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lunedì 2 dicembre 2013

UN GIOCO ANTICO DAL SAPORE MODERNO



Premessa:

L'argomento che vorrei proporvi oggi è un po' particolare, quasi border line per quanto riguarda i giochi da tavolo; vi parlerò di un gioco che personalmente definisco "il Magic degli anni 80/90", all'epoca era infatti un fenomeno assai diffuso, almeno nella bassa novarese!
I ragazzi che frequentavo allora lo giocavano praticamente ovunque: alle scuole superiori, al bar, in vacanza e persino con i genitori!! Sebbene in quel periodo nessuno di noi avesse ancora sviluppato la cultura del board game, quel gioco aveva un non so che di affascinante, di irresistibile, una partita tirava l'altra... un vero e proprio gioco antico ma dal sapore moderno, un precursore degli attuali card games!

Questo gioco vanta origini antiche, databili addirittura alla fine del 1500.
Pare sia nato nei Paesi Bassi e si sia diffuso in Italia grazie ai francesi. Tuttavia con il passare del tempo ha subito variazioni tanto profonde da poterlo considerare un gioco italiano a tutti gli effetti.
In particolare la variante di cui ci occuperemo si gioca in 5 giocatori con un mazzo di 40 carte di semi italiani o francesi.
Se non conoscete questo gioco e vi soffermate ad osservare una partita di BRISCOLA CHIAMATA probabilmente non ci capirete un granché. Non ci si capacita del perchè si debba giocare una partita di briscola in cinque, né quali siano le squadre in gioco, ma soprattutto non si riesce a comprendere come funziona la fase d'asta all'inizio del gioco.
Un gioco davvero singolare la BRISCOLA CHIAMATA (o BRISCOLA IN CINQUE o BRISCOLONE).

Si svolge scommettendo su un numero di punti che si pensa di portare a casa, si vince grazie a un socio che resta nascosto fino quasi alla fine della partita, si gioca tre contro due o quattro contro uno, ma nessuno dei cinque sa di chi si può fidare… fino all'ultima mano.
Le regole sono semplici ma il gioco ha una grandissima profondità:
le squadre si formano dopo che sono state date 8 carte a testa, e la scelta la opera colui che ha vinto l'asta.

Chi vince infatti dichiara:
A) che vincerà superando 60, 80 o 100 punti, B) il seme di briscola e C) chi sarà il suo socio, anche se lui stesso non sa chi è, poichè il suo socio sarà il segreto possessore della carta di briscola da lui chiamata.
L'asta serve proprio a questo.
A seguito della distribuzione delle carte, ogni giocatore analizza la sua mano e cerca di capire se è in grado di vincere la partita UNO contro quattro (nel caso in cui un giocatore sia fortissimo in un seme può infatti decidere di “chiamarsi in mano”) o due contro tre, decidendo il seme di briscola.
A turno ogni giocatore quindi chiama la carta che gli manca per vincere al punteggio dichiarato.

Il giocatore successivo può chiamare una carta più bassa di quella dichiarata dal giocatore precedente, come a dire "ok, io credo di essere più forte di te, e quindi se a te serve un compagno che abbia il 7, a me per tentare di vincere basta un compagno che abbia il 5, perchè le altre carte alte le ho già tutte".
Nel caso in cui due giocatori arrivino a chiamare il due (a differenza delle altre carte infatti, se un giocatore chiama il due, anche il successivo ha diritto di chiamare il due, andando così all'asta a punti), si va allo spareggio nella seconda fase di asta, in cui i due dovranno sfidarsi dichiarando il punteggio che dovranno portare a casa per vincere la partita.

Vince la squadra che supera il punteggio dichiarato in fase d’asta. Se a vincere sono il Chiamante e il Socio, il primo guadagna +2 punti, il secondo +1 punto, mentre gli avversari hanno -1 punto. Se vince chi si è chiamato in mano ottiene +4 punti, mentre gli avversari hanno -1 punto a testa. Se a perdere sono il Chiamante e il Socio, al primo vanno -2 punti, al secondo -1 punto, mentre gli avversari hanno +1 punto. Se perde chi si è chiamato in mano ottiene -4 punti, mentre gli avversari hanno +1 punto a testa.

Questa è, in breve, la BRISCOLA CHIAMATA.

Ho deciso di parlare di questo gioco di carte (o dovrei chiamarlo card game?!) poiché lo conosco e lo gioco ormai da trent’anni e, a onor del vero, posso tranquillamente affermare che non ha nulla da invidiare a nessun moderno card game… grafica a parte ovviamente! :)
In pochi possono infatti vantare ingredienti come bluff, segretezza, suspance e tattica tutti in unico prodotto! Senza dimenticare quanto siano fondamentali buona memoria e grande spirito di osservazione.
In definitiva un gioco completo e molto soddisfacente se giocato con cognizione e soprattutto con la compagnia giusta!
Un gioco asimmetrico che si gioca prevalentemente 2 contro 3 o addirittura 1 contro 4, e la cosa affascinante è che solo il “chiamante” sa veramente se sta per giocare una partita con l’aiuto di un socio o solo contro tutti!
Anche il giocare da “socio” è un’esperienza davvero stimolante: bisogna dare segnali al chiamante per farsi riconoscere ma, allo stesso tempo, questi segnali non devono essere troppo espliciti per evitare di essere scoperto troppo presto dai 3 “compari”.
L’asta per aggiudicarsi la chiamata è senz’altro il fulcro del gioco e l’esperienza gioca davvero un ruolo fondamentale in questa fase… CHIAMARE, PASSARE o mettersi nelle condizioni di FARSI CHIAMARE? Questo è un gioco che impone scelte importanti dall’asta iniziale fino all’ultima mano di gioco.
Concludo lasciandovi una peculiare definizione nella quale mi sono imbattuto spulciando qua e là nel web per stendere questo articolo; una definizione che calza a pennello per questo fantastico gioco e ne esalta alcune caratteristiche sociali che a pochi verrebbe in mente di prendere in considerazione:

"
La Briscola Chiamata non è solo un gioco di carte.
È una metafora sociale che prevede un tiranno (il Giaguaro), un popolo in subbuglio (i tre Compari), un infame nascosto tra il popolo per mantenere l'ordine costituito (il Socio). Il Socio è la figura più affascinante e terribile mai comparsa sul tavolo verde. Se fa bene il suo lavoro divide gli animi, fomenta la lotta fratricida, spinge il debole contro il debole e sotto il giogo del forte. Se lo fa male finisce sbeffeggiato, coperto di pece e di piume tra gli sputi degli insorti. Ma come sa chi pratica questa disciplina, spesso la partita è persa in partenza: al Giaguaro bastano poche carte giuste per soffocare i disordini nel sangue. Servono calcolo, coraggio e culo per il successo della rivoluzione".


Beh, se non avete mai provato l’ebrezza di giocare una partita a BRISCOLA CHIAMATA, spero proprio che questo articolo vi abbia messo addosso la voglia di farlo! Se non riuscite a giocare una partita dal vivo (cosa che consiglio sempre caldamente!) esistono molti siti o applicazioni che vi permetteranno di provare questo coinvolgente gioco di carte che, a dispetto del fatto che ha più di 500 anni, potrebbe essere giocato tranquillamente in Ludoteca senza assolutamente sfigurare di fronte ai moderni card game!

Non siete ancora convinti? Leggete allora il commento che il maestro Marco Alberto Donadoni ha regalato ai lettori di Idee Ludiche riguardo questo intrigante gioco:

“Briscola chiamata: si, credo di avere già scritto da qualche parte che è uno dei giochi che reputo più divertenti ed intriganti in assoluto.
Per un sacco di motivi.
Perché innanzitutto è un mix perfetto, come hai scritto bene, di strategia e di intuizione. C’è la briscola, che non dimentichiamo poi sarebbe la base popolare del bridge, e il bridge è notoriamente un gioco di grande calcolo e memoria. C’è il bluff, forse ancor meglio del poker (di quello che si fa con le 5 carte in mano, magari giocando anche lì in 5, roba da Wild Bill Hickok, non quello dei giòvini di oggi, roba per fighetti da televisione). C’è che piaceva tanto anche al grande Dossena, e a Randolph, che infatti col Colovini ci ha costruito un gran bel prodotto che ha poi chiamato Inkognito. E poi perché era il gioco preferito dei post pranzi in International Team, in quel glorioso tempio di Mazzo di Rho.
Forse per tutte queste ragioni è uno dei giochi che uso, magari un po’ elaborato, nei miei corsi sulla comunicazione, sulla capacità di approccio al rischio e sul problem solving.
Un gran bel gioco, sul serio”.

 
 
fonti:
 
 
 

domenica 28 aprile 2013

VEGETABLES, IL CARD GAME MATEMATICO DI DANIELE FERRI




Daniele Ferri da Ferrara, una persona che non passa inosservata!

Espressione sorridente e modi affabili sono le armi che usa per farti sedere al suo tavolo, ed una volta li non si può resistere al fascino dei suoi giochi… una partita tira l’altra!

Ma chi è Daniele Ferri? E quali sono i suoi giochi?

Scopriamolo insieme in questa intervista che l’autore di VEGEtables ha concesso a Idee Ludiche:


Daniele Ferri a Ludica Milano 2013

Daniele, raccontaci di te e di come è nata la passione per il mondo dei giochi.

Sarò moplen. Sono nato nel secolo, ma che dico, nel millennio scorso! E il mio anno è lo stesso del numero di case di una scacchiera. Da 6 lustri mi occupo di informatica, ma solo perché mi piace giocare coi computer. Da ¼ di secolo divido il cammino con moglie e figlia, che sopportano la mia ludopatia, di cui assorbii i germi in seconda elementare quando mi venne regalata la prima scacchiera, esplose viralmente ai tempi di “Gradara Ludens” ed è tutt’ora nel pieno dell’infezione.


Come e dove nasce l’idea VEGEtables?

Da un’insana passione per i giochi di carte. Quelli veri, intendo. Sai com’è, oggi ci sono una quantità impressionante di “giochi CON le carte” (e non li nomino per non farmi dei nemici “a gratis”) che però non hanno nulla spartire con quelli che intendo io. Io volevo un gioco di stampo “classico”, che mettesse alla prova le capacità di calcolo, di memoria e di analisi della situazione corrente, come si fa nel Bridge, nella Briscola e nei mille altri titoli che potrei citare.

Da quanto tempo ti stai dedicando a questo progetto?

VEGEtables sta per arrivare al primo compleanno. E in questi dodici mesi mi ha fatto fare parecchia strada (Lucca, Milano, Roma, solo per citare le più importanti in Italia) anche se la soddisfazione maggiore arriverà ad agosto. Dopo aver presentato VEGEtables alla edizione 2012 del Mind Sports Olympiad di Londra (dove mi hanno passato al microscopio per 4 giorni), domenica 25 agosto 2013, alla 17a edizione del MSO, si terrà il “torneo introduttivo” di VEGEtables, per saggiarne il gradimento e, speriamo tutti, farlo diventare Disciplina Ufficiale dal 2014. Un incrocio di dita è d’obbligo.

E quanto al compleanno, è fissato per domenica 16 giugno un evento speciale: il torneo dei Masters, riservato ai vincitori di uno dei tornei del primo anno. Si svolgerà in località segreta (che raggiungeremo tramite pullman) e ci sarà un Open per gli accompagnatori, intervallato da pranzo all together. Puoi venire, se ti va…

sequenza di carte di VEGEtables

Oltre a VEGEtables so che hai ideato anche un gioco molto intrigante che si chiama Estrema Sintesi…

Avrai notato la citazione nella mia prima risposta.

“Estrema Sintesi” nasce dalla mia passione per l’enigmistica e i giochi di parole in generale. Mi sono divertito a “zippare” il testo di una trentina di pietre miliari della storia della musica italiana offrendo, nello spazio di un biglietto da visita, l’Estrema Sintesi delle parole delle canzoni. Ti regalo un piccolo esempio inedito.

“Davvero non capiamo come si esprime il grosso rettile”

Carino, eh?

Da cosa è dipesa la scelta di autoprodurti? 

Autoprodursi è quasi una tappa obbligata. Quando ho visto il gradimento del prototipo di VEGEtables ho pensato che sarebbe stato carino che esistesse un gioco col mio nome sopra.

Quindi ho iniziato, probabilmente sbagliando, a bussare alle porte di chi produce giochi, ricevendo la classica risposta: le faremo sapere.

Mi sono stancato in fretta di questo atteggiamento, e grazie al contatto di Angelo Porazzi, mi sono recato a Turnhout, in Belgio, al Q.G. di Cartamundi, dove ho preso gli accordi per la produzione, e dopo qualche mese le mie carte erano una realtà.

Ma una precisazione è importante. Bisogna essere certi della bontà del proprio prodotto. La mia formazione ludica di stampo prettamente classico (scacchi, dama, go, backgammon, bridge e potrei continuare) mi ha permesso un approccio altamente critico nei confronti della mia creazione. Sapevo quali ne fossero i difetti e li ho rimossi. So quali sono rimasti e li ho nascosti così bene che nessuno li ha ancora trovati. Il gioco è matematicamente inattaccabile: non può bloccarsi nemmeno giocando in modo illogico.

Hai progetti futuri in cantiere?

Arriverà un altro gioco di carte. Top Secret, ovviamente.

Come fu per VEGEtables ho prima creato la base del gioco con le normali carte francesi, l’ho proposto agli amici raccontando che avevo trovate le regole sul web e ho misurato in diretta il gradimento. E mi sono convinto per partire anche con questa avventura.

Sono in attesa delle prime bozze grafiche e se sarò fortunato avrò il primo prototipo presentabile in anteprima assoluta a “Paris est ludique” (22-23 giugno)!

Buono a sapersi  Daniele! Allora prima di salutarci non possiamo che farti un grosso in bocca al lupo per la realizzazione del tuo nuovo progetto!

Non vediamo l’ora di scoprire cosa ci riserverà questo eclettico autore, capace di spaziare dal campo della matematica a quello dell’enigmistica con semplicità e naturalezza, ma sempre mantenendo i suoi giochi ad un livello fruibile a tutte le tipologie di giocatori!

Continua così Daniele!

Max_T­