In questi ultime settimane
la mia collezione si è arricchita di un buon numero di titoli.
Di qualcuno ne abbiamo già
parlato (Heimlich & Co, Tzulan Quest, Phalanxx...), degli ultimissimi però
non ho ancora trovato il tempo di scrivere una vera e propria
recensione, per cui ho pensato di compattare in un unico articolo le mie
prime impressioni su di loro.
Con calma, spero durante
le vacanze natalizie (che, per esigenze lavorative, non mi godrò a
Dicembre a ma a Gennaio) riprenderò il discorso dando a ciascuno di
loro lo spazio che merita.
Il giocone da cui
incomincerei è La Festa per Odino.
Attesissimo titolo di Uwe Rosenberg per 1-4 giocatori, uscito ad
ottobre e arrivato tra le mie braccia meno di un mese fa nella sua
edizione italiana, curata da Cranio Creations.
Prima impressione ottima!
Non un capolavoro
assoluto, ma uno dei migliori Rosenberg da me provati.
Titolo
decisamente corposo ma meno complesso di quanto si possa pensare.
Al momento ho all'attivo
una partita in solitaria e una in due giocatori e vi assicuro che in
entrambe le modalità gira che è un piacere. Il solitario è
perfetto per impratichirsi a dovere con le meccaniche di gioco e
testare le più svariate strategie, e vi assicuro che le vie da
provare sono innumerevoli. Sicuramente la sensazione è che giocato
in 3-4 persone non possa che migliorare, poiché in due l'interazione
è pressoché nulla e ognuno riesce bene o male a fare tutto ciò che
si propone di fare, mentre in più giocatori qualche azione può
essere preclusa da chi gioca prima di noi.
Confermo il dejà vù
riguardo qualche titolo già ideato in precedenza dall'Autore, ma in
Odino, a mio parere, l'amalgama è ben riuscita e dissento da quanti
dicono che le meccaniche sono troppe e troppo slegate tra loro.
![]() |
| L'immensa scatola di Odino |
Il regolamento è ben
scritto e scorre fluido, ricco di esempi e di appendici
chiarificatrici. Tante pagine ma per nulla pesanti da digerire.
Insomma, aspettando di
provarlo in 3 o 4 giocatori, per me questa Festa per Odino è un Sì
sotto tutti gli aspetti.
PS: tenetelo d'occhio, al
momento in cui scrivo ha una media voto di 8,5 ed è già al numero
132 del rank di BGG (50 negli strategy game...), un nuovo Cinghialone
da top ten sta arrivando ;)
Il
secondo gioco è Nottingham,
sempre un titolo di Rosenberg ma datato 2006, forse uno
dei meno noti dell'Autore tedesco ma assolutamente meritevole di
menzione.
Nelle pause pranzo al
lavoro lo abbiamo letteralmente divorato, giocandolo praticamente
sempre nell'ultimo mese.
Filler “ad ampio
spettro” (2-7 giocatori, 30/45 minuti di durata), Notthingam è
costituito solo da un mazzo di 110 carte, una mini-board e qualche
puzzillo. Questo gioco fa dell'interazione tra i giocatori la sua
principale prerogativa.
Le regole sono
semplicissime, l'unica difficoltà, se così si può chiamare, sta
nell'imparare gli effetti delle sette differenti carte che compongono
il mazzo.
Brevissimamente: lo scopo
del gioco è formare set di carte da scartare in cambio di PV. Il
giocatore di turno gira la prima carta da un comune mazzo di pesca e
decide se prenderla in mano o attivarne l'effetto, scambiandola in
vari modi con quelle in mano agli altri giocatori. La board serve solo per marcare
gli spostamenti che lo Sceriffo di Nottingham effettua ogniqualvolta un
giocatore totalizza PV. La partita termina quando lo Sceriffo ha
percorso tutte le caselle della mappa e torna a quella di partenza.
Chi ha più PV è il vincitore.
![]() |
| Il contenuto di Nottingham |
La partita, dopo i primi
turni nei quali chi non ha mai giocato si dedica allo studio delle
varie carte, acquista solitamente un buon ritmo e il gioco si
trasforma in una corsa a chi per primo riesce a calare i set più
ricchi. Ovviamente gli sgambetti sono all'ordine del giorno e non è
per nulla facile completare i set più remunerativi.
Unico neo di questo
divertente family è la grafica piuttosto infantile, ma diciamo che
nel contesto del gioco non crea problemi (se non alla vista!).
Promosso anche lui, una piacevole sorpresa ;)
E veniamo all'ultimo
acquisto in ordine di tempo: Imhotep,
astrattone molto ben ambientato nell'antico Egitto, che fa dei
materiali uno dei suoi punti di forza.
Questo è un titolo
davvero piacevole da vedere e da giocare. Purtroppo è quello dei tre
che ho giocato meno, ma le occasioni per riproporlo sono sicuro che
non mancheranno, visto l'entusiasmo con il quale è stato accolto alla prima partita in 4 giocatori.
Anche qui troviamo molta
interazione tra i partecipanti che, spostando splendidi cubettoni di
legno (rappresentanti blocchi di granito) tramite barche, cercano di
portarli ai 5 siti di costruzione disponibili e piazzarli per
ottenere punti immediatamente, a fine turno o a fine partita, in base
a dove e come li posizionano.
I giocatori possono
decidere di effettuare solo 1 tra le 4 mosse possibili che hanno a
disposizione ad ogni turno, una scelta apparentemente semplice che
però apre tante opzioni tra cui scegliere, la prima delle quali è,
ovviamente, fare punti o impedire agli avversari di farli?
Gioco decisamente
interessante che, in base a come ci si approccia alla partita, potrebbe favorire casi di paralisi d'analisi. Ma niente paura, la partita si
sviluppa su solo 6 turni, quindi la durata raramente dovrebbe
superare i 45 minuti.
Il regolamento ben scritto e semplice da trasmettere ai giocatori fa di Imhotep un gioco adatto un po' a tutti; la rigiocabilità sembra molto alta, grazie anche al fatto che le tessere sito sono giocabili su entrambi i lati (per la prima partita si consiglia il lato "A", leggermente più intuitivo, ma già dalla seconda ci si può sbizzarrire a utilizzare altre combinazioni).
Per ora l'impressione è estremamente positiva, ma anche in questo caso saprò essere più preciso dopo aver giocato qualche patita in più.
Il regolamento ben scritto e semplice da trasmettere ai giocatori fa di Imhotep un gioco adatto un po' a tutti; la rigiocabilità sembra molto alta, grazie anche al fatto che le tessere sito sono giocabili su entrambi i lati (per la prima partita si consiglia il lato "A", leggermente più intuitivo, ma già dalla seconda ci si può sbizzarrire a utilizzare altre combinazioni).
Per ora l'impressione è estremamente positiva, ma anche in questo caso saprò essere più preciso dopo aver giocato qualche patita in più.
![]() |
| I meravigliosi cubettoni di Imhotep |
Ora mi rimane da provare
solo Agamemnon, un gioco per due giocatori
della Osprey Games, che dopo la lettura del regolamento e la visione
dei materiali, pare essere un titolo molto tattico, che ricorda
vagamente, almeno nella pesca delle tessere, Samurai di Knizia...
Acquistato principalmente
per l'eleganza della confezione e l'ambientazione per me irresistibile (ahimè assolutamente
posticcia, non che non lo sapessi, ma la guerra di Troia è sempre la guerra di Troia...), per ora non ha trovato spazio né in Ludoteca né in
pausa pranzo... povero Agamemnon, proporre un titolo da due giocatori in mezzo a tanta gente non è mai facile, dovrò impegnarmi affinché non si riveli “solo”
un acquisto compulsivo.
Volontari?!
Volontari?!
Max_T



