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martedì 6 dicembre 2016

CONSIDERAZIONI SPARSE SU LA FESTA PER ODINO, IMHOTEP E NOTTINGHAM

In questi ultime settimane la mia collezione si è arricchita di un buon numero di titoli.
Di qualcuno ne abbiamo già parlato (Heimlich & Co, Tzulan Quest, Phalanxx...), degli ultimissimi però non ho ancora trovato il tempo di scrivere una vera e propria recensione, per cui ho pensato di compattare in un unico articolo le mie prime impressioni su di loro.
Con calma, spero durante le vacanze natalizie (che, per esigenze lavorative, non mi godrò a Dicembre a ma a Gennaio) riprenderò il discorso dando a ciascuno di loro lo spazio che merita.

Il giocone da cui incomincerei è La Festa per Odino. Attesissimo titolo di Uwe Rosenberg per 1-4 giocatori, uscito ad ottobre e arrivato tra le mie braccia meno di un mese fa nella sua edizione italiana, curata da Cranio Creations.
Prima impressione ottima!
Non un capolavoro assoluto, ma uno dei migliori Rosenberg da me provati. 
Titolo decisamente corposo ma meno complesso di quanto si possa pensare.
Al momento ho all'attivo una partita in solitaria e una in due giocatori e vi assicuro che in entrambe le modalità gira che è un piacere. Il solitario è perfetto per impratichirsi a dovere con le meccaniche di gioco e testare le più svariate strategie, e vi assicuro che le vie da provare sono innumerevoli. Sicuramente la sensazione è che giocato in 3-4 persone non possa che migliorare, poiché in due l'interazione è pressoché nulla e ognuno riesce bene o male a fare tutto ciò che si propone di fare, mentre in più giocatori qualche azione può essere preclusa da chi gioca prima di noi.
Confermo il dejà vù riguardo qualche titolo già ideato in precedenza dall'Autore, ma in Odino, a mio parere, l'amalgama è ben riuscita e dissento da quanti dicono che le meccaniche sono troppe e troppo slegate tra loro.
L'immensa scatola di Odino
Oggi non starò a spiegarvi le regole, e nemmeno mi dilungherò a sottolineare la qualità e quantità di materiali che riempiono la scatola (quasi 5 Kg di roba!), tutti ottimi, dalle fustelle al legname per i diversi tipi di segnalini.
Il regolamento è ben scritto e scorre fluido, ricco di esempi e di appendici chiarificatrici. Tante pagine ma per nulla pesanti da digerire.
Insomma, aspettando di provarlo in 3 o 4 giocatori, per me questa Festa per Odino è un Sì sotto tutti gli aspetti.

PS: tenetelo d'occhio, al momento in cui scrivo ha una media voto di 8,5 ed è già al numero 132 del rank di BGG (50 negli strategy game...), un nuovo Cinghialone da top ten sta arrivando ;)

Il secondo gioco è Nottingham, sempre un titolo di Rosenberg ma datato 2006, forse uno dei meno noti dell'Autore tedesco ma assolutamente meritevole di menzione.
Nelle pause pranzo al lavoro lo abbiamo letteralmente divorato, giocandolo praticamente sempre nell'ultimo mese.
Filler “ad ampio spettro” (2-7 giocatori, 30/45 minuti di durata), Notthingam è costituito solo da un mazzo di 110 carte, una mini-board e qualche puzzillo. Questo gioco fa dell'interazione tra i giocatori la sua principale prerogativa.
Le regole sono semplicissime, l'unica difficoltà, se così si può chiamare, sta nell'imparare gli effetti delle sette differenti carte che compongono il mazzo.
Brevissimamente: lo scopo del gioco è formare set di carte da scartare in cambio di PV. Il giocatore di turno gira la prima carta da un comune mazzo di pesca e decide se prenderla in mano o attivarne l'effetto, scambiandola in vari modi con quelle in mano agli altri giocatori. La board serve solo per marcare gli spostamenti che lo Sceriffo di Nottingham effettua ogniqualvolta un giocatore totalizza PV. La partita termina quando lo Sceriffo ha percorso tutte le caselle della mappa e torna a quella di partenza. Chi ha più PV è il vincitore.
Il contenuto di Nottingham
La partita, dopo i primi turni nei quali chi non ha mai giocato si dedica allo studio delle varie carte, acquista solitamente un buon ritmo e il gioco si trasforma in una corsa a chi per primo riesce a calare i set più ricchi. Ovviamente gli sgambetti sono all'ordine del giorno e non è per nulla facile completare i set più remunerativi.
Unico neo di questo divertente family è la grafica piuttosto infantile, ma diciamo che nel contesto del gioco non crea problemi (se non alla vista!).
Promosso anche lui, una piacevole sorpresa ;)

E veniamo all'ultimo acquisto in ordine di tempo: Imhotep, astrattone molto ben ambientato nell'antico Egitto, che fa dei materiali uno dei suoi punti di forza.
Questo è un titolo davvero piacevole da vedere e da giocare. Purtroppo è quello dei tre che ho giocato meno, ma le occasioni per riproporlo sono sicuro che non mancheranno, visto l'entusiasmo con il quale è stato accolto alla prima partita in 4 giocatori.
Anche qui troviamo molta interazione tra i partecipanti che, spostando splendidi cubettoni di legno (rappresentanti blocchi di granito) tramite barche, cercano di portarli ai 5 siti di costruzione disponibili e piazzarli per ottenere punti immediatamente, a fine turno o a fine partita, in base a dove e come li posizionano.
I giocatori possono decidere di effettuare solo 1 tra le 4 mosse possibili che hanno a disposizione ad ogni turno, una scelta apparentemente semplice che però apre tante opzioni tra cui scegliere, la prima delle quali è, ovviamente, fare punti o impedire agli avversari di farli?
Gioco decisamente interessante che, in base a come ci si approccia alla partita, potrebbe favorire casi di paralisi d'analisi. Ma niente paura, la partita si sviluppa su solo 6 turni, quindi la durata raramente dovrebbe superare i 45 minuti.
Il regolamento ben scritto e semplice da trasmettere ai giocatori fa di Imhotep un gioco adatto un po' a tutti; la rigiocabilità sembra molto alta, grazie anche al fatto che le tessere sito sono giocabili su entrambi i lati (per la prima partita si consiglia il lato "A", leggermente più intuitivo, ma già dalla seconda ci si può sbizzarrire a utilizzare altre combinazioni).
Per ora l'impressione è estremamente positiva, ma anche in questo caso saprò essere più preciso dopo aver giocato qualche patita in più.
I meravigliosi cubettoni di Imhotep
Ora mi rimane da provare solo Agamemnon, un gioco per due giocatori della Osprey Games, che dopo la lettura del regolamento e la visione dei materiali, pare essere un titolo molto tattico, che ricorda vagamente, almeno nella pesca delle tessere, Samurai di Knizia...
Acquistato principalmente per l'eleganza della confezione e l'ambientazione per me irresistibile (ahimè assolutamente posticcia, non che non lo sapessi, ma la guerra di Troia è sempre la guerra di Troia...), per ora non ha trovato spazio né in Ludoteca né in pausa pranzo... povero Agamemnon, proporre un titolo da due giocatori in mezzo a tanta gente non è mai facile, dovrò impegnarmi affinché non si riveli “solo” un acquisto compulsivo.
Volontari?! 


Max_T


lunedì 28 novembre 2016

TZULAN QUEST - RECENSIONE ED INTERVISTA ALL'AUTORE -

Luglio 2016, Festa Red Glove.
Seduti al tavolo con me, in quel della sala prototipi della fortezza di Sarzanello, ci sono altri quattro combattivi e loschi figuri: Agzaroth della Tana dei Goblin, Mauro Di Marco di ILSA, Matteo Sassi di Educere Ludendo e, last but not least, la Ludomamma Giorgia Pandolfo.
L'oggetto del contendere è il famoso Idolo dorato di Tzulan e noi vestiamo i panni di 5 avventurieri senza scrupoli che si danno battaglia per essere i primi ad acciuffare l'artefatto.
Onestamente non ricordo chi alla fine ebbe la meglio, però ricordo di essermi divertito non poco! Merito tanto della piacevole compagnia quanto del protitipo giocato.
Ovviamente i materiali erano ben diversi da come li vediamo oggi, al posto delle tessere percorso ad esempio si utilizzavano delle carte e, forse, anche qualche regoletta era un po' differente, ma la sensazione di essermi trovato davanti ad un ottimo filler era ben chiara.
Durata contenuta, regole semplici e tanta interazione diretta sono gli ingredienti perfetti per un filler caciarone e Tzulan Quest li riunisce tutti.
Ma come funziona il gioco?
Ce lo facciamo raccontare direttamente dal suo Autore, ma non prima di avervelo fatto conoscere meglio!
Ciao Ale, benvenuto a Idee Ludiche, dai raccontaci qualcosa di te!

Ciao a tutti! Sono Alessandro, sono della provincia di Torino e nella vita invento giochi... eehh magari :)
In realtà lavoro in una litografia come grafico, nel tempo libero mi piace giocare e da un po' di tempo a questa parte anche far giocare!

Bene Ale, devi scusarmi ma oggi sono un po' pigro, ti andrebbe di essere tu a raccontarci come si gioca a Tzulan Quest?!

Allora... in Tzulan Quest ogni giocatore sarà chiamato a interpretare il ruolo di un esploratore, che addentrandosi nel tempio di Tzulan, stanza dopo stanza, dovrà arrivare al centro del tempio per recuperare il fantastico Idolo dorato. In questa corsa gli altri esploratori non resteranno a guardare e faranno di tutto per mettere i bastoni tra le ruote.
Come avrete capito dalla premessa si tratta di un gioco con alta interazione tra i giocatori. Infatti oltre a effetti diretti, come piazzare mostri, trappole e spostare stanze, i giocatori avranno la possibilità di scambiare le proprie carte con gli altri giocatori... tutto questo però al buio... quindi la fregatura è sempre dietro l'angolo :)
Purtroppo è così che ho perso tutti gli amici :)

Come nasce l'idea di realizzare Tzulan Quest? C'è un Autore o un gioco in particolare che ti ha ispirato?

Tzulan Quest ha una storia un po' particolare. Creai questo gioco circa 6 anni fa per il concorso "Gioco inedito" di Lucca Comics. Non so per quale motivo scelsi di non presentarlo. Per anni è rimasto nel cassetto e giocato di tanto in tanto con gli amici. L'anno scorso passando davanti allo stand di Red Glove a Lucca pensai: "I loro giochi sono molto in linea con quello che ho fatto io, perchè non proviamo"... sapete come è andata a finire :)
Per quanto riguarda autore o gioco a cui mi sono ispirato non ti saprei dire... in realtà non ero ancora così esperto di giochi quando ho creato Tzulan Quest.
Posso solo dire forse che il gioco che ha fatto scattare questa passione in me, catapultandomi nel mondo ludico, è stato Kingsburg.
L'Autore con il gioco

Cosa pensi del look finale di Tzulan Quest? Soddisfatto?!

Dire soddisfatto sarebbe poco :) Red Glove ha realizzato un prodotto favoloso. Partendo dalla componentistica fino ad arrivare alle illustrazioni. Un enorme ringraziamento a Guido Favaro che è riuscito a realizzare delle immagini fantastiche ricche di dettagli ma senza risultare complesse.

Visto il successo che sta risquotendo il tuo party game, dobbiamo aspettarci di ritrovare il tuo nome su altre scatole targate Red Glove?

Lavorare con Federico e Simona è molto bello. Sono persone super disponibili e competenti. Il target dei loro giochi rispecchia molto il mio stile. Quindi se in futuro ricomparirà il mio nome su qualche altra scatola marchiata Red Glove non potrò che esserne felice.
Di idee in testa per adesso ce ne sono, vedremo se riusciranno a prendere forma :)

Beh, speriamo proprio di sì! ;)
Grazie Ale per l'entusiasmo e la disponibilità che hai messo nelle risposte.
Come avrete capito dalle parole di Alessandro Tzulan Quest è un gran bel prodotto realizzato con passione ed ottimi materiali.
Le 60 carte, magistralmente illustrate da Guido Favaro, sono realizzate come fossero in soggettiva, un po' come se si stesse giocando ad un videogioco FPS. Il formato allungato, come ha sottolineato Ale, è stata la scelta ottimale per permettere di inserire i testi in cima ed in fondo alle carte (testo utilizzabile come “chiave” per superare le stanze e/o come “effetto” per avvantaggiarsi sugli avversari) senza minimamente appesantirle.
Gli 8 simpatici personaggi e le tessere percorso sono in robusto cartoncino, così come i token trappola e mostro.
L'idolo in plastica è davvero simpatico; sebbene sia un oggetto superfluo ai fini del gioco, rappresenta la ciliegina sulla torta di questo prodotto. Ottima l'idea di inserirlo.
Completano la dotazione della scatola anche una manciata di gemme, utilizzate come "ricompensa" per gli avventurieri che coraggiosamente accettano di scambiare carte con gli avversari. Una volta guadagnate, queste gemme potranno poi essere spese ad esempio per pescare carte o superare stanze infestate da mostri.
Il regolamento è ben scritto e riporta molti esempi. In appendice descrive anche i vari avventurieri, tracciando per ciascuno un divertente profilo.
La scalabilità è discreta, ma sicuramente questo tipo di gioco dà il meglio di sé in 4/5 giocatori, numero che esalta l'interazione e di conseguenza il divertimento, senza tra l'altro aumentare la durata della partita che, indipendentemente dal numero di giocatori, si attesta quasi sempre sui 20 minuti.
Unico appunto, ma che non inficia minimamente la positività del mio giudizio: le tessere percorso sono un po' piccole e scure, personalmente le avrei preferite leggermente più chiare e grandi, nonostante ciò sono comunque funzionali al loro scopo, anche perché il simbolo che le contraddistingue è stampato ben chiaro e visibile.

Che altro dire, con Tzula Quest la linea Light & Fun di Red Glove si arricchisce di un altro divertente titolo, che prosegue la tradizione dei vari Vudù e Rush & Bush senza minimamente sfigurare, anzi, se ne avete l'occasione il consiglio è uno solo: provatelo ;)


Max_T


Tzulan Quest
un gioco per 2/5 giocatori di Alessandro Cuneo
edito da Red Glove

venerdì 25 novembre 2016

IDEE LUDICHE FESTEGGIA LA “MANITA”!

Oggi Idee Ludiche compie 5 anni.
Un traguardo importante e, sono sincero, quasi inaspettato :)
Quando avevo deciso di scrivere di giochi da tavolo non avevo minimamente preventivato di coinvolgere, nel tempo, tante persone, e nemmeno mi ero posto un obiettivo preciso da raggiungere.
Sono partito da solo, di getto, una sera di novembre del 2011, con l'idea di provare a raccontare a quanta più gente possibile quanto bello sia il mondo dei board games.
L'idea iniziale, come si legge nel primissimo post pubblicato, era quella “di raccontare successi ed insuccessi di chi si cimenta nella creazione di board games e card games”.
Pian piano poi il focus si è spostato anche su altri argomenti, ho iniziato ad esempio a realizzare un buon numero di interviste (credo più di un centinaio) coinvolgendo Autori italiani ed internazionali, da Albertarelli a Colovini, da Uwe Rosenberg a Martin Wallace, cosa che mi ha sempre dato grandissima soddisfazione.
Ho man mano coinvolto amici ed appassionati, convincendoli a collaborare alla stesura di articoli, enigmi e recensioni.
Mi riferisco ovviamente a Lollosven, il primo a darmi una mano nei momenti di bisogno, a Benedetto con le sue fantasiose rubriche come “mio caro Max..” e “Benedetto Plays”, a Francesco Fantavir Berardi e i suoi geniali “FantaEnigmi” e Marco, profondo conoscitore di Kickstarter.
Poi, vuoi per esigenze lavorative (eh sì, non tutti si ricordano che scrivere su un blog ludico è ahimè, un piacevole passatempo ma solitamente non retribuito), vuoi per esigenze familiari, questo gran bel gruppo di opinionisti/giocatori/Autori si è un po' sciolto e sono tornato a scrivere da solo.
Ora, come vi sarete accorti, scrivo un po' quel che mi pare, ma sempre nell'ottica di promuovere il gioco da tavolo come strumento positivo di aggregazione e divertimento.
Ma lo scopo di questo post non è farvi un resoconto degli ultimi 5 anni, il motivo per il quale ho voluto condividere questa importante data con voi è molto semplice:
per ringraziarvi tutti!
Grazie a quanti dedicano il loro tempo per leggere i contenuti di Idee Ludiche, a quanti spendono due minuti per commentare i post, a quanti hanno creduto e credono in noi (uso il plurale perché il successo di questo blog è sempre e comunque figlio delle collaborazioni di cui sopra) affidandoci materiale da recensire o invitandoci a eventi e manifestazioni, a quanti mi riconoscono e salutano nei padiglioni delle fiere e a tutte quelle persone che, con consigli e tirate di orecchie, mi hanno aiutato a crescere e diventare quello che sono.

GRAZIE A TUTTI!

Ora la mia speranza è quella di poter scrivere un articolo simile tra altri 5 anni, perché vorrebbe dire che, tutto sommato, non sto facendo un brutto lavoro! ;)


Max_T




PS: se volete farvi due risate QUI trovate il primissimo articolo pubblicato su Idee Ludiche il 25 novembre 2011, scritto da un giovane blogger di buone speranze... mamma mia come scrivevo... o forse mi preferivate così?! :D

martedì 22 novembre 2016

G! COME GIOCARE, TWO DAYS IS MEGL' CHE ONE :)

Archiviata anche l'edizione 2016 della Fiera milanese G! Come Giocare.
Quest'anno ho vissuto la fiera in maniera diversa rispetto alle passate edizioni: anziché una sola visita, stavolta ho dedicato ben due giorni a G!.
Il venerdì principalmente in veste di Blogger, la domenica in veste di padre di famiglia :)
Questo nuovo approccio mi ha permesso di vivere ed analizzare i vari aspetti della manifestazione in maniera più approfondita, permettendomi di dedicarmi alla sezione Games in modo più rilassato mentre, la domenica, di vestire i panni di genitore affannato al seguito del figlio esaltato dall'ambiente giocoso nel quale si trovava catapultato!
Va detto che G! Come Giocare è un paradiso per i bambini, l'equivalente di ciò che rappresenta per noi genitori-gamers la Fiera di Essen: La Mecca del gioco!
Capisco quindi benissimo l'entusiasmo che pervade i miei figli quando varcano la soglia dei padiglioni di G!
E il loro entusiasmo è direttamente proporzionale alla "devastazione" che coglie noi adulti partecipando alla fiera.
I bambini saltano da uno stand all'altro come nulla fosse, giocando tra mattoncini Lego, personaggi Playmobil, costruzioni GeoMag, il tutto comodamente seduti su sgabellini e panchette realizzati su misura per loro... noi genitori invece ci sgoliamo nel vano tentativo di tenerli a freno, passiamo le mezz'ore in piedi a guardarli o, peggio ancora, appollaiati con le ginocchia che ci arrivano alle orecchie su quelle famigerate seggioline!
Ma al di là di questi “disagi” da adulti, il successo della manifestazione è assolutamente indiscutibile. Sono svariati i momenti di divertimento e condivisione tra grandi e piccini, e vedere i propri figli divertirsi giocando non ha prezzo :)
G! è una Fiera che annualmente catalizza l'attenzione di decine di migliaia di famiglie, proponendo contenuti di tutto rispetto in termini di espositori e servizi. 
Ormai sono 4 anni che la frequento e non ho mai trovato nulla da eccepire in nessun settore.
Anche il gioco da tavolo è ottimamente rappresentato, ovviamente con un occhio di riguardo ai titoli adatti al target della manifestazione. Ma vi assicuro che, spulciando tra gli stand, non mancano offerte e 3x2 anche su titoli di un certo spessore.
Parliamo quindi dei board games visti e provati durante la giornata di venerdì, che è letteralmente volata.
Dopo un rapido tour dell'intero padiglione, io ed il collega che mi ha accompagnato ci siamo dedicati alla piccola ma funzionale area Games. 

Questa area occupa, ad occhi e croce, non più di un quinto dell'intera fiera, ma la sua posizione defilata la rende ottimale per giocare in tranquillità, al riparo dal caos della fiera.
Dopo aver dato inizio alle danze giocando a Micromondo allo stand Cranio Creations (ottimo titolo per due giocatori, semplice ma profondo, con tante diverse modalità di gioco che ne aumentano a dismisura la longevità), alla Red Glove abbiamo provato il sempre verde Super Farmer e la novità Tzulan Quest, titolo divertentissimo che inchioda al tavolo da 2 a 5 giocatori per una ventina di minuti di divertimento sfrenato, all'insegna di cattiverie e colpi bassi a non finire per decretare chi sarà l'avventuriero che si aggiudicherà l'idolo di Tzulan.
Davvero un titolo valido, tra l'altro ottimamente illustrato dalla matita di Guido Favaro.
Tra gli altri giochi provati (o semplicemente visti giocare, come ci è successo per Vikings on board e Leo va dal Barbiere) spenderei due parole anche su Spookies, titolo del 2015 della Haba, un “push your luck” leggero e dagli ottimi materiali le cui meccaniche però non mi hanno particolarmente colpito. Un gioco fortemente dipendente dalla fortuna dove i dadi la fanno da padrone. Ammetto che la “nuova” linea della Haba mi lascia un po' perplesso.
Tra una partita e l'altra ecco arrivata l'ora di rincasare, ma prima di salutarci vi racconto la chicca che da sola è valsa la visita a Milano!
Prima di lasciare la fiera abbiamo chiacchierato del più e del meno in compagnia del sempre disponibile Spartaco Albertarelli di Kaleidos Games.
Dovete sapere che alla scorsa edizione di Play Modena, Spartaco stava facendo provare quello che mi era parso un geniale prototipo intitolato SHERLOOK. In questo gioco, ideato da Silvano Sorrentino, i giocatori sono detectives che, chiamati a visionare le foto di una scena del delitto, devono trovare le differenze tra una foto e l'altra. Il gioco si basa sul colpo d'occhio e la rapidità dei giocatori nel contare mentalmente il numero di differenze tra le due foto poste al centro del tavolo.
Per verificare chi ha trovato l'esatto numero di differenze basta girare sottosopra le due foto, sul retro delle quali appaiono, cerchiate, le differenze che ogni tavola ha rispetto alla tavola “madre” alla quale tutte si rifanno.
Albertarelli ci racconta di Sherlook
La partita si gioca su più manches e la dotazione del gioco, costituita principalmente da un mazzo di 40 tavole illustrate rappresentanti la scena del crimine, garantisce un elevatissimo numero di combinazioni possibili che assicurano una elevata rigiocabilità.
Visto che avevo perso le tracce di questo prototipo, non ho perso l'occasione di chiedere lumi a Spartaco. 
Ebbene, pare che questa idea sia talmente piaciuta ai publisher esteri che il preventivato numero di copie da mandare in stampa sia quasi quintuplicato e, per andare incontro anche alle esigenze del mercato asiatico, le prime copie di Sherlook saranno pronte non prima di aprile 2017.
Che dire, una notizia sicuramente positiva per Kaleidos, che estrae dal cilindro un colpo mica da ridere, e un motivo d'orgoglio per tutto il game design Made in Italy, che esporta oltreoceano un nuovo titolo di sicuro successo :)

Ok, ora mi sembra di avervi raccontato proprio tutto, vi saluto e vi lascio con qualche foto della manifestazione, così, tanto per farvi venire voglia di visitarla magari l'anno prossimo ;)


Max_T



Due tavole di Sherlook (prototipo)

Micromondo (Cranio Creations)





Scorcio dell'area Games

(Link all'articolo di presentazione della manifestazione)