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lunedì 6 aprile 2015

REMO CONZADORI E IL SUO GAME OF CROWNS, UN DIPOLMACY DA MEZZ'ORA!



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Inizialmente ho conosciuto il protagonista dell’intervista odierna attraverso il blog che gestisce, River Forge Project, un ottimo aggregatore che tratta argomenti sempre interessanti.
Successivamente ci siamo incontrati dal vivo e scambiato quattro veloci chiacchiere playtestando un gioco tra i tavoli della scorsa IdeaG, manifestazione che lo vede attivamente presente da parecchie edizioni.
Quando ho saputo che a breve sarebbe uscito un suo gioco non ho potuto resistere e l’ho invitato a fare un’ospitata nel salotto di Idee Ludiche!
Ed eccoci dunque qui a parlare di Game of Crowns e tanto altro in compagnia dell’amico Remo Khoril Conzadori!




Ciao Remo, benvenuto a Idee Ludiche!
Per incominciare conosciamoci un po’ meglio… di dove sei e cosa fai nella vita di tutti i giorni?

Ciao Max, grazie per l’invito. Sono mantovano, ma attualmente abito in provincia di Brescia. Lavoro come progettista, sviluppo apparecchiature elettromeccaniche. Sono sposato e padre di una bimba di un anno.
 

. E la passione per i board games quando inizia a farsi viva? :)

Stavo scrivendo partendo dagli inizi, ma mi sono accorto di essere arrivato a 300 parole senza aver ancora parlato di boardgame.
In breve, l’impatto fondamentale è stato a Mantova C&G nel 2006. Dopo essere stato a Lucca e averli sfiorati (in quel periodo ero più attirato dai gdr), a quell’evento ho incontrato il gruppo degli Amici Ludici che facevano divulgazione e che mi hanno introdotto a questa passione. Il primo titolo che ho giocato è stato Manila, a quanto mi dissero molto apprezzato in una fantomatica fiera dall’esotico nome di Essen. Da li è stata una strada in discesa.
 

. Io ho sempre pensato a te come ad un blogger, ti ho conosciuto grazie al tuo ottimo blog (prima River Forge, ora River Forge Project), ma adesso dovrò vederti sotto un altro punto di vista, ancora più interessante, ossia quello di Autore!  Uscirà infatti a breve il tuo Game of Crowns, edito da AEG. Spiegaci innanzitutto come si conciliano le tue due nature, quella di raccontare i giochi e quella di realizzarli.

Il fattore fondamentale è l’avere un gruppo di amici con la voglia di giocare e disponibili al sacrificio nel playtest di orrendi prototipi. Senza di loro non starebbe in piedi il blog e non avrei possibilità come autore.
Se giochiamo qualcosa di bello e interessante viene voglia di raccontarlo (infatti sul blog troverai articoli che parlano di quello che è piaciuto all’articolista e forse mai di giochi completamente bocciati), allo stesso tempo mi capita di pensare come avrei fatto io un gioco o come avrei impiegato una meccanica e quindi comincio a elaborare un’idea.
In definitiva il punto in comune tra il raccontare e l’inventare è l’aver giocato prima.
 

. Ora approfondiamo un po’, ti va di raccontarci la storia di Game of Crowns, dalla sua ideazione alla sua pubblicazione?

Il punto di partenza è stato “vorrei fare un Diplomacy che duri mezz’ora” senza averlo mai giocato proprio perché troppo lungo e fuori dai gusti del mio gruppo.
Ho sviluppato il prototipo nel 2012 e a gennaio dell’anno successivo l’ho portato a IDEAG a Torino. Le prime versioni avevano evidenti problemi e grazie ai consigli di editori esperti che si sono prestati alle prove ho collezionato una serie di consigli da elaborare nel 2013. A settembre un playtester mi ha dato lo spunto risolutivo per una delle meccaniche e a ottobre (a Essen) la AEG ha preso in valutazione il prototipo… due mesi dopo mi avevano già proposto il contratto.
L’editore ha sviluppato ulteriormente il gioco, calibrandolo sul gusto americano e modificando qualche regola. Infine la scelta dell’artista, quando ho saputo di Quidault ne sono stato felice, il suo stile è fantastico.
Il progetto ha subito qualche ritardo, inizialmente era previsto per novembre/dicembre 2014, ma dovreste vederlo sugli scaffali per giugno.
 

. Come hai accolto i cambiamenti dell'editore? Sei soddisfatto delle sue scelte o ritenevi che GoC fosse già completo ed in grado di trasmettere l'esperienza di gioco che ti eri prefissato?

Sono rimasto positivamente impressionato dal lavoro di sviluppo che hanno fatto, il gioco filava liscio così com'era ma i miglioramenti che hanno apportato ben si adattano ai giocatori che comprano AEG. Questo mi ha permesso di scoprire alcune sfaccettature del ragionamento american rispetto al mio più congeniale euro/german.
 

. Game of Crowns è il tuo primo gioco edito “con il nome sulla scatola”, ma so che ne hai realizzato anche uno per una casa editrice molto nota. Ti chiedo: è così importante avere il proprio nome sulla scatola o è gratificante anche essere pubblicati in modo “anonimo”?

La grossa differenza tra i due approcci è che nel mio primo lavoro non ho avuto controllo e margini di scelta angusti: mi è stata imposta l’ambientazione, il target, alcuni materiali e anche la meccanica base. Da li è stato un continuo muoversi in questi spazi stretti. È stato un vero e proprio lavoro a progetto. Non sono particolarmente legato a quel gioco.
GoC invece è un progetto tutto mio, quindi il nome sulla scatola ha un peso e un significato.
 


In Game of Crowns ogni giocatore prende il controllo di una delle nove nobili casate. Durante la partita i giocatori possono scambiarsi carte e favori attraverso relazioni diplomatiche o attaccando direttamente l’avversario in scontri armati. Servirà un’attenta pianificazione, attente negoziazioni e coraggiosi scontri, per sconfiggere i vostri rivali e ottenere la corona!




. Cosa ti aspetti dal futuro? Hai altri progetti in cantiere?

Ho un cassetto di idee, parecchi progetti in lavorazione e alcuni giochi pronti, qualcosa anche con coautori affermati. I tempi di valutazione sono spesso lunghissimi, anche fino a sei mesi, quindi vedremo se arriverà qualche buona notizia più avanti. Per Essen comunque verrà pubblicato un gioco sviluppato con Nestore Mangone, autore con diversi ottimi piazzamenti negli ultimi due premi Archimede.
Il blog prosegue il suo percorso, vedremo al termine del primo anno se avremo mantenuto il proposito di pubblicare almeno due articoli a settimana, dopodiché si vedrà.
 

. Bene Remo, non posso che ringraziarti per la tua disponibilità e per la piacevole chiacchierata!
Un caro saluto ed un in bocca al lupo per i tuoi progetti! :)

Grazie a te della considerazione e un saluto ai tuoi lettori.
 
Remo

6 commenti:

  1. Appena ho saputo della notizia sono rimasto sbalordito anche io! Anche io ho conosciuto il Blogger (solo virtualmente) e poi scoperto l'autore.
    Non vedo l'ora di provare il tuo gioco! Ho già letto qualcosina e mi intriga molto. Poi la grafica wow!

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    1. mi cimento come autore da ben prima di essere blogger... dopo qualche anno comincio a vedere i primi frutti :D

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  2. Risposte
    1. ehhh mi sa che ci sono finito proprio in bocca. ho già visto i primi messaggi su twitter di utenti sdegnati dall'assonanza con il gioco del trono. spero che con il tempo traspaia la volontà di un tributo a Martin e non lo sfruttare la sua notorietà.

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