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lunedì 13 febbraio 2017

LUIGI BIGIO CECCHI Vs ALAN D'AMICO: INTERVISTA DOPPIA A CURA DI ANDREA DADO


Gli Amici (quelli con la A maiuscola) si vedono nel momento del bisogno.
Andrea Dado non fa eccezione a questo detto.

Tempo fa, via WhatsApp, Dado mi butta lì un'idea: “perchè tu che fai un botto di interviste non ne fai una doppia ai due Top illustratori del momento, Alan D'Amico e Luigi Bigio Cecchi?!”
Eh, Andre”, rispondo, “l'idea è ottima, ma in 'sto periodo sono non saprei proprio come trovare il tempo per farla...”
Dai, ti aiuto io, ti suggerisco un paio di domande”.
E no Andre, mi dai l'idea, mi suggerisci le domande... non posso pubblicare qualcosa che è farina del tuo sacco!”
Allora facciamo così, faccio io l'intervista e la pubblichiamo da te, su Idee Ludiche”.

Come si fa a dire di no ad un'offerta del genere?!
E così eccovi una super intervista doppia realizzata da Andrea Dado agli illustratori Alan D'Amico e Luigi Bigio Cecchi :)


Dado: L’intento è quello di raccontare un po’ il dietro le quinte di chi i giochi da tavolo li pennella, la mano che dà il colore alle carte bianche, e che trasforma un pezzo di cartoncino in un tabellone raffigurante una città piena di mostri e case ricurve. Cominciamo col tuo curriculum. Quali titoli portano la tua firma?

Bigio: Cominciamo con i due giochi tratti dal mio fumetto: Drizzit il gioco di carte, con relative espansioni, e Drizzit gioco di ruolo, anche questo con diversi supplementi. Poi il recente Ziuq, e per finire in cantiere c'è qualche altro gioco che verrà alla luce prossimamente.

Alan: Hei! Ma sono Dopo Bigio! Lui dirà tutte le cose intelligenti e a me toccherà colmare il vuoto con banalità!
Alcuni dei giochi presenti sul mercato con le mie illustrazioni sono Kingsport Festival, Kepler 3042, Bretagne e infine Whitechapel:Dearboss dove ho realizzato sia i disegni che le miniature.
Ultimo uscito è la nuova edizione del gioco “Mercante in Fiera” per la Clementoni, mentre a PLAY uscirà “Apokalypsis” per la Raven. La lista completa la potete trovare su
BGG .
Bretagne, copertina di Alan D'Amico


Dado: Come sei passato dai tuoi lavori tradizionali alle illustrazioni dei gdt ? Eri già un giocatore o hai solo intuito che potevi ritagliarti un tuo spazio in questo settore?

Bigio: Sono due domande! Stai barando. Comunque alla prima darò una risposta ovvia: attraverso i giochi tratti dai miei fumetti. Ero già un giocatore ma questo non ha influito sul fatto che fossi chiamato io stesso a illustrare i giochi tratti dal mio lavoro come fumettista: è stato quasi fisiologico.

Alan: Son sempre stato gran un giocatore (lo sono tuttora), ho mosso i primi passi nell’universo GamesWorkshop fino ad arrivare a provare di tutto. Nella mia carriera di disegnatore ho lavorato sia nel mondo dei cartoni animati che in quello del fumetto, quando sono arrivato nel mondo dei giochi mi sono accorto che tutta la mia esperienza ludica mi aveva dato una marcia in più, e l’ho trovato doppiamente divertente!


Dado: Orde di lettori di manga bravi a disegnare si chiedono: se volessi diventare un illustratori di giochi da tavolo, quale potrebbe essere il percorso migliore?

Bigio: Non credo che esista la carriera di “illustratore di giochi da tavolo”. Il percorso è quello dell'illustratore, poi se si è bravi si viene notati da chi ha bisogno delle tue illustrazioni e coinvolti in qualche bizzarro progetto. Credo.

Alan: Concordo con Bigio, inoltre molti illustratori anche in erba con un poco di fortuna possono illustrare un gioco, ma solo chi è un giocatore e conosce il mercato riesce a specializzarsi in questo settore.


Dado: …e si chiedono anche: ma quanto si guadagna? Non rispondere "dipende", perché girano ipotesi molto fantasiose a riguardo: fai qualche esempio concreto. Di che cifre parliamo, a spanne, per un mazzo di carte con 20 illustrazioni uniche che si ripetono nel tradizionale 110 carte? E per un tabellone?

Bigio: Se la risposta che gira è “dipende” è perché le variabili, in un lavoro del genere, sono tantissime. Faccio un esempio scemo: io e Sio (per citare un illustre collega) non impieghiamo lo stesso numero di ore per creare 100 illustrazioni di un ipotetico gioco di carte. Il lavoro richiesto potrebbe includere varianti di una stessa illustrazione (vedi i lavoratori di Builders in Middle-ages, ad esempio), oppure potrebbe essere in bianco e nero anziché a colori, essere estremamente dettagliato per motivi di meccanismo regolistico, oppure lasciare molta libertà al disegnatore. Infine, le condizioni contrattuali possono cambiare da editore a editore. Ad esempio io, per i miei giochi di Drizzit, percepisco dei cospicui diritti d'autore, ma non ho chiesto compenso per i disegni. Generalizzando, si guadagna quanto si guadagna facendo l'illustratore in qualsiasi altro campo. Ecco perché la risposta giusta è “dipende”.

Alan: Concordo con quanto detto sopra, ci sono moltissime varianti se si vuole essere precisi, ma per praticità diciamo che in media un illustratore per la tipologia di gioco che hai citato non dovrebbe metterci più di 30/45 giorni.
Drizzit, bozzetto di Bigio


Dado: L'autore di un gioco rischia su meccaniche e bilanciamenti, l'editore su componenti e realizzazione. Cosa rischia un illustratore? Possiamo dire "molto poco" ?

Bigio: Eheh... sì, beh... se si attiene alle disposizioni dei game-designer, rischia poco in effetti.

Alan: Anche qua rispondo “dipende”. Il fatto è che se sei già un disegnatore con uno stile affermato, quando ti scelgono è logico che vogliono quel determinato stile, perché la scelta è stata fatta a monte dall’editore.
Nel mio caso invece non ho uno stile riconoscibile, perché mi adatto ogni volta al prodotto che devo realizzare, da quello realistico in bianco e nero per giochi Horror a quello infantile e colorato per bambini, per questo in molti casi si ragiona insieme sullo stile adatto per un’eventuale tipologia di gioco, e a volte si inventa addirittura uno stile di disegno che sia veramente unico e cucito su misura.
Esempio pratico: nel gioco “Apokalypsis” in uscita per la Raven, insieme alla Sir Chester Cobblepot si è scelto di dare un impronta grafica molto forte. Il tema del gioco è l’Apocalisse biblica e ho creato uno stile che simulasse le vetrate di una chiesa per renderlo molto diverso dalle classiche rappresentazioni “fantasy” che sono state fatte in passato. In questo caso il rischio me lo prendo anche io nella riuscita del gioco.


Dado: Ti passano il prototipo del gioco che dovrai andare a illustrare o fai tutto al buio? Credi che giocando più partite e approfondendo un po’ le conoscenze del gioco un illustratore possa illustrarlo meglio, oppure non è fondamentale?
Anteprima: Apokalipsys, grafica di Alan D'Amico

Bigio: Ehi anche queste sono DUE domande! 6D parte prima: nel caso dei giochi di Drizzit ho partecipato attivamente al processo di game-design assieme a Andrea Chiarvesio e con la supervisione dell'editore, quindi ero molto coinvolto nel progetto e ho partecipato attivamente alla creazione del gioco al di là dell'aspetto grafico, giocando anche molte partite di playtest con i prototipi. Normalmente però, questo non accade. Si ricevono istruzioni e si lavora su quelle. 6D parte seconda: è sicuramente meglio lavorare avendo cognizione di cosa si andrà a fare con il proprio lavoro, però questo richiede un investimento di tempo non indifferente da parte dell'illustratore, quindi è preferibile (almeno per me) lavorare sulle istruzioni fornite dai creatori del gioco, anche senza sapere nulla del meccanismo. Basta un'idea, insomma.

Alan: Per me è fondamentale giocare al prodotto, o almeno leggere in maniera approfondita il regolamento. E’ vero che un illustratore in molti giochi deve solo “riempire” uno spazio già delineato con i suoi disegni, ma in molti altri, l’intervento del disegnatore è molto legato agli elementi di gioco, come icone e tabelloni.
Il disegno deve essere un aiuto per veicolare bene le regole e a volte il disegnatore che conosce il regolamento, può proporre all’editore soluzioni molto più efficaci che facciano diventare il gioco più chiaro.
Un gioco ben ambientato, sia come la storia che come disegni è più facile da percepire dal punto di vista delle regole, in confronto a un gioco quasi astratto con dei bei disegni appiccicati sopra.


Dado: L’illustratore ha quasi carta bianca o l'editore in quanto finanziatore può mettere dei veti? Ti e' capitato di scartare tavole buone per altre che non ti convincevano (e che poi sono andate in stampa)?

Bigio: Altre DUE domande!
Domanda 7D parte prima: l'illustratore (almeno per quanto riguarda la mia esperienza) lavora seguendo precise istruzioni. Si ha libertà solo dove finisce l'esigenza del gioco. Magari “disegna un saloon western” non è mai un'indicazione sufficiente, occorre sapere dove finirà questa illustrazione, il taglio e il formato come minimo, ma anche (se possibile) se vi saranno simboli sovrapposti da qualche parte, se occorre lasciare spazi per segnalini o altre componenti, se si devono considerare titoli e testi sovrapposti in parte a quello che si va a disegnare.
Domanda 7D parte seconda: non mi è mai successo, ma se accadesse sarebbe legittimo, comunque sia il lavoro in più va retribuito. Se si tratta di scartare una tavola per una mia incomprensione è un conto, ma se occorre rifare un'illustrazione perché all'ultimo si è ripensato un meccanismo di gioco, è lecito aspettarsi di essere pagati per il lavoro in più.

Alan: Non bisogna pensare all’editore come una persona che ti potrebbe mettere dei “veti” ma come un unico team che lavora insieme per trovare le soluzioni migliori per rendere i tuoi disegni al meglio. Quando magari preferisce un disegno ad un altro lo fa solo in funzione del prodotto finale, anche se al primo impatto, a te disegnatore non è chiaro.
Esempio: in Bretagne inizialmente avevo concepito i colori della cover molto tetri, giustamente Mario Sacchi mi ha fatto notare che per una copertina del genere sarebbe stato meglio che i colori fossero più rassicuranti. Inizialmente ero restio, ma poi mi sono reso conto che aveva pienamente ragione, quindi se la copertina ora piace tanto è anche merito suo!


Dado: Credi che gli editori diano il giusto valore a illustrazioni e comparto grafico, e siano disposti a pagare qualche euro in più per una maggiore qualità o anche qui vige il "meno spendo meglio è, e ci metto uno studente del liceo artistico e lo pago in “visibilità'”?

Bigio: No, no. Soprattutto di recente, la parte visiva di un gioco ha un impatto non indifferente sul suo successo. Non è proprio il caso di sottovalutarla, e chi lo fa è un ingenuo.
Cover di Apokalypsis

Alan: Ormai è fondamentale che il comparto grafico sia di alto livello, soprattutto in questo ultimo periodo in cui si è alzato nettamente anche grazie all’avvento di Kickstarter


Dado: Quali sono i pregiudizi e le voci di corridoio che girano su chi fa il tuo lavoro? Cosa ti piacerebbe rettificare?

Bigio: Non credo ci siano pregiudizi, in ogni caso mi interessano poco, figuriamoci controbattere.

Alan: Fortunatamente i questo mondo si è molto meno critici sui disegni, perché la gente è concentrata a parlar male dei regolamenti! :)


Andrea Dado



Beh, che dire se non un enorme GRAZIE a tutti e tre i protagonisti di questa fantastica intervista!
Un saluto e l'augurio di rivederci presto in qualche bella Fiera :)


Max_T


giovedì 9 febbraio 2017

3-5 MARZO 2016: VENTIQUATTRESIMA EDIZIONE DI CARTOOMICS A MILANO


Cartoomics è una manifestazione a tutto tondo, che abbraccia il mondo dei fumetti, del cinema, dei videogiochi e, ultimamente in maniera sempre più concreta, anche il mondo dei giochi da tavolo.
I numeri di questa fiera sono in costante crescita, e per me è un piacere parlarvene, soprattutto nell'ottica di promuovere i nostri amati board games :)
L'anno scorso ci sono tornato dopo aver saltato alcune edizioni e la mia impressione (che potete rileggere QUI) è stata estremamente positiva.
Va detto che l'area games occupa una minima parte dei 30.000 mq di cui dispone la manifestazione, ma ha dalla sua un buon numero di tavoli per poter giocare in tranquillità, senza patire i lunghi tempi di attesa delle manifestazioni di settore, oltre che un buon numero di editori e negozianti dai quali trovare ghiotte occasioni e novità.
Per chi non avesse tempo di rileggere il report dell'anno scorso riporto l'opinione che l'organizzatrice, Valentina Cantoni, aveva espresso al termine della passata edizione, che spero trovi conferma in questa edizione 2017:

"Per quanto riguarda il mio parere su questa edizione, e in particolare sull'area giochi da tavolo, siamo molto soddisfatti della crescita dell'area e della fiducia che sempre più aziende ripongono in noi. Gli stand e i tavoli dimostrativi hanno riscosso molto successo, non solo tra gli appassionati ma soprattutto tra i neofiti, e ci auguriamo di poter accogliere sempre più giocatori tra le fila dei nostri visitatori.
Speriamo quindi che Cartoomics possa finalmente essere riconosciuta come l'occasione milanese per giocare, scoprire le novità e incontrare editori e autori, che già da quest'anno hanno iniziato a essere presenti negli stand.
Da parte nostra c'è tutto l'impegno e la dedizione a implementare, migliorare e sviluppare l'area, così che possa rispondere sempre meglio alle esigenze di espositori e visitatori".

Per completezza condivido il comunicato stampa ufficiale, nel quale potete trovare utili informazioni sui temi trattati e gli spazi dedicati in questa nuova edizione di Cartoomics.
Io ci sarò, se qualcuno di voi passerà in quel di Milano la domenica sarà un piacere fare quattro chiacchiere di fronte ad un buon gioco da tavolo ;)


Max_T



Comunicato stampa:

Dal 3 al 5 marzo torna a Fiera Milano Rho la più importante manifestazione ludico-culturale del nord Italia con oltre 75.000 visitatori per la scorsa edizione: con più di 30.000 metri quadri, Cartoomics 2017 si presenta con una 24esima edizione davvero ricca di appuntamenti dedicati ad ogni settore dell’intrattenimento. Sotto la direzione artistica di Filippo Mazzarella, la kermesse spazia dal fumetto (con decine di editori che presentano le novità della prossima stagione e ospite speciali) al cinema (con golose anteprime), dalla fantascienza (con un doveroso omaggio ai 40 anni di Star Wars ma anche a serie epiche come Star Trek e Doctor Who) ai cosplay (con gli attesissimi contest), dall’area Fantasy animata da orchi e elfi alla nuova area Games dedicata ai videogiochi. E poi presentazioni di libri, nuove serie televisive, fanfilm, fumetti autoprodotti e un’area speciale dedicata al collezionismo di qualità.
Ospite speciale di questa edizione, vincitore del Premio Cartoomics 2017, è Giorgio Cavazzano. Per festeggiare i suoi “primi” 50 anni di fumetto Disney, il disegnatore veneziano arriva a Cartoomics presentando una storia straordinaria pubblicata sul settimanale Topolino in uscita il 1° marzo, per l’occasione dedicato alla manifestazione milanese, e una nuova collana con il meglio della sua produzione.

FUMETTI E DINTORNI
Più di 20 editori di fumetti portano a Cartoomics il loro catalogo presentando nelle Agorà e presso i loro stand novità e attesissimi ritorni con esposizioni e incontri. Tra questi Panini Comics-Disney, Astorina, Sergio Bonelli Editore, Bao Publishing, Edizioni Dentiblù, Magic Press Edizioni, Coconino Press, Fandango, Becco Giallo, Edizioni Star Comics, Saldapress, Edizioni BD, Shockdom, Cronaca di Topolinia e tante altre.
Ospite speciale di questa edizione è Giorgio Cavazzano a cui verrà consegnato il Premio Cartoomics 2017, proseguendo il percorso iniziato lo scorso anno con la premiazione di Milo Manara. L’occasione si presenta come un omaggio dovuto a un vero e proprio Maestro che proprio a Cartoomics, con la redazione di Topolino e in collaborazione con WOW Spazio Fumetto, presenterà la storia speciale Topo Maltese – Una ballata del topo salato in uscita a marzo sul numero 3197 (la premiazione si terrà sabato 4 marzo alle ore 16.00 presso lo spazio Agorà 3). A questa magnifica storia, chiaramente ispirata alla poetica arte di Hugo Pratt e del suo Corto Maltese, Cartoomics, il settimanale Topolino e WOW Spazio Fumetto dedicano una piccola esposizione con pannelli che ne illustrano la genesi e lo sviluppo: dalla sceneggiatura alle matite con numerosi rimandi e confronti tra l’arte di Cavazzano e quella di Pratt.
Nello spazio espositivo allestito presso il suo stand, Astorina, la storica casa editrice di Diabolik, propone la mostra DIABOLIK AL MURO, una carrellata di poster, omaggi d’artista, stampe e litografie prodotte nel corso dei cinquantacinque anni di vita del criminale più amato e letto del fumetto italiano. Si potranno ammirare pezzi davvero unici come quello di Mimmo Rotella realizzato con la celebre tecnica dei “manifesti strappati” fino a opere realizzate nel corso degli anni da artisti come Milo Manara e Ferenc Pinter e ovviamente tutti i più grandi disegnatori di Diabolik. Nel corso della tre giorni milanese verrà inoltre presentata ufficialmente l’attesissima seconda stagione di DK pubblicata proprio a partire dai primi di marzo.
Sergio Bonelli Editore, oltre ad ospitare numerosi autori tra incontri e le attesissime sessioni autografi, realizzerà in occasione di Cartoomics 5000 preziosissimi biglietti ingresso a tiratura limitata dedicati al mitico Tex Willer.
Tra gli ospiti più attesi, il maestro dell’animazione Bruno Bozzetto, che incontrerà il pubblico con il regista Marco Bonfanti in occasione della del premiatissimo documentario Bozzetto non troppo, presentato all’ultimo Festival di Venezia. L’attore Nicola Nocella, vincitore di due Nastri d’Argento, eserciterà il suo ruolo di “ambasciatore della passione di Cartoomics” durante una serie di incontri con personalità del mondo dello spettacolo e del cinema sottoposte a “interrogatori” sulle loro predilezioni nell’ambito del fumetto e del cartoon: tra le presenze già confermate il cantante Lorenzo Cilembrini in arte Il Cile (vincitore del premio per il miglior testo al festival di Sanremo 2013 e coautore con J-Ax del tormentone estivo Maria Salvador). Il musicista Gaetano Liguori (Ambrogino d’Oro 2013) presenterà il suo libro Non sparate sul pianista – Viaggio nel cinema western (Skirà Editore) con l’illustratore Giulio Peranzoni.
Christian Iansante e Marco Mete, doppiatori rispettivamente del decimo e dodicesimo Doctor Who, presenteranno la loro performance No Time for Voices, nell’ambito di una conferenza organizzata dall’Associazione Dedalus, che illustrerà i segreti e le tecniche del doppiaggio cinematografico e televisivo. Sempre nell’ambito del doppiaggio, attesissima la presenza di Gianluca Iacono e Claudio Moneta, voci dei celeberrimi Vegeta e Goku della serie anime Dragonball. Da non perdere, per gli appassionati del cinema di genere, gli incontri organizzati da Bloodbuster con il regista Enzo G. Castellari, nume tutelare di Quentin Tarantino con il maestro Piero Umiliani, autore di centinaia di colonne sonore dell’epoca d’oro del cinema italiano “cult”.

CINEMA: DALLE ANTEPRIME AI FANFILM
Torna per il terzo anno a Cartoomics la Movie Time Machine, la macchina del tempo in grado di proiettare gli spettatori in un viaggio nel cinema che verrà, con il suo carico di anticipazioni, backstage, contenuti esclusivi, mostre e nuovi, spettacolari incontri. Un’area ricca di stand in cui interagire con i personaggi delle saghe più amate, diventare protagonisti dei film che verranno grazie alla realtà virtuale, giocare e divertirsi con i pupazzi che non ti aspetti e toccare con mano il cinema più spettacolare. Il grande palco con videowall accoglierà tutti gli spettatori di Cartoomics con le anticipazioni dei trailer ad effetto e contenuti esclusivi. Saranno presenti l’associazione Ghostbusters Italia, con gli acchiappafantasmi a disposizione del pubblico per un’immersione in un autentico set ectoplasmico, e i figuranti di Gotham Shadow con le loro accurate riproduzioni dei costumi di scena dei film dedicati a Batman e nuove spettacolari scenografie.
La sezione competitiva Fan Film, come sempre curata da Andrea Milan, cambia forma e premia da quest’anno un “fan film” (opere realizzate da film maker indipendenti ispirandosi ai loro “miti” del fumetto, del cinema e dell’animazione) per ogni categoria in concorso. Nella selezione 2017 spiccano Han Solo – A Smuggler’s Trade di Keith Allen (Miglior Sci-Fi), Dragon Ball Z: Fall of Man di Yohan Fauré (Miglior Anime) e Severus Snape and the Marauders di Justin Zagri (Miglior Fantasy), oltre al fuori concorso Fan-o-Rama, corto d’animazione dedicato a Futurama di Matt Groening. La sezione ospiterà anche la presentazione in anteprima per l’Italia del pilot della serie The Reaping di Roberto D’Antona e della serie televisiva The Game – No One Is Sinless di Andrea Navicella.

FANTASCIENZA: I 40 ANNI DI STAR WARS E NON SOLO
L’Area Fantascienza quest’anno non poteva che vedere protagonista assoluta Star Wars, la saga cinematografica che quest’anno compie 40 anni! Per festeggiare la ricorrenza per la prima volta saranno presenti a Cartoomics tutte le associazioni di costuming riconosciute da LucasFilm: 501st Legion Italica Garrison (gli imperiali), Rebel Legion Italian Base (i ribelli), Italy Stronghold - Mandalorian Mercs Costume Club (i mandaloriani capeggiati dal mitico Boba Fett), Galactic Academy (dedicata ai minori di 18 anni) e Saber Guild (l’associazione che raggruppa e forma i combattenti di spada laser). A loro si affiancheranno i combattenti di Jedi Generation con numerosi corsi di spada laser e duelli dimostrativi nelle due grandi arene. Nell’area espositiva animata da decine di figuranti con accuratissime riproduzione degli abiti e delle armature usate sui set, si potrà ammirare una perfetta riproduzione del landspeeder di Luke Skywalker, una statua a grandezza naturale del grande Jabba The Hutt, provare numerosi giochi a tema, esercitare la mira sparando agli Stormtroopers e visitare lo speciale Leia Memorial, piccola esposizione dedicata a Carrie Fisher, recentemente scomparsa, e al mito del personaggio di Leia da lei interpretato in 5 film. In più una fantastica esposizione di set Lego che riproducono gli ambienti più celebri dei sette film che compongono la saga. Spazio anche agli appassionati di Doctor Who, con glie eventi organizzati dall’Associazione Dedalus che porta a Cartoomics i doppiatori ufficiali della serie, e ai trekker, gli appassionati di Star Trek troveranno pane per i loro denti nelle tematizzazioni delle due associazioni di riferimento: Stic, Star Fleet 36 e Iks.

UN VILLAGGIO FANTASY
Animato dall’Associazione La Fortezza e da tante altre reltà operanti nel mondo fantasy, il Villaggio Medieval-Fantasy propone un tuffo in un mondo fatato animato da elfi, anni, cavalieri, draghi e orchi. Fairy Circle e Kalenda Maya coinvolgeranno il pubblico in un turbinio di danze e balli, i makeup artist dell’area Fantasy Makeup trasformeranno i visitatori nella creatura che più amata e nell’area Art Fantasy si potrà assistere al lavoro in diretta di illustratori e disegnatori che danno vita al fantastico mondo dell’immaginario. Ospiti: Fabio Porfidia e Paolo Barbieri.
Il Dungeon sfiderà tutti i valorosi condottieri che saranno pronti a cimentarsi in una nuova avventura, mentre la nuova Fantasy Escape Room metterà alla prova il coraggio e l’astuzia dei più tenaci. La Piazza Magica sarà il fulcro vitale del villaggio: spettacoli, tornei, giochi, scherma ed interviste la faranno da padrone nella tre giorni della kermesse milanese. E non finisce qui: un’Area Bimbi dedicata ai più piccini, l’area Music Fantasy dove arpe, cornamuse e percussioni la faranno da padrone ed uno spazio dedicato alle Botteghe Artigiane del Mondo Fantasy vi attendono all’interno del Villaggio Medieval-Fantasy di Cartoomics.

ACTION: A CACCIA DI ZOMBIE E…
L'Area Action avrà tra i suoi protagonisti i costumers dell’Umbrella Italian Division con i loro magnifici costumi e ricostruzioni d’ambiente ispirate al videogioco e alla saga cinematografica Resident Evil. Oltre a un nutrito calendario di eventi live, gli animatori coinvolgeranno anche truccatori professionisti che saranno a disposizione del pubblico per trasformare i coraggiosi volontari in autentici zombie.
Nell’Area Action saranno anche presenti per il terzo anno consecutivo i giovani talenti della ICWItalian Championship Wrestling, che daranno vita a una tre giorni di grande wrestling in cui un selezionatissimo roster di lottatori, uomini e donne, si sfiderà in scontri mozzafiato per il pubblico di Cartoomics.
La trasmissione televisiva “Tra cazzotti e cerotti”, in onda su Telereporter e dedicata alla scoperta delle arti marziali, porta in fiera una novità da non perdere! Su uno spazio tatami allestito nell’Area Action, potrete assistere alle spettacolari dimostrazioni eseguite dai grandi maestri di Kung Fu Shaolin e Tai Chi, Kudo, Shorinji Kempo, JuJiusu, Krav Maga, Kali Filippino, Viet Ahn Mon, Grappling, Ving Tsun Kuen. E provare anche voi…

GIOCHI DA TAVOLO E DI RUOLO
Anche quest'anno sono presenti i giochi da tavolo e di ruolo con tante novità: oltre 100 tavoli dimostrativi messi a disposizione gratuitamente dalle aziende per tutta la durata della manifestazione, esclusive e ospiti per scoprire tutte le novità del mondo ludico. Sempre più interattiva anche l'area dedicata ai più famosi mattoncini del mondo, i LEGO®, grazie ai rarissimi set presentati nella mostra di ItLug e al nuovo spazio gioco Pick-a-Brick per bambini e adulti curato dai Brickoni.
Da provare anche la Escape Room: Enigma Room, società specializzata che a Milano gestisce “Maniac Basement”, la più grande escape room d’Europa, offrirà presso il suo stand allestito nell’Area Games del salone milanese l’opportunità di provare l’esperienza dell’escape game, durante la quale i visitatori che vorranno mettere alla prova le proprie abilità dovranno riuscire a risolvere tutti gli enigmi in un tempo stabilito, con l’obiettivo di trovare la chiave per poter uscire dalla stanza nella quale sono rinchiusi.

VIDEOGAMES!
VideoGameShow, la grande area di oltre 2000 metri quadri dedicata ai videogmaes, mette a disposizone del pubblico oltre 100 postazioni su PC e console dove, per tutta la giornata, sarà possibile provare alcuni tra i più famosi titoli del momento. Verranno organizzati inoltre numerosi tornei con premi per tutti i vincitori. Spazio dedicato all’immancabile retrogaming, dove si potranno provare i giochi che hanno fatto la storia dei videogames e dove verranno organizzati una serie di tornei su titoli retro. Non mancherà la presenza di alcuni Youtuber e i fan avranno l’occasione di seguirli in dibattiti live sul tema ed incontrarli dal vivo.

CARTOOMICS 2017

Quando: 3-4-5 marzo 2017
Dove: Fiera Milano Rho – Padiglioni 16 e 20 – MM1 Rho FieraMilano
Orari: 9.30-19.30
Ingressi: Individuale giornaliero: 13 euro (acquisto in cassa) - 11 euro (acquisto in cassa con coupon sconto scaricabile dal sito) - 10 euro (acquisto del biglietto online). Gratuito per bambini da 0 a 10 anni non compiuti.
 Abbonamento individuale 2 giorni: 18 euro (in cassa) - 15 euro (online). 
Abbonamento individuale 3 giorni: 25 euro (in cassa) - 20 euro (online).
Informazioni per il pubblico: www.cartoomics.it






mercoledì 1 febbraio 2017

LA NECESSITA' DI ABBASSARE I RITMI

Quando si scrive per passione, senza obblighi né doveri, lo si fa perché è un piacere farlo.
Si inizia timidamente poi, col passare del tempo (più di 5 anni nel mio caso), ci si accorge che la costanza e l'impegno profusi in questo “passatempo” regalano ogni giorno qualche lettore in più, qualche nuovo appassionato che ti chiede un consiglio sui titoli da acquistare, fino ad arrivare addirittura a qualche Editore che riconosce l'obiettività con cui scrivi e ti gratifica chiedendoti di recensire i suoi prodotti.
Tutte belle soddisfazioni, quelle che in un articolo al vetriolo di qualche tempo fa intitolato “Blogger, un mestiere ingrato” definivo in un certo senso “la miglior paga che un blogger possa avere”.
Il piacere che deriva dallo scrivere di board games, unito a queste impagabili soddisfazioni, sono stati il motore che mi hanno permesso di continuare a gestire Idee Ludiche con una certa continuità, a scadenza più o meno settimanale.

Ora però, mio malgrado, mi vedo costretto ad abbassare i ritmi.

La mia giornata inizia al mattino presto: ho un lavoro “vero” che poco centra con l'essere blogger e mi occupa parecchie ore al giorno.
Ho una famiglia (numerosa aggiungerei!) e, come è ovvio che sia, sento il sacrosanto diritto di dedicare tempo di qualità a moglie e figli.
Anche se questo tempo di qualità altro non è che il rimasuglio di ciò che resta dopo la giornata lavorativa.
Se prima mi mettevo al PC alle nove di sera, ora mi ci metto non prima delle dieci.
Il tempo si riduce, la stanchezza inevitabilmente aumenta.
Le gratificazioni ed il piacere di scrivere iniziano a non essere più sufficienti a garantire una mia costante e puntuale presenza sul blog.
Ho la passione del gioco da tavolo, dalla quale è nato tutto questo, e mi piace onorarla ritagliandomi almeno una sera alla settimana per giocare con gli Amici in Ludoteca. Questa è la mia ancora di salvezza, nel marasma quotidiano di cose da fare.
Quindi spero mi perdonerete se per un po' scriverò meno e giocherò (magari) di più...
ma soprattutto ricordate che quando pubblicherò un articolo, l'impegno elargito per scriverlo sarà sempre e comunque alto, come lo è sempre stato finora.

Grazie e... a presto :)



Max_T

martedì 24 gennaio 2017

A FEAST FOR ODIN: FINALMENTE DEI LAVORATORI DEGNI DI ESSERE SFAMATI!

Un paio di mesi fa pronosticavo La Festa per Odino come un cinghiale da top ten per la classifica di BGG.
Quando lo scrivevo occupava la 132esima posizione (50esima negli stategy games), ora è arrivato alla 53esima (24esima nella strategy games), il mio pronostico si sta pian piano avverando.
Non che ci volesse molto a vedere in questo titolo grandi potenzialità, ma i gamers sono imprevedibili, e non è raro vedere un gioco demonizzato per una carta che a prima vista sembra sgravata o per una meccanica già vista...
Per questo titolo non dobbiamo certo gridare al miracolo, non è un capolavoro in tutto e per tutto, ma tra i Rosenberg è decisamente il più completo e sfidante. Onestamente non riesco ad immaginare cosa potrebbe ancora inventarsi il buon Uwe per raggiungere una miscellanea del genere.
Nella scatola titanica possiamo trovare ogni ben di Dio: carte, plance, plancette, cubetti, segnalini, dadi, un blocco segna punti, 3 libretti (di cui un regolamento, un almanacco ed una appendice), montagne di token e addirittura due contenitori in plastica per organizzare i vari tipi di beni al loro interno.
Oltre alla cospicuità del contenuto, per restare su numeri importanti, in La Festa per Odino abbiamo anche una miriade di azioni tra cui scegliere (sulla plancia Azioni ce ne sono oltre 60), ognuna delle quali porta all'attuazione di differenti strategie che, se portate a termine con fermezza, senza cioè farsi distrarre dalla possibilità di fare altro, portano a realizzare un buon bottino di punti.
E la parola bottino non la uso a caso, infatti in questo gioco riviviamo le conquiste culturali, le spedizioni mercantili e i saccheggi di quelle popolazioni che oggi conosciamo col nome di Vichinghi.
Lo scopo principale è quello di eliminare dalla nostra plancia personale, e via via da tutte le plance che vorremo far nostre, i punti negativi presenti, in modo da ottenere a fine partita punti positivi da aggiungere a quelli derivanti dalle varie rendite in bestiame, imbarcazioni, occupazioni e monete.
Non ho intenzione di scendere troppo nel dettaglio spiegandovi per filo e per segno il set up e le meccaniche, c'è chi lo ha fatto in modo molto accurato tramite dei tutorial che mi sono molto piaciuti (Qui e Qui i link), quello che vorrei far emergere in questa sede, sono i punti di forza di questo titolo, anche perché, personalmente di punti deboli non ne ho trovati gran ché :)

Partirei dal numero di giocatori: La Festa per Odino è giocabile da 1 a 4 giocatori.
E a quanto sperimentato personalmente con partite in 2 o in solitario, più quanto detto da chi il gioco lo ha giocato spesso in 3 o 4 persone, Odino gira bene in qualsiasi salsa (date un occhio al commento di LOLLOSVEN in fondo all'articolo).
Inutile dire che al momento la modalità solo-game è quella da me più sfruttata in assoluto.
Io posseggo una decina di titoli giocabili in solitaria, ma La Festa per Odino è di gran lunga quello che mi piace di più intavolare, nonostante il setup lungo e la durata che si attesta sui 60 minuti circa (ma solo dopo qualche partita alle spalle, le primissime si aggirano sui 90 minuti abbondanti).
La sfida a superarsi imposta dalla modalità in solitaria è davvero avvincente, inoltre, il fatto di non avere un avversario che ti incalza, ti permette di sperimentare con calma strategie su strategie ad ogni partita. E vedere crescere i punteggi di partita in partita è davvero soddisfacente.
Rosenberg spiega che ottenere punteggi che si aggirano sui 100 PV in questa modalità è un buon risultato, io alla prima partita in solitario ho ottenuto un 35, alla seconda ho fatto 58 e alla terza un bel 86 (che rimane tuttora il mio record personale, nonostante abbia poi fatto almeno altre 2 partite senza mai superarlo).
Non sono un fine stratega, raramente trovo subito la giusta direzione per ottenere punti, io sono più uno sperimentatore, ormai mi conoscete, e giocare a Odino mi permette di sfogare tutta la mia voglia di sperimentare. Sono partito cercando di ottimizzare solo la mia plancia e poco altro, alla terza partita sono giunto ad avere un capanno, una casa lunga ed un'isola da colonizzare... e il tutto senza aver seguito una precisa strategia dal primo al settimo turno!

Un altra caratteristica che mi piace parecchio di Odino è che non si sente l'assillo del DOVER sfamare a tutti i costi i propri vichinghi.
Finalmente un gioco in cui si riesce a nutrire tutti quasi con naturalezza, come dovrebbe essere sempre, almeno per quanto mi riguarda :)
Io ho sempre detestato il dover sfamare 'sti lavoratori, il dover pensare alla mia strategia con un occhio al turno in cui o questi mangiano o io perdo punti su punti... ma perché?!
Il gioco è divertimento, perché obbligarmi a fare cose che non voglio fare?
Come succede in Agricola, con quella famigliola di sfigati stile “casa nella prateria”, che se non li sfami o se non fai tutto quello che il gioco prevede che tu possa fare perdi punti... naaaa.
Qui finalmente nutrire il proprio clan è quasi piacevole, rientra nello spirito del puzzle-game, che è il cuore del gioco, quindi lo “digerisci” meglio, 'sti cibi glieli dai proprio volentieri, come premio per le incursioni vittoriose che hanno svolto, per il mazzo che si sono fatti andando a caccia di balene o in cima alle montagne per racimolare legno pietre e metalli!
Mangiate e bevete a più non posso al banchetto di Odino, miei prodi, ve lo siete proprio meritato!
(Si vede che non vado matto per Agricola, eh?!)
Setup per solo game

Terzo punto a favore di questo gioco è la semplicità delle regole.
Tutti a pensare, vista la confezione e il nome dell'Autore, che Odino possa essere un super cinghiale ultra irto e setoloso e spacca meningi. In realtà è un gioco che si spiega in una ventina di minuti, le azioni da fare sono molto ben guidate dalla plancia di Riepilogo che ne tiene il conto e il “difficile” è semplicemente scegliere la strategia migliore per iniziare la partita.
Questa può esserci data dalla carta occupazione che peschiamo ad inizio gioco (distribuita casualmente da un mazzo di 45 carte), o semplicemente dal fatto che si giochi per ultimi, e quindi si è “costretti” ad imbastirne una sulla base degli slot Azione rimasti liberi (che sicuramente non saranno pochi).
La plancia Azioni è chiarissima e suddivisa per fasce di attività. Le icone sono anch'esse molto esplicative e, con l'aiuto di chi spiega il gioco, in un paio di turni vengono riconosciute pressoché tutte.
Le eccezioni sono praticamente nulle, cosa particolarmente gradita in un gioco così corposo e soprattutto utile per chi si siede per la prima volta ad un tavolo abbondantemente imbandito di materiali.
Ciò che potrebbe non essere chiaro lo si può chiarire grazie all'Appendice di supporto, un vero manuale che riporta in ordine di numero ogni carta presente nei vari mazzi con tanto di spiegazione, oltre che un riassunto per le regole di piazzamento ed altre utili informazioni di vario genere; ed eventualmente, per chi ama approfondire come me, c'è anche il terzo libro, L'Almanacco, che è una sorta di “indice analitico” che tratta in ordine alfabetico tutti le componenti del gioco, dando loro una connotazione storica (isole, eroi, cibo, utensili, note storiche, ecc...).
Insomma, gli strumenti per giocare in autonomia ci sono tutti, basta sfruttarli al meglio :)

E' bello anche il senso di crescita che si percepisce avanzando nei turni, con un vichingo in più che si unisce al pool iniziale, recando con se una potenziale azione aggiuntiva per il turno in corso o, se volete, un'azione più efficace (la plancia Azioni ha quattro livelli, nel primo possiamo impiegare un solo vichingo per svolgere l'azione, e questa ovviamente sarà meno remunerativa di quella svolta con 4 vichinghi nella quarta colonna).
Questo è un gioco nel quale l'ottimizzazione delle mosse (e delle risorse) è importantissima, impiegare al meglio il numero di vichinghi che si posseggono di turno in turno è perciò fondamentale.

La Festa per Odino è un titolo curato nei minimi dettagli, basti pensare che l'Autore ed il team di sviluppo ci stavano lavorando dal maggio 2013, potete quindi capire che nulla è stato lasciato al caso (tra l'altro Patchwork e Fields of Arle sono usciti nel 2014... vuoi vedere che, a meno di non aver avuto un paio d'anni di incubazione, sono loro i figli di Odino e non il contrario!? Mah, vedremo di approfondire l'argomento).

Personalmente sono estremamente soddisfatto dell'acquisto, ed il prezzo di vendita vale decisamente il contenuto e l'esperienza che se ne trae.
La longevità è altissima, la scalabilità ottima, il regolamento chiaro e scorrevole, l'ambientazione aderente e sentita, i materiali numerosi, robusti e curati, la durata accettabilissima (a meno di pensatori al tavolo, ma questo è un altro discorso), che altro dire?
Uwe, dovrai superare te stesso per estrarre dal cilindro un altro titolone di questo calibro! E puoi star sicuro che io farò il tifo per te ;)


Max_T


A Feast for Odin
Un gioco di: Uwe Rosenberg
Per: 1-4 giocatori, 12+, 30-120 minuti (personalmente aggiusterei il tiro su un 60-150 minuti)
Edito in Italia da: Cranio Creations


Riporto qui sotto il commento che Lollosven fece all'articolo di presentazione di Odino che scrissi a Novembre 2016 (QUI):

Aggiungo alcuni commenti su "La Festa per Odino" dato che è stato il mio regalo di Natale e ho avuto la possibilità di fare 3 partite a 4 giocatori e 1 in 3. Come giustamente sottolineava Max si discosta da Agricola e Caverna e l'esigenza di sfamare i terribili vichinghi durante il banchetto non pesa per nulla, di risorse se ne hanno in abbondanza.
E' un gioco che richiede diverse partite per esplorare le molte possibilità che il titolo propone, si capisce abbastanza presto che è necessario seguire una propria strategia per riuscire a sfruttarla al meglio, in maniera da coprire i malefici spazi -1 e al contempo aumentare il prestigio finale valutato in PV.
E' in questo aspetto che stimola la voglia di riprovarlo più volte per cercare di esplorarne le diverse vie, se a prima vista sembra impossibile anche solo coprire la plancia personale ci si rende ben presto conto che esplorare altre isole o acquisire le case aggiuntive rende e non poco.
In 4 la competizione sugli spot si sente abbastanza e nonostante vi siano sempre delle alternative non sono sempre le migliori per riuscire a ottenere quello che sarebbe davvero utile per i nostri piani.
Il pregio maggiore è che è stato accolto benissimo anche da giocatori occasionali, passato lo smarrimento iniziale dovuto al numero spropositato di azioni possibili, già a metà della prima partita il gioco scorre più veloce e subentra ben presto il desiderio di migliorarsi.
Il downtime più che per la scelta di quale spazio occupare con i vichinghi è dato dai tentativi di incastrare i pezzi nel migliore dei modi, alla fine è piaciuto moltissimo a tutti e (con mia sorpresa) è stato il titolo più richiesto durante le feste nonostante vi fossero diversi altri possibili titoli dalla durata decisamente più contenuta e questo mi pare sia il miglior indicatore della bontà del titolo”.


Lollosven