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venerdì 17 aprile 2015

PER MOLTI MA NON PER TUTTI: DOMINION

L’ho visto accadere tante volte con i miei occhi.
C’è chi non ci crederà ma è così… magari è successo anche a voi.
Alcune persone, la prima volta, proprio non riescono a giocare a Dominion!
E non parlo dei possibili difetti o difficoltà che presenta il gioco, parlo del fatto che alcuni proprio non capiscono la successione delle 3 semplici regole del gioco, nemmeno se giocato coi mazzi “base” consigliati per la prima partita.
E’ vero, mi è capitato anche giocando a Bang! piuttosto che Otto minuti per un Impero, non è una peculiarità di chi inizia a giocare a Dominion, sarà piuttosto che certe persone, pur dimostrando interesse ed entusiasmo per i giochi da tavola, forse forse non sono del tutto pronti a recepire i giochi di nuova generazione.
Non c’è nulla di male, è questione di attitudine penso. A me succede con i giochi di destrezza per esempio: pur divertendomi ed appassionandomi non riesco proprio a giocarli come si deve. Non sono il mio genere.
Quindi, visto ciò di cui sono stato testimone al tavolo da gioco e dato che ci conosciamo già da qualche anno caro Dominion, a questo punto mi è venuto naturale inserirti tra i titoli che io definisco “per molti ma non per tutti”. Spero che dall’alto delle tue innumerevoli onoreficenze non te la prenda ma anzi ci possa raccontare cosa ne pensi.
 

Buon giorno Max e buon giorno a tutti i lettori,

beh, cosa vuoi che ti dica, non è la prima volta che mi vengono mosse critiche, ne ho sentite di tutti i tipi ma questa devo dire che mi giunge nuova.
Dal momento della mia nascita, nel 2008, ho raccolto oltre 40 tra nominations e premi (tra i più prestigiosi ricordo lo Spiel des Jahres 2009, il premio come migliore Card Game di Lucca C&G e il Mensa Select dello stesso anno) segno che posso tranquillamente dire la mia e trovarmi a mio agio tra i più apprezzati giochi prodotti fino ad oggi.
Le regioni del mio successo sono da attribuirsi al fatto che Donald X. Vaccarino, il game designer che mi ha dato vita, ideandomi ha rivoluzionato il mondo del deck building.
Se siete amanti dei giochi di carte collezionabili, grazie a me ora non dovete più spendere nemmeno un euro per acquistare carte da aggiungere ai vostri mazzi per essere competitivi nei confronti di chi non bada a spese pur di avere tutte le carte possibili ed immaginabili in commercio!
Ora tutti partono con le stesse possibilità, con me tutti hanno 10 carte in mano (7 monete di rame e 3 tenute da 1 PV ciascuna) e chi attuerà la strategia migliore costruendosi il mazzo più competitivo vincerà. Non è assolutamente difficile giocare una partita con me, il difficile semmai è giocarla bene!
Vi spiego come funziona il tutto: voi giocatori (da 2 a 4 con il gioco base) impersonificate i monarchi di un piccolo regno con mire espansionistiche formato, per il momento, da solo 3 tenute e poche monete di rame e partite con un piccolo mazzo di 10 carte dal quale ne pescherete di volta in volta 5; al centro del tavolo trovano posto 10 mazzi diversi (i mazzi delle “scorte”) dai quali potrete attingere comprando carte di vario tipo (risorse, punti vittoria, azioni, monete d’argento e d’oro e via dicendo) che andranno a rimpinguare il vostro mazzo personale. Il turno è veloce e si compone di 3 azioni da eseguire in successione, vale a dire 1°: fase Azione (potete giocare una carta Azione), 2°: fase Acquisto (potete acquistare carte dal centro del tavolo), 3°: fase Pulizia (scartate tutte le carte che avete giocato e quelle rimaste in mano, le mettete nei vostri scarti e ne pescate altre 5). Una volta completate le tre fasi il gioco passa al giocatore alla vostra sinistra. Si continua così finchè 3 mazzi di “scorte” a centro tavola sono esauriti oppure è esaurito il mazzo delle carte provincia. Il giocatore che ha più punti vittoria (forniti dalle carte provincia, ducato o tenuta) all’interno del proprio mazzo (scarti compresi) è il vincitore! Nulla di complicato, vero?!
Longevità? No problem, nella mia scatola trovano posto ben 500 carte stupendamente illustrate, tutte comodamente sistemate ed ordinate nell’apposito raccoglitore pensato appositamente per loro, ed usando solo 10 mazzi a partita (dei 25 disponibili) potete immaginare da soli che la longevità è garantita.
Interazione? Alcuni dicono scarsa (c’è chi mi considera un solitario…), io dico discreta, tutto dipende da quali mazzi si decide di utilizzare ad inizio partita. Tra quelli consigliati nel regolamento (che non è per vantarmi, è scritto molto bene, è chiaro e ricco di immagini ed esempi) c’è una combinazione che si chiama proprio “interazione”, ma al di là di questa, pensata e bilanciata ad hoc per farvi interagire al meglio, nulla vieta di crearvi le vostre combinazioni preferite con livelli di interazione diversi.
Strategie vincenti? Il bello sta nel “leggere” i mazzi “scorta” al centro del tavolo. Il giocatore più abile a trovare le combinazioni giuste nel minor tempo sarà sicuramente avvantaggiato. Poi c’è sempre chi si fissa sulla strategia chiamata “big money”, che si basa sul farsi un bel motore di soldi per potersi permettere tutti gli acquisti che si desidera, un po’ come nella vita reale diciamo… ma proprio come nella realtà non sempre si è premiati, soprattutto se sono presenti carte come “il ladro” che possono in qualunque momento compromettere la vostra strategia capitalista!
Ma al di là di tutto il vero rischio, giocandomi, è di farsi prendere la mano dalle le combo, vero Max?!
Quando dal mazzo iniziano a uscire carte che vanno in combinazione con altre permettendovi di pescare ancora, aggiungere più azioni, fare 2 o 3 acquisti e via dicendo, troppo spesso la goduria nell’inanellare queste combo prende il sopravvento sulla strategia e, come si dice dalle mie parti, ciau pep!
Però sai, come ho sentito dire a più persone parlando di me, il bello di un gioco come Dominion è che ti permette di divertirti anche senza costringerti a seguire degli schemi rigidi per raggiungere a tutti i costi la vittoria. In fin dei conti non sono un cinghialone di due ore... le combo sono le combo, se ti soddisfa realizzarle io sono il tuo gioco!
Quanto ti senti figo mentre snoccioli sotto gli sguardi attoniti degli avversari una sequenza interminabile di carte ripetendo per ognuna cosa ti permette di fare?!
“Allora… gioco il Mercato: più una carta. Taak. Più un’altra azione. Taak. E adesso gioco il Villaggio che mi fa pescare anche lui un’altra carta e due azioni, ecco ora con la prima azione gioco la Milizia, scartate tutti due carte, hehe, e ho anche due monete in più per il prossimo acquisto…”
Ho visto giocatori col sorriso stampato sulle labbra calare dozzine di carte, senza poi riuscire ad acquistare neanche una ducato! Ma erano ugualmente soddisfatti delle scelte fatte, e questo è quello che davvero conta!
In conclusione non saprei dire se sono un gioco “per molti ma non per tutti”, quello che so è che sono stato un gioco innovativo e che piaccio a tal punto da aver generato più di una dozzina di espansioni, una delle quali, Intrigue, è addirittura 7 posizioni davanti a me nella classifica di BGG, nella quale io occupo attualmente il 27° posto (24° tra gli strategy games).
Detto questo, se non mi avete mai provato (e ne dubito!) vi consiglio di farlo, in fin dei conti ho una durata molto contenuta, investite questi 30/40 minuti, saranno ben spesi! ;)

Alla prossima,

Dominion

giovedì 24 luglio 2014

"MIO CARO MAX… DOMINI ON ICE (tazza del cesso)”


 
Finalmente MAX! Finalmente. Non vedevo l’ora di parlar male di questo gioco.
Non vedevo l’ora di poter insultare Vaccarino, l’autore americano di questo cinquecentocartegame, dopo averlo difeso a spada tratta per Kingdom Builder.

Sì, voi che avete sputtanato quel piccolo gioiellino di posizionamento, allora io vi sputtano quel Bignamino del Nerd che è Dominion.

Dominion. Il gioco di confine. Lo spartiacque.
E’ un gioco che mi sta proprio sul cazzo, poi  vabbè ci gioco un po’ di partite sul cellulare, sulla nota versione Androminion. Ma toh, qualche partita, al cesso o sul treno, toh.

Va bene, allora, facciamo il punto.

Dominion è il troppissimo innovativo gioco di carte che ha rivoluzionato il mondo del giuoco da tavolo con il fantasmagorico sistema del “Deck-Building”, ovvero, “tipo Magic che fai il mazzo, ma mentre giochi”.
Vincitore dello Spiel des Jahres 2009, è stato il segnale che ha mostrato il fianco al premio, perché, come tutti confermano, questo non è un gioco da Spiel des Jahres, ma da quello che poi sarà il “Kennerspiel des Jahres”, cioè il premio per i giochi più complessini. Come “7 wonders”, il nuovo “Instanbul”, “Village”. Insomma, un giochetto non per gente alle prime armi.
Non che il gioco sia difficile, come tu ben sai, caro Massimiliano: ogni giocatore ha un mazzo a disposizione, che incrementerà durante il gioco, comprando altre carte da un pool, che offrono nuove monete, nuove azioni speciali, punti vittoria. Nel turno, il giocatore pescherà dal suo mazzo, giocherà azioni, comprerà e, se ha finito il mazzo, rimescola il tutto, aggiungendo le carte acquistate nei turni precedenti.
Facile facile.
Ma c’è un ma, ed è questo:

“senti, ma… la finiamo qui?”

“vabbè ma quindi?”

“vabbè, io compro il mercante eh”

[cit. svariati giocatori]

Partendo dal presupposto che Dominion non è un gioco per giocatori casuali, credo che esistano diverse tipologie di giochi “medi”. Ecco, Dominion non è decisamente un “secondo scalino” verso l’approfondimento dei titoli.
Dominion:
è un gioco molto nerd, richiama una tipologia di giochi per nerd, richiama Magic e tutte quelle cose bleeah.
È un gioco che richiede di essere strategici e non tattici, e la gente non vuole essere strategica, vuole essere tattica. Vuole vedere il risultato della scelta, non dopo tot. turni, ma appena fai la mossa.
Il gioco da tavolo dovrebbe essere sociale e invece questo antipaticissimo gioco è un antipaticissimo solitario  che ti va bene giusto se giochi contro Mario Sacchi e TeoOoh e c’è a terra la carta del “Taglialegna”. E non mi sembra giusto motivare il perché, che poi diventa un gioco divertente e non se lo merita.

Autori di giochi, vi prego, basta, basta con il deck building, basta con quelle idee che richiamano sudaticci adolescenti con le magliette dei Rhapsody, Rapsohdy, Raphsody. Non so nemmeno dove sta la acca.
Sogno un mondo del gioco da tavolo, nel quale non si debbano fare calcoli probabilistici per diventare bravi giocatori, che la fortuna non sia più uno spauracchio, che quando vinci fai “steeeecca” al perdente a fianco a te, che se stringi alleanze improprie i tedeschi e gli americani tedeschizzati s’innervosiscono, e se lo meritano pure. E no, non vorrei un mondo pieno di giochi con zombi e creature fantasy e mostri che si mazzuolano.

Insomma Max, l’hai capito che a me Dominion fa cagare? Sì?

Infatti ora vado a fare la duemilaquattrocentocinquantaseiesima partita sul cesso.
 

 
Cordialmente,
 

Benedetto

sabato 10 maggio 2014

"MIO CARO MAX... KINGDOM BUILDER E’ BELLO E TU SEI BRUTTO COME IL BATTERISTA DEI GENTLE GIANT!"


Caro Max,

oggi ti voglio parlare del gioco più bistrattato e incompreso del mondo. Oggi ti voglio parlare di quel prodotto creativo che non piace a nessuno ma che piace a me. Ci sono tante cose che piacciono solo a me e ben pochi capiscono il perché mi piacciano, e io non capisco perché non piacciono a quei ben pochi.
Il batterista dei Gentle Giant... :)
Nella musica vi sono i Gentle Giant, un gruppo progghettaro e molto khitch, almeno in apparenza. In verità sono bravissimi, mescolano stili musicali molto diversi fra loro, però con attenzione e studio, sono preparati e sanno il fatto loro. Però sono brutti e sul palco non ci stanno proprio benissimo. Brutti ma buoni.
Nel cinema, sono uno dei pochi che ritiene meglio lo Spielberg caciarone e avventuroso di Jurassik Park, piuttosto che quello mieloso e strappalacrime dei film impegnatoni hollywooddi. Vabbè ma suvvia spero che questo sia un parere più comune.
Preferisco il Tarantino delle Iene piuttosto che quello di Pulp Fiction.
Preferisco Il Tim Burton di Ed Wood piuttosto che il resto.
Per quanto riguarda i giochini, come tu ben sai mio caro Massimiliano, tendo a essere bastian contrario rispetto ai pareri dei baldi giovani del mondo ludico.
Che gusto c’è se non posso prendermela con Mario Sacchi giusto per il gusto di farlo? Che divertimento c’è se non posso creare un fronte contro il giocatore più bravo per massacrarlo e impedirgli di raggiungere la meta della vittoria? Questo puntiglioso Game Design che sta rovinando un sacco di giochi brutti per bene.
Mio caro Max, oggi ti voglio parlare di un gioco che non ha mai riscontrato i favori dei gamers per una piccola serie di piccoli nei:
-          poca interazione
-          ambientazione molto appiccicata
-          conteggio dei punti lungo e noioso per il target a cui è rivolto
-          sistema di posizionamento non immediato per il target a cui è rivolto
-          elementi casuali apparentemente determinanti
-          disposizione iniziale del gioco che può tendere ad avvantaggiare il primo giocatore
-          molto meglio giocarlo in due, già in tre o in quattro è caotico
-          grande aspettativa delusa, dato il titolo precedente dell’autore
-          particolarmente costoso!
Promette bene eh, Max? Lo vuoi provare ora, eh, Max? Max? Massimo?
Stiamo parlando del grande Spiel des Jahres 2012, e cioè di Kingdom Builder, di Donald X. Vaccarino. Povero Donald, atteso al varco dopo Dominion, e tutti a dire “il nuovo Dominion, il nuovo Dominion!”. Si narra di stand dedicati a Kingdom Builder mestamente deserti a Essen 2011. Vaccarino piangente, con in mano pugni di casette colorate di arancio smunto e beige scolorito, che dice “Datemi un’altra possibilità! Nooooo…!”
Max, questo gioco non lo conosci, ma stavolta non te ne faccio una colpa, te lo spiego con pazienza e umiltà: In Kingdom Builder ogni giocatore deve sviluppare il proprio regno posizionando casette su un piano di gioco composto da esagoni. Per ogni partita vi sono obbiettivi di gioco diversi, legati a dove e come posizionare le casette: in una partita si dovranno mettere accanto alle coste della mappa, o accanto alle montagne, o tutte staccate l’una dall’altra, etc. A turno, ogni giocatore deve posizionare tre casette su un terreno indicato da una carta pescata, in modo tale che possibilmente ogni casetta sia contigua con un’altra. Se si costruisce accanto a un edificio speciale si ottengono alcuni vantaggi (costruire casette in più, spostarle, etc.). La partita finisce al termine del gruzzolo di casette di uno dei giocatori, al che si contano i punti.
Io e a quanto pare la giuria del Pedone Rosso, gliel’abbiamo data una possibilità. Però io ho bluffato, e ho dapprima provato Kingdom Builder nella fantastica versione online su BrettSpielWelt, la più antipatica comunità di giocatori online esistente.
I vantaggi sono molteplici: il sistema ti mostra al volo dove puoi posizionare le tue simpatiche casette, ci sono suonini carini che accompagnano ogni tua mossa, ti conta i punti alla fine della partita, è gratissimissimo. Dato che la comunità di BrettSpielWelt è antipaticissima, se ti proponi di partecipare ad una partita con due giocatori presenti, ti dicono: “nah, giochiamo solo noi 2”, e quindi ci giochi solo in due, che è in effetti meglio.
Detto ciò, tutto questo discorso per dire che Kingdom Builder è nella top 5 dei miei giochi preferiti.
Sono sadico Max? Ho gusti pessimi Max? Non ne capisco nulla di giochi, Max? Secondo me qualcuno dei tuoi utenti l’ha pensato, e ora ha già cambiato canale.
Ma noi ce ne sbattiamo Maaax! Viva l’anarchia Maaaax, il blog è nostro (no va bene, il blog è tuo) e ci facciamo quello che ci pare!! (che ti pare, che ti pare, scusa Max).
Partiamo dal presupposto che Kingdom Builder è un prodotto con tante imperfezioni, alcune di esse stemperate nella versione digitale del gioco. Per me Kingdom Builder ha molti legami con un grande classicone dei giochi leggiadri e “spremi meningi ma con garbo” come Carcassonne. Anche Carcassonne non è esente da difetti analoghi: è meglio in 2, la pesca delle tessere porta quell’alea che a voi noiosi germanosi tanto non piace, alcune regole non sono facili da spiegare ai neofiti (“no lì non puoi mettere l’omino” “perché?” “perché c’è già un altro omino” “sì ma come faccio a metterlo nella stessa città?” “facendo un’altra città e poi collegandola” “quindi così?” “no, così lo attacchi alla stessa città” “mi hai rotto le palle con i tuoi stupidi giochi, Benedetto, cresci”).
Però, quelle numerose volte che ho affrontato qualche avversario di qualche altra parte del globo, e poi dal vivo (che poi l’ho comprato eh), ho sempre trovato un gran piacere a visualizzare le vie alternative in caso di malasorte, saper anticipare e prevenire i rischi, porre comunque attenzione allo stato dell’avversario, calcolare una strategia di base a seconda del terreno e delle missioni sempre diverse. E tutto ciò con due regole due eh.
Questo è un gioco che è stato principalmente azzoppato, almeno in Italia, da una difficile reperibilità, un costo veramente alto per il tipo di gioco, che sarebbe potuto facilmente rientrare in quei bei classiconi che sono così perfetti per farci i tornei amichevoli che organizzi tu alla Ludoteca, Maximus. Dovresti dargli una chance, ecco. E se non ti fidi di me, fidati di Walter Obert ( -> Link)!
Cordialmente,
 
Benedetto

mercoledì 23 aprile 2014

INTERVISTE INTERNAZIONALI - 6 DOMANDE PER: DONALD X. VACCARINO

Il gioco che ha permesso a questo Autore di raggiungere il successo è uno di quelli che hanno cambiato la storia recente dei giochi da tavolo…
Si tratta di DOMINION, il card game che ha rivoluzionato l’idea di deck building, pluripremiato titolo che ha vinto tra gli altri il prestigioso Spiel des Jahres 2009.
Il suo ideatore è lo statunitense Donald X.Vaccarino, noto anche per Kingdon Builder (anch’esso vincitore dello SdJ nel 2012).

Ecco cosa abbiamo chiesto a Donald:

(Traduzione di Lollosven)


Where were you born and what did you do before becoming a game designer?
Dove sei nato e cosa facevi prima di diventare un game designer?

I was born in Ohio. For many years I was a computer programmer. My last honest job was programming dialysis machines.
Sono nato in Ohio. Per molti anni sono stato un programmatore di computer. Il mio ultimo lavoro onesto è stata la programmazione di macchine per la dialisi.


What do you like most about your profession?
Cosa ti piace di più della tua professione?

It's a math-related creative job. I am making stuff up; some of that stuff is figuring out algorithms and simple ways to do interesting things.
The hours are great too.
E 'un lavoro creativo correlato alla matematica. Seguo diverse idee, alcune di queste sono relative ad algoritmi e a modi semplici per fare cose interessanti
E l’orario (di lavoro) è ottimo.



You have created many games, what is the one you're most fond of?
Tu hai ideato molti giochi, qual'è quello a cui sei più affezionato?

I like Dominion the best. I don't play it much these days but when I do it's still good times.
Il mio preferito è Dominion. Non ci gioco molto attualmente, ma quando lo faccio mi diverto ancora molto.





Give us your definition of game design.
Dacci una tua definizione di game design.

I'm not sure what you're looking for here. I start with some premises - a mechanic, some data, some flavor. I make a set of rules and game components - boards, cards, tiles. It's all game design. I am trying to produce a novel structured activity that ranks performance.
Non sono sicuro di quello che vuoi sapere. Comincio con alcune premesse - una meccanica, alcuni dati, un pizzico di ambientazione. Creo un set di regole e componenti di gioco - tabelloni, carte, tessere. Tutto fa parte del game design. Cerco di ottenere un’idea o una meccanica originale che possa suscitare un buon interesse.


Reveal to us your strength and your own weakness.
Svelaci un tuo punto di forza ed una tua debolezza.

I am good at broad design, at seeing ways to unify things, ways to reduce things. That mathematician thing of trying to reduce things to the fewest possible number of axioms. I am good at "outside the box" thinking, or as I think of it, at figuring out just how big the box actually is.

I am bad at convincing myself that my ideas are worth pursuing, at putting in the initial effort on a prototype. Once it's been played once and showed promise, everything else is easy.
I am bad at interacting with game companies.

Sono bravo nella progettazione, nel vedere il modo di unificare le cose, modi per ridurre le cose. Quel processo matematico  che cerca di ridurre le cose al minor numero possibile di assiomi. Mi ritengo bravo nel ragionare "fuori dagli schemi", o come lo definisco cercare di capire quanto sia grande la scatola in realtà.

Sono pessimo nell’auto convincermi che le mie idee siano meritevoli di continuare, a impegnarmi nello sforzo iniziale su un prototipo. Una volta che è stata giocato la prima volta e ha dimostrato di essere promettente, tutto il resto è facile. E non sono per nulla bravo nell’interagire con le case editrici.


Future plans and dreams?
Progetti futuri e sogni nel cassetto?

I am always working on new games. I have no big plans otherwise.
Sto sempre lavorando su nuovi giochi. Non ho grandi progetti per il resto.


Donald X.
 

Donald, thank you very much for your patience and kindness!