

(Traduzione di Lollosven)
 



. Where were you born and what did you do before becoming a game designer?
Dove sei nato e cosa facevi prima di diventare un game designer?

I was born in the western part of Germany near Cologne. Before designing games, I played a lot of them. In my worklife, I am managing IT projects in a chemical retail company. Since game design is just a hobby for me, there is no difference between the time I started to make games and today.


Sono nato nella parte occcidentale della Germania, vicino a Colonia. Prima di fare il game designer ho gocato a molti titoli. Gestisco la parte IT di un’azienda di prodotti chimici. Dato che il game design è solamente un hobby per me non è cambiato nulla da quando ho iniziato a fare giochi a oggi.

. What do you like most about your job as a game designer?
Cosa ti piace di più del tuo lavoro di game designer?

The board game industry is a very tiny industry. Many people know each other and there is a great community. Designers and editors help each other even when belonging to different companies.


L’industria dei board games è un settore molto piccolo. Molte delle persone che ne fanno parte si conoscono e c’è una grande community attorno. Gli ideatori ed editori si aiutano spesso pur appartenendo a aziende diverse.

. You have created many games, what is the one you're most fond of?
Tu hai ideato molti giochi, qual'è quello a cui sei più affezionato?

This is a very difficult question. When rating my own games, I am thinking more in mechanisms than in complete games. I like
Der Millionen Coup very much, because the game tells a story.

Questa è una domanda molto difficile. Quando valuto i miei giochi penso più ai meccanismi che al giochi completi. Mi piace molto Der Milionen Coup perchè quel gioco narra una storia.

. Give us your definition of game design.
Dacci una tua definizione di game design.

The magic formular of game design is very easy: testing, testing and testing. If you don't have problems to find people testing your games, you are on the right path.


La formula magica del game design è molto semplice : playtesting, playtesting e ancora playtesting. Se non hai difficoltà a trovare persone disposte a “playtestare” i tuoi giochi sei già nella direzione giusta.

. Reveal to us your strength and your own weakness.
Svelaci un tuo punto di forza ed una tua debolezza.

Sometimes, my prototypes are too bainy. When playing games, I prefer games that are telling a story. As a disigner, I am trying to shift in that direction - sometimes successful, sometimes not.


A volte I miei prototipi sono troppo “cervellotici”. Quando gioco preferisco quei titoli che riescono a raccontare una storia. Come game designer cerco di andare in questa direzione, a volte ci riesco e a volte no.

. A curiosity: what games do you like to play?
Una curiosità: a quali giochi ti piace giocare?

If I have enough time:
18xx. I started with that kind of games more than 20 years ago and I am still keen on that.

Se ho tempo a sufficienza : 18xx. Ho iniziato con quel tipo di giochi 20 anni fa e ne sono tuttora entusiasta.

. Future plans and dreams?
Progetti futuri e sogni nel cassetto?

At the moment, I am working on some hybrid concepts, which include the usage of digital devices together with board games. I think that this could also bring a bigger audience to classical board games.


Al momento sto lavorando ad alcuni concetti ibridi, che includono l’uso di strumenti digitali insieme al tradizionale board game. Penso che questo possa anche portare ad allargare il bacino di utenza dei tradizionali board game.


All the best,
Matthias
 

Thank you very much Matthias for your collaboration!


 

sabato 10 maggio 2014

"MIO CARO MAX... KINGDOM BUILDER E’ BELLO E TU SEI BRUTTO COME IL BATTERISTA DEI GENTLE GIANT!"


Caro Max,

oggi ti voglio parlare del gioco più bistrattato e incompreso del mondo. Oggi ti voglio parlare di quel prodotto creativo che non piace a nessuno ma che piace a me. Ci sono tante cose che piacciono solo a me e ben pochi capiscono il perché mi piacciano, e io non capisco perché non piacciono a quei ben pochi.
Il batterista dei Gentle Giant... :)
Nella musica vi sono i Gentle Giant, un gruppo progghettaro e molto khitch, almeno in apparenza. In verità sono bravissimi, mescolano stili musicali molto diversi fra loro, però con attenzione e studio, sono preparati e sanno il fatto loro. Però sono brutti e sul palco non ci stanno proprio benissimo. Brutti ma buoni.
Nel cinema, sono uno dei pochi che ritiene meglio lo Spielberg caciarone e avventuroso di Jurassik Park, piuttosto che quello mieloso e strappalacrime dei film impegnatoni hollywooddi. Vabbè ma suvvia spero che questo sia un parere più comune.
Preferisco il Tarantino delle Iene piuttosto che quello di Pulp Fiction.
Preferisco Il Tim Burton di Ed Wood piuttosto che il resto.
Per quanto riguarda i giochini, come tu ben sai mio caro Massimiliano, tendo a essere bastian contrario rispetto ai pareri dei baldi giovani del mondo ludico.
Che gusto c’è se non posso prendermela con Mario Sacchi giusto per il gusto di farlo? Che divertimento c’è se non posso creare un fronte contro il giocatore più bravo per massacrarlo e impedirgli di raggiungere la meta della vittoria? Questo puntiglioso Game Design che sta rovinando un sacco di giochi brutti per bene.
Mio caro Max, oggi ti voglio parlare di un gioco che non ha mai riscontrato i favori dei gamers per una piccola serie di piccoli nei:
-          poca interazione
-          ambientazione molto appiccicata
-          conteggio dei punti lungo e noioso per il target a cui è rivolto
-          sistema di posizionamento non immediato per il target a cui è rivolto
-          elementi casuali apparentemente determinanti
-          disposizione iniziale del gioco che può tendere ad avvantaggiare il primo giocatore
-          molto meglio giocarlo in due, già in tre o in quattro è caotico
-          grande aspettativa delusa, dato il titolo precedente dell’autore
-          particolarmente costoso!
Promette bene eh, Max? Lo vuoi provare ora, eh, Max? Max? Massimo?
Stiamo parlando del grande Spiel des Jahres 2012, e cioè di Kingdom Builder, di Donald X. Vaccarino. Povero Donald, atteso al varco dopo Dominion, e tutti a dire “il nuovo Dominion, il nuovo Dominion!”. Si narra di stand dedicati a Kingdom Builder mestamente deserti a Essen 2011. Vaccarino piangente, con in mano pugni di casette colorate di arancio smunto e beige scolorito, che dice “Datemi un’altra possibilità! Nooooo…!”
Max, questo gioco non lo conosci, ma stavolta non te ne faccio una colpa, te lo spiego con pazienza e umiltà: In Kingdom Builder ogni giocatore deve sviluppare il proprio regno posizionando casette su un piano di gioco composto da esagoni. Per ogni partita vi sono obbiettivi di gioco diversi, legati a dove e come posizionare le casette: in una partita si dovranno mettere accanto alle coste della mappa, o accanto alle montagne, o tutte staccate l’una dall’altra, etc. A turno, ogni giocatore deve posizionare tre casette su un terreno indicato da una carta pescata, in modo tale che possibilmente ogni casetta sia contigua con un’altra. Se si costruisce accanto a un edificio speciale si ottengono alcuni vantaggi (costruire casette in più, spostarle, etc.). La partita finisce al termine del gruzzolo di casette di uno dei giocatori, al che si contano i punti.
Io e a quanto pare la giuria del Pedone Rosso, gliel’abbiamo data una possibilità. Però io ho bluffato, e ho dapprima provato Kingdom Builder nella fantastica versione online su BrettSpielWelt, la più antipatica comunità di giocatori online esistente.
I vantaggi sono molteplici: il sistema ti mostra al volo dove puoi posizionare le tue simpatiche casette, ci sono suonini carini che accompagnano ogni tua mossa, ti conta i punti alla fine della partita, è gratissimissimo. Dato che la comunità di BrettSpielWelt è antipaticissima, se ti proponi di partecipare ad una partita con due giocatori presenti, ti dicono: “nah, giochiamo solo noi 2”, e quindi ci giochi solo in due, che è in effetti meglio.
Detto ciò, tutto questo discorso per dire che Kingdom Builder è nella top 5 dei miei giochi preferiti.
Sono sadico Max? Ho gusti pessimi Max? Non ne capisco nulla di giochi, Max? Secondo me qualcuno dei tuoi utenti l’ha pensato, e ora ha già cambiato canale.
Ma noi ce ne sbattiamo Maaax! Viva l’anarchia Maaaax, il blog è nostro (no va bene, il blog è tuo) e ci facciamo quello che ci pare!! (che ti pare, che ti pare, scusa Max).
Partiamo dal presupposto che Kingdom Builder è un prodotto con tante imperfezioni, alcune di esse stemperate nella versione digitale del gioco. Per me Kingdom Builder ha molti legami con un grande classicone dei giochi leggiadri e “spremi meningi ma con garbo” come Carcassonne. Anche Carcassonne non è esente da difetti analoghi: è meglio in 2, la pesca delle tessere porta quell’alea che a voi noiosi germanosi tanto non piace, alcune regole non sono facili da spiegare ai neofiti (“no lì non puoi mettere l’omino” “perché?” “perché c’è già un altro omino” “sì ma come faccio a metterlo nella stessa città?” “facendo un’altra città e poi collegandola” “quindi così?” “no, così lo attacchi alla stessa città” “mi hai rotto le palle con i tuoi stupidi giochi, Benedetto, cresci”).
Però, quelle numerose volte che ho affrontato qualche avversario di qualche altra parte del globo, e poi dal vivo (che poi l’ho comprato eh), ho sempre trovato un gran piacere a visualizzare le vie alternative in caso di malasorte, saper anticipare e prevenire i rischi, porre comunque attenzione allo stato dell’avversario, calcolare una strategia di base a seconda del terreno e delle missioni sempre diverse. E tutto ciò con due regole due eh.
Questo è un gioco che è stato principalmente azzoppato, almeno in Italia, da una difficile reperibilità, un costo veramente alto per il tipo di gioco, che sarebbe potuto facilmente rientrare in quei bei classiconi che sono così perfetti per farci i tornei amichevoli che organizzi tu alla Ludoteca, Maximus. Dovresti dargli una chance, ecco. E se non ti fidi di me, fidati di Walter Obert ( -> Link)!
Cordialmente,
 
Benedetto

martedì 6 maggio 2014

LET ME FUND, IL SITO DI CROWDFUNDING ‘MADE IN ITALY’


 
Oggi proviamo ad approfondire un argomento dal nome alquanto ostico: il crowdfunding
Questo termine sta ad indicare il cosiddetto ‘finanziamento collettivo’ e si applica a svariati campi, ma noi ci occuperemo del crowdfunding applicato al mondo dei giochi da tavola e per farlo ci avvarremo dell’aiuto di Stefano D’Addino, un brillante ragazzo romano appassionato di board games che, con un team di amici, ha fondato LET ME FUND, un progetto che si propone di fornire un servizio a 360° nel campo del finanziamento per realizzare idee e progetti tramite la raccolta di fondi e servizi aggiuntivi.

Bene Stefano, per iniziare ti chiederei di parlarci di te e del team che sta dietro a questo progetto.

 
Sono Stefano D'Addino mi sono laureato presso l'università L. Bocconi e mi occupo da diverso tempo di crowdfunding. Da un paio di anni grazie al supporto di un team di amici esperti in vari settori attinenti al crowdfunding ho fondato una società con l'idea di creare qualcosa di diverso ed innovativo.
Stefano D'Addino


A supportarmi in questa avventura ci sono:
Francesco Berucci, esperto di fundraising e finanzia; Alberto Giusti, uno degli esperti italiani in materia di crowdfuding, con in uscita anche un libro sul tema; Luca Bartoli programmatore che ha messo online il sito www.letmefund.it.
Ho avuto modo anche di discutere dell'idea con
Andrea Angiolino il quale mi ha dato preziosi consigli per migliorare questo mio progetto e la sua disponibilità per un eventuale supporto.

Da quanto state lavorando al progetto e, soprattutto, come è nata l'idea?


L'idea mi è nata un paio di anni fa ed ho iniziato a lavorarci su sempre più assiduamente fino a quando a dicembre 2013 è nata Let Me Fund.
Da appassionato di giochi in scatola, wargames e miniature mi è sembrata un ottima idea realizzare un canale che si occupasse di far finanziare progetti su queste tematiche. Il tutto è nato dopo aver parlato con diverse persone del settore le quali si lamentavano della difficoltà di poter accedere a fondi per pubblicare i propri progetti (giochi in scatola, miniature, regolamenti di wargames ed altro). Non esiste nulla di specifico per questo settore in particolare per il mercato italiano e la possibilità di offrire una serie di servizi accessori oltre che al classico sito di crowdfunding mi è piaciuta molto come idea. Molti giocatori hanno un loro gioco nel cassetto... perchè non dare loro una possibilità di realizzarlo?

Di cosa tratta nello specifico LET ME FUND e a chi è rivolto?


Ho pensato a Let Me Fund in modo da permettere a tutti di poter realizzare un proprio progetto nel miglior modo possibile. Let Me Fund è accessibile ed utilizzabile da tutti indifferentemente dalla nazione di dove si risiede, nessuna limitazione sia per presentare i progetti che per finanziarli. A tal proposito è prevista una versione del sito in inglese ed una in tedesco per poter accedere anche al mercato straniero. Let Me Fund si rivolge a tutti coloro, professionisti e semplici appassionati che hanno un idea da realizzare e vogliono anche un supporto pratico oltre che un servizio di raccolta fondi.


Quali sono le principali differenze rispetto a Kickstarter?

Ho cercato fin da subito di realizzare un progetto che si differenziasse dagli altri siti. Mi sono chiesto: perchè le persone dovrebbero venire su Let Me Fund?
Come dicevo prima il mio obiettivo è differenziarmi dagli altri, il messaggio è molto chiaro: hai un idea?! vieni a parlarcene, utilizza i servizi aggiuntivi per presentare il tuo progetto al mercato, noi ti raccogliamo i fondi, te la realizziamo e la vendiamo anche online, insomma... pensiamo a tutto noi.
Così abbiamo realizzato alcuni canali tematici e ad ogni canale tematico corrispondono una serie di servizi ed un partner specifico che si occupa di promuovere i progetti e valutarli una volta online.
Cosa offriamo?
Servizi aggiuntivi come:
- consulenza sulla predisposizione online del progetto attraverso un nostro partner il quale si occupa di redazione di testi, correzioni, traduzioni, montaggi video, creazioni grafiche e tutto quello che occorre per comunicare in maniera vincente un progetto;
- realizzazione dei giochi finanziati tramite partner qualificati;
- vendita online dei giochi prodotti;
- servizio di audit (che certifica l'utilizzo dei fondi raccolti e che segue i vari pagamenti ai fornitori del progetto);
- servizio "save your money", questo è un'idea che mi è venuta per garantire i finanziatori che investono in un progetto.  Let Me Fund si impegnerà a restituire l'importo finanziato a coloro che hanno partecipato ad un progetto e che per qualche ragione non è stato realizzato e non hanno ricevuto i soldi investiti. E' una sorta di "garanzia", per tutelare gli investitori. Ad oggi "save your money" può essere attivato solo a determinate condizioni ma stiamo lavorando per poter estendere a tutti questo servizio.
Altri servizi aggiuntivi sono in fase di studio.
Stiamo studiando anche un servizio di consulenza per i giochi in scatola, un team di esperti valuterà le idee e ne proporrà osservazioni ed eventuali modifiche.

Abbiamo pensato ad un sistema di bollini qualità che identifichino il gradimento dei partner, o l'utilizzo dei servizi aggiuntivi. Più bollini avrà un progetto e più catturerà interesse del finanziatore. Dovendo fare un investimento, infatti, un finanziatore preferirà un progetto che si avvale del supporto di esperti e che, per tanto, abbia più possibilità di realizzo. Ho discusso con molti professionisti del settore che hanno apprezzato la mia idea di crowdfunding con i servizi aggiuntivi. Ovviamente coloro che come editori hanno già un loro staff o contatti con produttori di giochi non utilizzeranno alcuni bollini ma a loro sarà assegnato un bollino "editore" che ovviamente contraddistinguerà il progetto.

Dato che saranno attive diverse aree tematiche all’interno del progetto avrete bisogno anche di un aiuto esterno al vostro team per fornire un servizio competitivo. Parlaci dei vostri attuali partner.


Ogni canale tematico ha un partner che si occupa di promuovere i progetti e li valuta.
I partner che ci supportano sono:
Per il canale Games - giochi in scatola - L'associazione
La Tana dei Goblin. Loro, attraverso un gruppo di associati alla Tana dei Goblin,  si occuperanno di valutare con un "Goblin d'oro " i progetti ritenuti più meritevoli. Oltre a questo recensiranno e promuoveranno i progetti.
Per il canale Games - wargames e miniature - la
Federazione Italiana Wargames e la rivista Dadi & Piombo si occuperanno di seguire, promuovere e valutare i progetti sul wargame.
Per il canale Games - Giochi di Ruolo - il sito
GdR Players seguirà e valuterà i progetti sui giochi di ruolo.
Abbiamo attivato anche un canale Arts (per i progetti di arte) con il supporto del portale
Museumland ed un Canale Libri con il supporto della casa editrice Edizioni Chillemi.
In futuro è prevista l'attivazione di altri canali tematici.

Ora entriamo un po’ più nello specifico: come funziona LET ME FUND?

Ogni progetto inserito viene valutato da un team per verificare che non violi le regole di Let Me Fund. Una volta approvato viene pubblicato online. Sarà possibile condividere il progetto tramite social network od inserire lo stesso in una propria pagina personale tramite un link da copiare ed incollare. Il progetto avrà una durata ben precisa entro la quale raccogliere i fondi (max 45 giorni).
Chi decide di finanziare un’idea dopo essersi registrato sarà reindirizzato ad un famoso gestore di pagamenti online dove inserirà i propri dati. Qualora il progetto raggiunga i finanziamenti richiesti verranno addebitate le carte di credito, altrimenti non sarà addebitata nessuna carta e nessuna spesa sarà dovuta.

Visto le energie che state mettendo nel progetto, consideri LET ME FUND un punto di arrivo o un trampolino di lancio per progetti futuri?


Let Me Fund è solo l'inizio di un progetto molto più ambizioso, quello che vorremmo fare è realizzare un portale che si occupi di finanziare la nascita di nuove imprese attraverso questa nuova modalità di finanziamento. Abbiamo già avviato importanti colloqui con operatori e professionisti del settore per poter realizzare in un futuro prossimo un servizio altamente professionale nel settore dell'equity crowdfunding.

Tirate fuori le vostre idee dal cassetto...vi aspettiamo tutti su www.letmefund.it...


 
Grazie Stefano ed in bocca al lupo per il vostro interessante progetto!

venerdì 2 maggio 2014

QUANDO MENO TE LO ASPETTI.


Ed eccola li, proprio quando pensi di averla scampata arriva e ti colpisce a tradimento… “basta contare 15 giorni (scadevano lunedì scorso!) e se non hai i sintomi non l’hai contratta”…
Tzè!
Lunedì va via liscio, solo nel tardo pomeriggio mi viene una lineetta di febbre, ma una nottata di sonno ed una tachipirina mi rimettono in sesto.
Ma si, sarà stato un po’ di freddo preso domenica, mi dico.
Freddo un corno: martedì mi torna la febbre e al rientro dalla dura giornata lavorativa allo specchio mi si palesa una coppia di brufoli che fanno bella mostra di loro sul mio cranio; alzo la maglietta e ne trovo un altro paio su pancia e schiena… ci siamo, stavolta è proprio lei! Dopo averla abilmente dribblata più volte da piccolo, in un paio di casi a militare e persino al lavoro, mi sono dovuto arrendere ai miei figli!

Fare la Varicella a 39 anni non è per nulla simpatico!

I primi due giorni sei ridotto uno straccio poi, quando il rimbambimento inizia lentamente a passarti, sei conciato peggio della Pimpa (e sottolineo peggio!) ed inizia la nuova frontiera del prurito!
Non bastasse, se contrai la Varicella ad una certa età, le tue difese immunitarie sono così scarse che diventi appetibile anche ad altre simpatiche malattie che normalmente non ti si filerebbero neanche di striscio!
Ragion per cui il mio piano diabolico che prevedeva di giocare con i bambini a PICCHIATELLO, LA TORRE DI ANIMALI o LOVE PIGS (titoli sempre divertenti che piacciono anche a noi grandi!) è andato in fumo ancor prima di essere attuato, visto che all’asilo campeggia un cartello di allerta per un focolaio di Scarlattina (… solo due malattie non avevo fatto da piccolo, una mi ha appena colto, indovinate qual è l’altra?!).
Quindi isolamento pressochè totale, bambini tutto il giorno dalla nonna, moglie al lavoro e io a casa ad annoiarmi!
Per carità posso sempre leggere libri, vedere magari un DVD… ma quel che più mi avvilisce è: niente partite ai giochi in scatola.

Capite cosa intendo?! Ho il ripostiglio PIENO di giochi da tavola (per la gioia di mia moglie ovviamente!) e non ci posso giocare!

Avevo un paio di titoli che andavano bene in solitaria, YGGDRASIL e FRIDAY, ma li ho entrambi scambiati perché non li avevo praticamente mai giocati…
Ho fatto qualche partita al Nintendo DS (tutti giochi strategici o di civilizzazione, gli unici che riesco a giocare con le consolle) ma siamo sempre li, dove sono i cubetti? Le carte? Il tabellone? Il profumo del cartone che fuoriesce dalla scatola appena aperta? (si, lo so, da questo punto di vista sono un po’ feticista, ma immagino di non essere l’unico ad annusare un mazzo di carte appena tolto dal cellophane, vero?!).
Ma la vera ciliegina sulla torta è che salterò anche un paio di serate in Ludoteca.
Ah, quanto mi manca il MERCOLUDICO della Ludoteca Galliatese con i suoi peculiari frequentatori: i German-dipendenti, gli amanti delle miniature, i patiti di SUBBUTEO, i family-gamers…
Perché alla fine chi mi conosce lo sa, per me il bello del gioco risiede nel fatto che è un’esperienza che va condivisa al tavolo con altre persone! La Ludoteca è il luogo ideale per vivere questa emozione; non c’è posto migliore dove evadere e rigenerarsi grazie alla ginnastica della mente e sperimentare appieno la potenza dell’aggregazione che, grazie ai giochi, si esprime ai massimi livelli.
Tra l’altro mercoledì 14 maggio ci sarebbe dovuta essere la finale di Europa League a Torino, ma “per fortuna” la squadra per cui faccio il tifo è stata eliminata proprio ieri sera togliendomi dall’imbarazzo di scegliere tra lei o la serata in ludoteca… che sia un segno del destino?!

Ma non perdiamoci d’animo, alla fine anche un periodo di riposo forzato porta i suoi frutti.
Del resto, all’affermazione “starò a casa con la Varicella per una decina di giorni, non so se essere contento o no”, un mio caro amico mi ha risposto: “io sarei contento… finchè non prude!”.

Alla prossima, ora scusatemi che vado a grattarmi un pochino. :)
 
 
Max_T