.

.
.
.
.
.
Visualizzazione post con etichetta GiochiX. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta GiochiX. Mostra tutti i post

sabato 19 marzo 2016

THE VAMPIRE, THE ELF AND THE CTHULHU: GENIALE TRIPLA AMBIENTAZIONE PER IL NUOVO CROWDFUNDING DELLA GIOCHIX

Per chi non lo sapesse il 31 marzo partirà la campagna di crowdfunding di The Vampire, The Elf and The Cthulhu (noto anche con l’acronimo VEC), un nuovissimo titolo proposto dalla vulcanica Giochix di Michele Quondam.
Online è possibile scaricare la versione Print&Play ed il regolamento in lingua inglese, che ad una prima lettura appare molto intrigante.
Confesso che, nonostante abbia già stampato e ritagliato le carte, letto più volte il regolamento e predisposto già cubetti e puzzilli, ahimè non sono ancora riuscito a trovare il tempo di completare una partita :(
Ma siccome secondo me il gioco merita, ho deciso comunque di parlarvene e, come nella tradizione di Idee Ludiche, per farlo mi sono fatto dare una mano dall’autore Luca Ricci in persona e dalla Giochix!
Ma prima di sentire cosa hanno da raccontarci i nostri ospiti, ecco una breve panoramica di The Vampire, The Elf and The Cthulhu:
VEC è un card game strategico della durata approssimativa di 40/50 minuti in cui i giocatori (da 2 a 4) vestono i panni di grandi scrittori riuniti in un’unica stanza con l’intento di scrivere un nuovo avvincente romanzo.
Ad ognuno viene assegnato un obiettivo segreto riguardante la struttura del romanzo finale.
Ogni scrittore deve quindi “sgomitare” per riuscire a piazzare il proprio personaggio al centro della storia che andrà pian piano prendendo forma: ci sarà chi proporrà come protagonista l’unico anello, piuttosto che vampiri assetati di sangue o il terrificante Cthulhu. 
Il tutto si concretizza attraverso un meccanismo ad asta grazie al quale i romanzi di ogni giocatore si creeranno man mano con il passare delle azioni.
Raccogliere le idee però non basta, ognuno dovrà battersi (sfruttando l’apposita azione) con gli altri giocatori per riuscire ad inserire la propria carta al punto giusto del romanzo ed avere l’inchiostro speciale per potersene prendere il merito ai fini dei punti vittoria.
Ogni azione verrà fatta con una forza che aumenta progressivamente in base alla bravura dello scrittore nel raccogliere idee coerenti (il potere di ciascuna carta ha una forza variabile, questa si misura in base a quante carte della stessa 
natura ci sono nel display del giocatore - Vampiro, Elfo o Cthulhu - moltiplicato per il numero di carte con la stessa tematica - Avventura, Sentimentale, Guerra, Drammatico, Comico -). 
Il mio P&P
Il gioco termina quando 4 carte vengono inserite nel romanzo (al centro del piano di gioco). A questo punto i giocatori scoprono i loro obbiettivi e conteggiano i punti vittoria: lo scrittore che si sarà dimostrato più fedele alla propria trama sarà il vincitore del gioco.
Come vedete questo titolo ha una particolarissima ambientazione che mi ha subito colpito ed affascinato tanto che non ho resistito alla tentazione di saperne di più.
Grazie alla squisita disponibilità di Chiara Spagnoletto, Project Manager Junior dell’azienda romana, ho potuto mettermi in contatto con l’autore Luca Ricci ed ecco cosa ci ha raccontato :)

Ciao Luca, conosciamoci meglio, raccontaci brevemente di te e di come ti sei avvicinato al mondo dei board games.

Ciao a tutti, ho 44 anni sono laureato in economia e commercio e vivo a Tivoli cittadina a pochi Km da Roma. Fin da bambino ho giocato con i classici giochi da tavolo ma la grande passione è iniziata a circa 20 anni con il g.d.r. e il gioco di miniature di Martelli da Guerra (Warhammer Fantasy Battle) e con la partecipazione alla Cirith Ungol un’associazione ludica tiburtina.
Finita l’avventura con questa realtà, ho conosciuto la “Reindeer Corporation” un’associazione ludico culturale di Roma che si prefigge la diffusione del “gioco intelligente” e ormai da diversi anni ne faccio parte attivamente.
Attraverso le Renne, questo è il nome con cui ci chiamano comunemente, oltre ad entrare in contatto con ragazzi fantastici, ho anche conosciuto una miriade di giochi da tavolo di tutti i tipi e almeno un paio dei migliori autori italiani ora in circolazione, per cui la passione per questo tipo d’intrattenimento è cresciuta a dismisura e con essa la voglia di creare qualche cosa di proprio.

Da quanto tempo ti stai dedicando alla realizzazione di giochi da tavolo?

Ormai sono almeno tre o quattro anni che mi dedico con impegno più o meno costante alla realizzazione di prototipi di giochi da tavolo di tutti i tipi.
Oltre a VEC, ho un paio di altri progetti in cantiere che speriamo riescano a vedere la luce.
Il mio prossimo desiderio è cercare di realizzare un gioco di piazzamento e gestione risorse che presenti elementi di novità e una durata contenuta.

Parlando di VEC, dove hai tratto l’ispirazione per un’ambientazione tanto particolare?

Il gioco era nato in uno scenario fantasy horror più classico, parlandone con l’editore, però, abbiamo pensato che un’ambientazione basata sulla contaminazione tra i vari generi letterari che più mi appassionano potesse essere divertente.
Creare storie in cui un nano o un elfo si ritrovano nel castello di un vampiro per combattere un cultista di un “grande antico” può essere una sfida divertente anche per il più grande “narratore”.
Sta a voi quindi mettere in moto la vostra strategia per inserire le carte che vi faranno vincere la partita di VEC con una storia sempre diversa.


Ed ora proseguiamo la nostra chiacchierata rivolgendo qualche domanda anche a Giochix: decidere di produrre un gioco non è mai così banale, cosa vi ha colpito dell’idea di Luca?

Il sistema di gioco creato da Luca era molto duttile, rapido e intrigante. Inoltre era molto funzionale alle modalità di sviluppo che adottiamo per i nostri giochi. Qualche semplice accorgimento è bastato a conferirgli il “Giochix flavour”, quelle caratteristiche che rendono i nostri giochi riconoscibili all'interno di un'offerta che si fa sempre più ampia: l'impiego mai banale dei componenti, la molteplicità di scelte, stimolo alla ricerca di valide strategie e corretti ragionamenti che trovano sempre il giusto premio all'interno del gioco.

A chi si rivolge VEC? Quali sono i suoi punti di forza?

VEC è un gioco leggero per gamers. Ci teniamo a sottolineare che non è uno storyteller, ma un gioco di combo e strategie. Come tutti i giochi Giochix è pensato per i giocatori di alto livello alla ricerca di un titolo dal gameplay stimolante, nonostante si tratti di un titolo leggero e rapido. La semplicità delle regole permette ai giocatori di concentrarsi sulle innumerevoli combinazioni possibili tra le diverse carte, fornendo così profondità al gioco, rigiocabilità e longevità. Le strategie vincenti si moltiplicano all'infinito per adattarsi alle situazioni di gioco sempre mutevoli e per capovolgere le sorti della partita in ogni istante. Ogni mossa, per quanto potente possa essere, ha sempre una valida contromossa che l'avversario può mettere in atto.

Concludendo, volete darci qualche anticipazione sui progetti futuri della Giochix? :)

Dopo VEC sarà il turno di Virus. Uno di quei gioconi tosti per gamers di Michele Quondam ispirato ai film della saga di Resident Evil. Trovate la pagina di presentazione sempre su Giochistarter. Poi sarà il turno di Mare Nostrum in versione italiana, subito prima dell'estate, e stiamo preparando anche Principi del Rinascimento, la cui nuova edizione, anch'essa in lingua italiana, sarà disponibile all'incirca per lo stesso periodo. Nel tardo autunno sarà il turno del tanto atteso Tales of the Arabian Nights in versione italiana. Ovviamente ci sono anche molti altri progetti in ballo e alcune sorprese che sveleremo soltanto a tempo debito!


Grazie mille a Chiara, Luca e alla Giochix tutta per la disponibilità.
Ci tenevo a parlarvi di VEC prima della fiera di Modena perché, nonostante non sia riuscito ancora a provare come si deve il P&P, per quel che mi riguarda son convinto che questo titolo meriti davvero molta attenzione e, visto che alla Play ci sarà la possibilità di provarlo, beh, credo che un posto nella lista delle novità da provare VEC se lo meriti proprio! ;)



Max_T


PS: e se lo proverete fatemi sapere se ci ho visto giusto! :D

lunedì 9 novembre 2015

THE FOREIGN KING, QUANDO NELLA BOTTE PICCOLA C'E' IL VINO BUONO

Un mesetto fa, spulciando tra le decine e decine di pagine che BoardGameGeek dedica alle nuove uscite della (appena trascorsa) fiera di Essen mi sono imbattuto in The Foreign King, un piccolo titolo per 2-4 giocatori ideato da Javier Garcia ed edito dalla Giochix.
Uso il termine piccolo non a caso, la confezione misura infatti solo 185 x 125 mm ed è alta 40 mm, dimensioni che richiamano immediatamente quelle di un card game ma che, in realtà, nascondono un ottimo gioco di maggioranze e controllo del territorio ambientato nel Belgio di inizio ottocento (Belgium 1831 era il primo titolo del gioco uscito nel 2010), durante la rivoluzione industriale che lo porterà a trasformarsi da stato rurale ad industrializzato.
Il che si traduce in una board, token di cartoncino e tanto legno (in questo caso non cubetti ma tondini)!
Un titolo con queste caratteristiche non poteva certo mancare nella mia collezione!
Come sapete quest’anno ad Essen non ci sono andato, ma mi sono fatto portare a casa The Foreign King (in compagnia, tra l’altro, di The King is Dead) dagli amici della Ludoteca Galliatese.
Da quando l’ho ricevuto ho giocato svariate partite in 2, 3 e 4 giocatori e devo dire che ogni partita mi ha sempre lasciato un senso di soddisfazione: setup veloce, regole semplici ed assimilabili in pochi minuti, pochissimo ingombro, ottima scalabilità e... cattiverie dietro ogni angolo.
Ma andiamo con ordine.
Le ridotte dimensioni della confezione nascondono un contenuto ricco e ben curato (4 pedoni giocatore più uno per il Re, 64 dischetti in 4 colori, un indicatore PV per il Re, 5 fabbriche tessili e 5 metallurgiche, 9 Medaglie Reali e 21 monete di cartone).  Il regolamento scritto in 5 lingue è molto chiaro e lascia poco spazio a dubbi interpretativi e se non bastasse abbiamo anche numerose schede riassuntive molto utili per le prime partite.  
Il setup occupa non più di 3 minuti e consiste nel piazzare la board rappresentante le province del Belgio e dintorni al centro del tavolo, a lato di questa si accantonano da una parte le 9 Medaglie Reali che premieranno chi costruirà più fabbriche e dall’altra le monete della Banca;  si distribuiscono ad ogni giocatore un pedone e tutti i tondini lignei del proprio colore (uno dei quali viene piazzato sulla casella “zero” del punteggio ed uno sulla track dell’ordine di gioco) e a partire dal primo di turno anche 5 monete (Franchi) che andranno aumentando di una per ogni giocatore successivo; si posiziona il tondino bianco del Re sulla casella numero 30 del punteggio ed il suo pedone sul ritratto in alto a sinistra nella plancia; siamo pronti a partire. 

Ad ogni turno i giocatori potranno scegliere una sola azione tra le otto disponibili, una volta scelta l’azione il giocatore posiziona il proprio pedone sull’icona corrispondente e la tiene occupata fino al prossimo turno.
Questo significa che chi sceglie un’azione non potrà ripeterla immediatamente il turno successivo ed al contempo impedisce agli avversari di svolgerla finchè la occupa.
Attenta programmazione ed ampia visione di gioco nel prevedere le mosse avversarie recitano dunque un ruolo fondamentale nello svolgimento della partita.
Le azioni possibili sono chiaramente rappresentate sulla pagina dell'agenda a sinistra nella plancia e sono, partendo dall’alto:
. Fondare una fabbrica pagando 3 Franchi; si possono fondare fabbriche tessili o metallurgiche, le prime valgono 3 PV al momento dello scoring se si controlla il territorio sul quale sono costruite (e forniscono una moneta supplementare in caso di svolgimento dell’azione “Ricevere Monete”, che vedremo più avanti), mentre le seconde forniscono 6 PV. Quando un giocatore costruisce la prima fabbrica in una provincia riceve una Medaglia Reale (queste possono essere in qualsiasi momento girate a faccia in giù per ottenere un prestito di 3 Franchi dalla banca, che potrà essere saldato pagandone successivamente 4, un solo Franco di interesse non è male di ‘sti tempi!).
. Piazzare un cittadino prendendolo dalla propria riserva e ponendolo in una provincia qualsiasi del regno. Si possono piazzare più cittadini, ma per ogni cittadino oltre il primo si pagherà 1 Franco aggiuntivo.
. Spostare un cittadino da una provincia ad una adiacente o dalla plancia alla propria riserva. Per ogni Franco pagato si può muovere un cittadino in più o muovere uno stesso cittadino di più province.
Utilizzare questa azione per riportare cittadini nella riserva potrebbe a prima vista sembrare superflua, in realtà acquista importanza sul finire del gioco, quando si arriverà ad avere tutti i tondini impegnati in plancia o nel parlamento, a quel punto richiamarne qualcuno per riposizionarlo successivamente potrebbe fare la differenza.
. Piazzare un cittadino al Congresso, prendendolo dalla riserva o da una provincia. A fine partita chi avrà la maggioranza al congresso totalizzerà 3 PV, ma non solo, se un giocatore svolge l’azione “Muovi il Re”, prima di conteggiare i PV di una provincia, chi possiede la maggioranza al Congresso può spostare tutti i propri cittadini presenti al Congresso nella provincia in esame come azione gratuita. Se il giocatore con la maggioranza non vuole spostare i propri cittadini, può farlo il secondo in ordine di maggioranza. Se anche questi non vuole si prosegue con il terzo e poi il quarto.
E’ palese l’importanza strategica di accumulare cittadini al Congresso, sia per ipotecare 3 PV a fine partita, sia per la possibilità di cambiare a proprio favore le maggioranze nelle province. 
. Ricevere 3 Monete dalla banca più una moneta per ogni fabbrica tessile che si controlla, anche se “disattivata” (vedremo poi cosa significa).
. Muovere il Re da una provincia ad una adiacente (primo movimento gratuito e 1 Franco per ogni successivo). Questa è un’azione importantissima principalmente per due ragioni: la prima perché è l’unica che determina lo scoring delle province. Se la provincia da valutare contiene almeno un cittadino si assegnano i punti ed il giocatore con la maggioranza di cittadini guadagna 6 PV per ogni fabbrica metallurgica e 3 PV per ogni fabbrica tessile attive (dopodichè le fabbriche vengono adagiate su un lato e “disattivate”). Se non ci dovessero essere fabbriche attive si assegna 1 PV ogni 3 propri cittadini presenti.
In caso di maggioranze pari il giocatore che ha spostato il Re può decidere di disattivare comunque una fabbrica (perché farlo? Perché una condizione di fine partita è rappresentata dalla possibilità che tutte le fabbriche disponibili siano state disattivate).
La seconda ragione, non meno importante della prima, è che muovere il Re sulla mappa determina il contemporaneo arretramento del suo dischetto sul tracciato segna punti dello stesso numero di passi + 1. Più province fate visitare al Re e prima la partita terminerà (l’altra condizione di fine partita è che il dischetto del Re superi il dischetto del secondo giocatore in ordine di punteggio).
Come vedete questa opzione va scelta molto accuratamente soprattutto in virtù di quanto detto in precedenza sul potere “intimidatorio” esercitato da chi controlla la maggioranza al Congresso. Se decidete di valutare una vostra provincia grazie alla visita del Re dovete essere sicuri di ottenere il massimo dei punti da questa azione, il consiglio è: tenete d’occhio chi possiede la maggioranza nel Congresso e valutate se potrebbe convenirgli, con uno spostamento, superarvi nel controllo della provincia.
. Regina: questa azione è disponibile solo in partite a 4 giocatori e chi la sceglie paga due monete e svolge un’azione qualsiasi, anche una già occupata.
. Cambiare il turno di gioco è un’azione attivabile invece solo in partite a 3 e 4 giocatori. Chi la seleziona posiziona il pedone sul proprio dischetto nel tracciato dell’ordine di turno e guadagna 1 Franco dalla banca. A fine turno il giocatore cambia la posizione del suo dischetto a piacimento, spostando gli altri dischetti a desta.

Come anticipato il gioco termina non appena tutte le fabbriche disponibili sono disattivate o quando l’indicatore dei PV del Re si incontra o supera il segnalino del secondo giocatore in ordine di punteggio.
A questo punto si assegnano i punti finali: -6 PV per ogni prestito non restituito; +9 PV a chi controlla più province; +9 PV a chi ha collezionato più Medaglie Reali; +3 PV a chi ha la maggioranza al Congresso; +3 PV a chi ha più Franchi.


Concludendo, considero The Foreign King un titolo davvero valido, sicuramente godibile sia da gamers che da novizi: divertente da giocare, semplice da spiegare e di durata contenuta, tutte caratteristiche che lo rendono fruibile ad un vasto pubblico e che lo hanno fatto diventare un compagno quasi inseparabile delle mie pause pranzo ludiche :)

Tra l'altro è ottima anche la variante a due giocatori che ne introduce un terzo “virtuale”.
Quando un giocatore realizza punti, l’avversario deve posizionare o muovere dischetti di un terzo colore sulla plancia, ed ogni volta che dei punti vengono assegnati questa operazione viene ripetuta da chi non ne guadagna. Al termine della partita anche il giocatore virtuale guadagna PV, e lo fa in modo più consistente rispetto agli altri giocatori (ad esempio se controlla più province di tutti guadagna 9x2 PV!). 
Il giocatore virtuale è molto delicato da gestire, attenzione quindi ad usarlo in maniera consona, non sempre sfruttarlo per togliere una provincia al vostro avversario è la strategia migliore. Ed anche il fatto di valutare una propria provincia non è più così scontato, a volte conviene attendere piuttosto che concedere il privilegio di piazzare tondini all'avversario.


Max_T




PS: Ad Essen era possibile acquistare anche le tre espansioni (quella Ferroviaria, Cattolici Vs Liberali e Rivolte) che dovrebbero garantire un po’ più di longevità al gioco base e che, anche se personalmente non ne ho ancora sentito la necessità, mi ripropongo di inserire nelle future partite, perciò stay tuned, il capitolo "The Foreign King" non è ancora chiuso! 

lunedì 6 ottobre 2014

ZHANGUO… E NON SOLO!


link al videotutorial di ZhanGuo
African Park, uscito nel 2009, è stato il loro titolo di esordio, a seguire troviamo l’ottimo The Doge Ship (2012), quest’anno ad Essen verrà proposto ZhanGuo e a breve potremo ammirare anche lo strategico Rhein River Trade.
Stiamo parlando del fulgido percorso ludico di Marco Canetta e Stefania Niccolini, una coppia (nel lavoro e nella vita!) di Autori italiani che sta ottenendo un successo sempre crescente nel campo del game design.
Grazie all’intraprendenza di Lollo e Benedetto non ci siamo fatti sfuggire l’occasione di conoscerli meglio!
 

Ciao Stefania e Marco, grazie di aver accettato di rispondere alle nostre domande :) , per cominciare raccontateci qualcosa di voi e, soprattutto, che cosa vi ha portato a creare giochi.

Marco è di Biandrate (microscopico paese in provincia di Novara) e Stefania di Firenze e abitiamo con i nostri due figli a Fucecchio, una sorta di pacifico compromesso fra il caos della città e la morte civile della campagna. Siamo sposati nella vita e nel lavoro e abbiamo un piccolo studio di ingegneria; è però solo una copertura che permette di pagare le bollette e far la spesa al supermercato. In realtà ciò che amiamo di più fare è inventare giochi e scrivere romanzi (solo nel caso di Stefania che ne ha all’attivo già due pubblicati. Marco al massimo li legge sotto tortura).   
Prima di diventare creatori di giochi, siamo stati giocatori (lo siamo ovviamente ancora) e nel giocare abbiamo cominciato a cambiare le regole dei giochi. A quel punto avevamo due possibilità: entrare in analisi per risolvere i nostri problemi mentali o creare giochi. Per motivi puramente economici abbiamo scelto la seconda alternativa e ci è andata bene.

Cosa vi piace di più del lavoro di game designer?

Perché è un lavoro? Giocare per lavorare: cosa c’è di meglio?

Parlateci di The Doge Ship, è andato come vi aspettavate dalla progettazione alla versione finale nei negozi?

Il Doge (come lo chiamiamo noi) è stato pubblicato da GiochiX con cui avevamo già realizzato African Park. Conoscevamo perciò il modo di lavorare di Michele Quondam e del suo team con cui ci siamo trovati molto bene sin dall’inizio. Sapevamo che non ci avrebbe deluso, né per la qualità dei materiali né per la grafica. Il piccolo African Park aveva infatti delle splendide illustrazioni ed era stato in lizza per il premio Graf Ludo in Germania. Il Doge non ha assolutamente tradito le nostre attese e Lamberto Azzariti, il grafico, ha fatto un ottimo lavoro.

E di ZhanGuo, in uscita a Essen, cosa ci dite? Sembra davvero interessante, volete darci una piccola descrizione del gioco?

ZhanGuo ripercorre il periodo storico successivo al 221 A.C., data in cui il re di Qin, Ying Zheng, riuscì nell’impresa impossibile di unificare la Cina sotto un unico impero e assunse il titolo di Qin Shi Huang Di (un premio a chi riesce a memorizzarne tutti i nomi cinesi). L’impero però non poteva definirsi tale fintanto che i regni annessi avessero mantenuto le loro tradizioni.
Per prima cosa l’imperatore riformò il vecchio sistema feudale e divise l’impero in province (nel gioco raggruppate in 5 regioni) e stabilì che fossero adottati gli stessi simboli di scrittura, le medesime unità di misura, in particolare le monete, e impose uguali leggi. Intanto da nord la minaccia dei barbari Hsiungnu si faceva sempre più pressante e l’imperatore diede avvio a una delle opere più ambiziose nella storia dell’uomo: la Grande Muraglia.
In ZhanGuo i giocatori impersonano la parte degli emissari dell’imperatore e devono contribuire al processo di unificazione diffondendo la stessa scrittura, leggi e monete; devono inoltre occuparsi della costruzione dei palazzi e delle opere volute dall’imperatore per celebrare la sua fama e di partecipare alla realizzare della Grande Muraglia. Al contempo però devono mantenere l’ordine nel regno evitando sommosse popolari.
Chi riuscirà a dare il maggior contributo alla causa dell’imperatore sarà il vincitore.
Il gioco, nei 5 round, è basato sulla gestione della propria mano di 6 carte. Il giocatore, infatti, può scartarle per effettuare le 6 azioni di Corte (per costruire palazzi, pezzi di Muraglia, assegnare i funzionari nei regni …) o giocarle sopra la propria player board (azione di Unificazione) per sfruttare la loro abilità nelle azioni di Corte successive. Spesso un bel dilemma. È un gioco in cui ci sono tante strategie possibili per arrivare alla vittoria, che non è mai scontata fino alla fine, anzi. 
Il gioco si presenta con un grande tabellone, 120 carte, tanti componenti di legno e con una grafica, a nostro avviso, spettacolare. Per chi compra i giochi giudicandoli dal peso o dal colpo d’occhio (come spesso fa Stefania) questo diventa un acquisto sicuro (giudizio ovviamente di parte).  

Vista la cura dei particolari storici mi viene da chiedervi se per la creazione dei vostri giochi siete soliti partire da una meccanica o dall’ambientazione.
 
Sinceramente abbiamo provato entrambi i metodi; peccato però che quando siamo partiti dalla meccanica il risultato sia sempre stato un obbrobrio di gioco abortito immediatamente. La cosa ci ha così convinto che è meglio cucire il gioco sull’ambientazione e ZhanGuo ne è un esempio.
 

Svelateci un vostro punto di forza ed una vostra debolezza.
 
Il nostro punto di forza sta nella visione che abbiamo dell’idea di gioco: Marco può essere considerato un hardcore gamer, mentre Stefania è più family (peace and love, per intendersi). In più ci sono i nostri figli che hanno un altro modo ancora di giocare. I nostri giochi alla fine sono un compromesso fra le nostre filosofie e, in teoria, dovrebbero accontentare un po’ tutti i giocatori.  
Il nostro punto di debolezza: non riusciamo a giocare senza rischiare tutte le volte il divorzio, anche quando si tratta di semplice playtest. 

Siamo curiosi, a quali giochi vi piace giocare? Avete qualche preferenza sulle meccaniche?

Non abbiamo una preferenza particolare. Dipende più dai momenti e dalla compagnia. Una cosa è certa: abbiamo la casa invasa dai giochi e dovremmo iniziare a valutare la possibilità di passare all’Ikea per comprare una mensola nuova prima di trovarseli anche in bagno.

E concludiamo con un classico: progetti futuri e sogni nel cassetto?

C’è sicuramente ‘Rhein River Trade’ di Stratelibri, già annunciato e di prossima pubblicazione. Come dice il nome, si tratta di un gioco strategico di logistica e di commercio lungo il Reno (quello della Germania, non quello vicino a Bologna), la cui particolarità sta nella condivisione dei mezzi di trasporto fra i giocatori.
Poi ovviamente stiamo lavorando ad altri progetti che speriamo vadano presto in porto (incrociamo le dita).


Grazie mille ragazzi per la squisita disponibilità ed in bocca al lupo per tutti i vostri progetti!

Un saluto dallo staff di Idee Ludiche! :)