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mercoledì 25 maggio 2016

RACCONTAMI UNA STORIA… C’ERA UNA VOLTA UN RE :)

“C’era una vola un… RE di nome Matteo (no, non era seduto sul sofà!),
Che viveva in un… SOTTERRANEO buio, illuminato solo con le luci delle candele,
Sfortunatamente il nostro eroe aveva un problema ed era molto… ZOPPO!...”

Questo è l’inizio della storia che il sottoscritto ed i suoi due bimbi (7 e 5 anni) hanno creato giocando allo splendido RACCONTAMI UNA STORIA, lo storytelling ideato dal bravissimo Gabriele Mari.
Questa particolare edizione era acquistabile fino al 22 maggio semplicemente facendo la spesa alla Conad, grazie alla raccolta punti del programma “scrittori di classe 2” (http://insiemeperlascuola.it/sdc2/iniziativa.php) che metteva in palio 8 libri per ragazzi e, novità di quest’anno, anche il gioco di Gabriele Mari.
Questo progetto coinvolge oltre alle italiane Sir Chester Cobblepot e Pendragon Game Studio (che, grazie alla distribuzione della Asterion Press, dal 25 maggio renderanno disponibile l’edizione commerciale presso i negozi specializzati), anche il colosso americano Fantasy Flight Game, il che rende bene l’idea dell’importanza e della bontà di questo prodotto.

Ma torniamo alla nostra copia “Conad” che, ci tengo a precisare, è un prodotto di tutto rispetto, sia per quanto riguarda la qualità dei materiali utilizzati che l’attenzione posta nel non brandizzare grossolanamente i componenti del gioco (il logo Conad lo si trova solo sul retro dei Gettoni Vittoria, sotto forma di un elegante fiore dorato).
Ebbene questa confezione è realizzata con eleganza e si presenta davvero bene. La scatola si apre a libro e ha una dimensione decisamente portatile.
Al suo interno troviamo tre scompartimenti: nei primi due le 100 carte di cui è composto il gioco calzano perfettamente (ahimè, gli imbustatori seriali non faranno i salti di gioia ma va detto che, visto il target di riferimento per questa edizione, la confezione è perfetta così), nel terzo c’è lo spazio per riporre comodamente i 18 “Gettoni Vittoria” (con punteggi che variano da 1 a 3 punti).
Il libretto del regolamento completa il contenuto.
Le 85 carte Storia sono divise in 5 gruppi di 17 carte l’uno e rappresentano Personaggi, Azioni, Caratteristiche, Luoghi e Oggetti (con il dorso rispettivamente di colore blu, rosso, giallo, verde e viola).
Le restanti 15 carte formano il “mazzo del Narratore”, ossia le linee guida per dare vita alla storia che andremo a creare.
Raccontami una Storia è un card game collaborativo che può coinvolgere da 3 a 6 giocatori per un tempo di gioco che raramente supera i 15 minuti.
Per giocare si dividono i 5 mazzi Storia, si mescolano separatamente e si dispongono sul tavolo. Ogni giocatore pescherà una carta da ogni mazzo a formare la propria mano di gioco. 
Si mischiano i 18 Gettoni Vittoria e si mettono a faccia in giù vicino ai mazzi Storia.
Si prepara il mazzo del Narratore disponendo le carte in ordine decrescente, con la numero 1 in cima.
All’inizio di ogni turno il Narratore pesca la prima carta del mazzo, ne legge il testo ad alta voce e la pone visibile a tutti in tavola. Lo stendardo colorato che si trova sulla carta indica quale categoria verrà utilizzata nel turno in corso. Gli altri giocatori pescheranno quindi una carta della stessa natura e colore di quella indicata sulla carta Narratore, e dovranno scegliere quale delle due in loro possesso giocare coperta a centro tavola per continuare la storia. Una volta che tutti avranno scelto e giocato la propria carta, il Narratore mischierà le carte e sceglierà quella che ritiene più adatta a continuare la storia, posizionandola a fianco della carta Narratore in modo che si completi l’immagine di un libro aperto. Il giocatore che ha giocato la carta scelta guadagnerà un Gettone Vittoria da tenere davanti a sé a faccia in giù (i giocatori non potranno guardare nessuno di questi gettoni fino a fine partita). Il Narratore passerà quindi il mazzo al giocatore alla sua sinistra che diventerà così il nuovo Narratore e comincerà un nuovo turno.
Il gioco terminerà quando verrà letta la parola “fine” sull’ultima carta del mazzo del Narratore. Solo a questo punto tutti gireranno i loro Gettoni Vittoria e chi avrà totalizzato il punteggio più alto sarà il vincitore.
Non è detto quindi che chi abbia accumulato più gettoni avrà la vittoria in tasca, infatti fornendo un valore variabile da 1 a 3 punti, il vincitore sarà incerto fino alla fine :)

Come avrete capito dalla breve descrizione, questo non è un narrativo serioso nel quale spesso accade che solo i più esuberanti e chiacchieroni abbiano la meglio, bensì un titolo adatto davvero a chiunque, soprattutto a chi non si trova a proprio agio sotto i riflettori. Nessuno è costretto a fare monologhi o inventarsi chissà che, il sistema di gioco premia anche i più timidi e meno fantasiosi mettendoli nella condizione di giocare semplicemente una carta ed aggiungere, a seconda del loro umore, qualche piccolo particolare per arricchire la storia quando saranno chiamati a vestire il ruolo di Narratore.
Nella mia esperienza Raccontami una Storia piace e conquista chiunque lo giochi. La semplicità delle regole, la durata contenuta e la soddisfazione nel rileggere la storia appena prodotta ne fanno un family game davvero imprescindibile!
Io ci sto giocando spesso insieme ai miei bimbi e devo dire che anche la piccola, che non sa ancora leggere, si diverte a scegliere le immagini che più la ispirano per continuare la storia che, carta dopo carta, prende vita.
Concludendo non posso che fare i complimenti a Gabriele Mari per aver ideato un fior fiore di gioco che mette alla prova l’immaginazione, stimola la creatività e favorisce l’apprendimento e lo sviluppo del linguaggio sia parlato che scritto.

Ma già che ci siamo perché non chiedere all’Autore anche un paio di curiosità sulla genesi di questo gioco…

. Ciao Gabriele, benvenuto a Idee Ludiche!
Innanzi tutto ti chiederei di raccontarci come nasce l’idea di creare Raccontami una Storia e quanto tempo hai dedicato alla sua realizzazione.

La genesi di Raccontami una Storia, come spesso accade con i miei giochi, nasce più da un'esigenza concreta che da un'idea: nel mio lavoro di educatore avevo bisogno di uno strumento che permettesse anche a ragazzi con problemi di comunicazione di raccontare una storia per gioco. Partendo da diversi giochi già esistenti ho cominciato negli anni a modificarli per venire incontro alle difficoltà che incontravo: giochi troppo complicati o troppo aperti non funzionavano o spaventavano i più timidi. Specializzandomi negli ultimi anni nell'ambito dell'autismo ho poi trovato la chiave di volta nella parola d'ordine dei principali trattamenti comportamentali: "strutturazione". Limitando le scelte e dando una struttura lineare alla storia tutto è divenuto semplice e facilmente gestibile da qualsiasi tipo di giocatore. E la struttura delle fiabe era già lì, il semiologo russo Vladimir Propp l'aveva già codificata decenni prima nel suo "Morfologia della fiaba". È bastato unire il tutto, complici anche i miei figli sempre avidi di nuove storie, aggiungere un'ultima spruzzatina del Gianni Rodari de "La grammatica della fantasia" e il gioco, è proprio il caso di dirlo, è stato fatto.
Così sembra semplice, ma ci sono voluti anni di prove, di fallimenti, di laboratori e di letture...


. Puoi anticiparci quali sono le principali differenze tra questa versione e quella destinata al mercato specializzato?

Sostanzialmente il gioco è lo stesso: nella versione per il mercato specializzato cambia il formato delle carte e il numero (ce ne sono di più ma mancheranno quelle che erano state create appositamente per Scrittori di Classe), ci saranno due mazzi narratore diversi e nei gettoni dei punti troverete qualche effetto speciale per movimentare il momento del conteggio finale. In prospettiva, poi, la versione Pendragon sarà arricchita da una serie di espansioni, di cui è già stata annunciata quella horror per fine ottobre.


. Per la tua esperienza di game designer è più facile creare uno Story Telling o un Board Game?

La mia mente ha una strutturazione più narrativa che matematica, quindi direi che mi trovo più a mio agio nello storytelling, o quantomeno nei board games tematici in cui l'ambientazione sia parte integrante del gioco (ad esempio Lettere da Whitechapel). Volendo generalizzare, propendo più per l'ameritrash che per il german: non solo non sono forte nei bilanciamenti matematici, ma non provo nemmeno gusto a giocarli (e quindi a crearli).


. Conosciamo tutti molto bene la Sir Chester Cobblepot, la casa produttrice di cui fai parte, ma cosa ci dici invece della Young Cobblepot, in cosa si differenzia dalla prima e quali scopi si propone? Quali progetti avete in serbo per il futuro dall’una e dall’altra parte?

La Cobblepot che tutti conoscono è quella legata a titoli ispirati alla storia o alla letteratura, ed è quello che noi chiamiamo catalogo rosso; Young Cobblepot è un nuovo catalogo, azzurro, che va ad affiancare il primo proponendo giochi per famiglie, party games e giochi adatti anche a giocatori occasionali, di cui il primo esempio è proprio Raccontami una Storia. I prossimi progetti del catalogo rosso saranno l'espansione e lo spin-off di Whitechapel, il gioco di carte di Kingsport Festival, un gioco sull'inferno dantesco (vincitore del Nerd Play Award 2015) e un gioco di carte sull'apocalisse. Per il catalogo Young, oltre alle espansioni di Raccontami una Storia, abbiamo una decina di giochi già pronti che abbiamo mostrato agli editori a Norimberga e che speriamo possano trovare presto il loro cammino editoriale.


Grazie mille Gabriele per la disponibilità ed in bocca al lupo per i tuoi progetti futuri! :)

Ah, ma vorrete mica sapere come è andata a finire la storia del nostro Re Matteo?! 
Bene, per farla breve il nostro Matteo, dopo essersi messo in viaggio per risolvere il suo “problema”, incontrò un vecchio PIRATA che gli propose una missione molto particolare: avrebbe dovuto seguire il profumo dell’UVA… ma, sfortunatamente, una VOLPE si oppose alla riuscita di questa missione.
Colpo di scena: ecco che il Re incontrò sul suo cammino un simpatico MAGO che gli offrì il suo aiuto, ed insieme sconfissero la volpe dopo uno scontro epico in cima ad una MONTAGNA innevata! 
Come ricompensa per esser riuscito a portare a termine il compito assegnatogli dal pirata, il nostro eroe venne ricompensato con il leggendario OSSO FURBO!
Soddisfatto per quanto fatto decise infine di sistemarsi insieme al suo amico mago in un vecchio MULINO bianco, diventando estremamente RICCO. 
… E vissero tutti felici e contenti!

Che ne dici Gabriele, siamo andati bene?! :D


Max_T

martedì 5 maggio 2015

DA MINIMONFA A HEXEMONIA, QUATTRO CHIACCHIERE IN COMPAGNIA DI FABIO ATTOLI


Era il 2005 quando veniva pubblicato da Stratelibri il suo primo gioco (concepito in collaborazione con Antonio Dessì), MiniMonFa, un simpatico card game a sfondo fantasy.
Dopo nove anni ecco arrivare Hexemonia, un gestionale stretto e cattivo edito nel 2014 dalla “giovane” Pendragon. Due titoli completamente diversi concepiti dallo stesso Autore, ovvero Fabio Attoli, trentasettenne cagliaritano con la passione della musica e del game design :)
 

Ciao Fabio, bentrovato a Idee Ludiche!
Come da tradizione ti chiederei come prima cosa di presentarti ai nostri lettori, chi sei e cosa fai nella vita di tutti i giorni?

A parte giocare e organizzare eventi ludici? Sono sposato, lavoro in un'azienda ICT e mi piace molto la musica.
 

Da quanto tempo sei un appassionato di board games?

La mia passione è nata con Hero Quest e Dungeon & Dragons, circa 25 anni fa.
 

Che tipo di giocatore sei? Quali sono i tuoi giochi preferiti e, per curiosità, quanti titoli hai nella tua collezione?

Amo i giochi veloci ma non sono un tipo da party game. Non ho un titolo preferito in quanto è il contesto che mi fa preferire un gioco a un altro. Penso di avere in casa più di 50 giochi ma non gli ho mai contati!
 

Riallacciandomi alla prima risposta e prima di approfondire il tuo lato di Autore di giochi, ti chiederei:
musica e giochi: c'è una convergenza fra le due attività creative? Si influenzano a vicenda?

Se c'è una relazione il non l'ho mai percepita. Di certo le attuali OST made in Zimmer sono il sottofondo giusto per creare giochi epici! :D
 

Veniamo dunque al game design: al 2005 risale il tuo primo titolo edito, MiniMonFa, cosa ti è rimasto di quel gioco e come ha influenzato le tue idee e i tuoi prototipi successivi?

Minimonfa ha segnato una tappa importante della mia vita. Da ragazzino ero un grande
appassionato di giochi di ruolo e amavo tutti i prodotti Stratelibri. Firmare con loro fu come realizzare un sogno. Avevo 25 anni, attraversai il mare e andai a proporlo allo stand dell'editore a Lucca Comics & Games insieme ad Antonio Dessì.
 

Parlaci un po’ di Hexemonia. Come e quando nasce questo progetto?

Hexemonia nasce mettendo insieme le idee di tanti giochi abbozzati nel corso degli anni. Volevo un gestionale con il brivido della guerra ma che avesse un'amministrazione delle risorse differente dal classico guadagna e spendi.
Il primo prototipo giunge nei tavoli nel 2013, e devo dire di essere stato stimolato dalla bellissima realtà ludica che si è creata e consolidata a Cagliari in questi anni.
 

Personalmente lo considero un ottimo titolo (ne ho già parlato qui), realizzato con molta cura e se penso che è stato pubblicato già nel 2014, praticamente dopo meno di un anno di “gestazione”, non posso che fare i complimenti a te e agli editori!
Sei soddisfatto di come è stato realizzato il prodotto finale?

Si, trovo Hexemonia esteticamente molto bello. Ha una bella confezione pratica, materiali di ottima qualità e illustrazioni fantastiche!
 
 

E cosa ci dici della tua collaborazione con Pendragon Game Studio? Come vi siete incontrati e com’è stato lavorare con loro?

Pendragon è una casa editrice nuova ma le redini sono tirate da professionisti e giocatori esperti e di talento. Ci siamo incontrati a Lucca Comics & Games dopo alcuni contatti telefonici e via mail. Abbiamo fatto un bellissimo lavoro di playtesting e sono stato coinvolto in ogni fase della produzione.
 

Attualmente hai altri progetti in cantiere?

Si. Sono al lavoro su un nuovo gioco ;)
Inoltre in questi mesi sono concentrato sull'organizzazione di GioCoMix, l'evento comics & games più grande della Sardegna, e su un'imminente campagna di giochi di ruolo dal vivo.
 

Per concludere, un classico: hai un sogno nel cassetto?

Ho due grandi sogni nel cassetto: lavorare a un gioco di ruolo e pubblicare qualche mia composizione.
 

Grazie mille Fabio della disponibilità e in bocca al lupo per i numerosi progetti ai quali ti stai dedicando!

Grazie a te. Un saluto a tutti gli amici di Idee Ludiche!

domenica 26 aprile 2015

ACQUISTI A PLAY 2015: QUANDO L’AMBIENTAZIONE LA FA DA PADRONA


Lo ammetto, quando l’ho visto da vicino e preso tra le mani non ho potuto resistere…

Ma facciamo un passo indietro.

Si lo so che l’ambientazione non è tutto, ma per me è una parte molto importante del gioco.
Riguardando i titoli della mia collezioncina mi sono accorto che sono praticamente tutti ambientati dalla preistoria fino massimo all’ottocento del secolo scorso, le uniche eccezioni (a parte un paio di astratti) sono rappresentate da quei gioiellini che rispondono al nome di Room 25, Death Angel e Hystericoach.
Mi piace la Storia e mi piacciono i suoi protagonisti; giocando trovo più facile immedesimarmi in  personaggi realmente esistiti o rivivere situazioni realmente accadute, battaglie epiche e quant’altro piuttosto che creare imperi spaziali.
Sapete della mia predilezione per l’antica Roma e per il suo esercito impeccabile.
Ma le legioni romane non sono le uniche ad affascinarmi, un altro esercito che fa della disciplina e dell’organizzazione il suo unico credo trova spazio nel mio cuore: quello spartano.
Ragazzi, gli spartani erano davvero il top. Non si può non essere affascinati dagli spartani.
Quando è uscito al cinema “300” sono corso a vederlo, e tutt’ora è uno dei miei film preferiti (insieme a “Il Gladiatore” e alla trilogia de “Il Signore degli Anelli” - si, anche il fantasy mi piace, ma di questo ne parliamo più avanti -).
Non appena ho trovato il fumetto di Frank Miller che ha ispirato il film non me lo sono lasciato sfuggire.
Poi ho conosciuto anche i romanzi di Andrea Frediani e “300 guerrieri” è entrato di diritto nella mia libreria.
Potete capire quindi che quando a Play Modena ho visto HEXEMONIA non ho potuto fare altro che acquistarlo.
L’immagine di copertina di questo gioco è assolutamente accattivante per un tipo come me.
Hexemonia non è un wargame, è soprattutto un gestionale, la copertina avrebbe benissimo potuto ritrarre altre mille scene di vita quotidiana dell’antica Grecia e invece si è scelto di affidare il destino di questo gioco ad un manipolo di opliti incazzati che corrono incontro al nemico.
Per quanto mi riguarda non posso che fare alla Pendragon i complimenti per la scelta!
E complimenti anche per il gioco.
Bello tosto e stretto come piace a me. Niente carte da imbustare ma solo cubetti e solido cartoncino. Uno di quelli che quando apri la scatola e respiri il profumo del contenuto puoi ritenerti soddisfatto.
Regolamento fluido e ben scritto che lascia pochi dubbi sullo svolgimento della partita. Forse qualche eccezione e regoletta di troppo potrebbero di primo acchito destabilizzare un pochino chi è alla prima partita, ma sono cosucce che comunque vengono “digerite” nell’arco di un paio di turni.


L’obiettivo del gioco è di arricchire e rendere prospera la propria città stato accumulando ricchezze che permetteranno di mettere in tavola esagoni rappresentanti quartieri economici, sacri, politici o militari, oppure conquistando i territori avversari.
Ogni giocatore inizia la partita con un esagono “acropoli” in tavola recante in dote un cubetto “oro” e due cubetti “cittadino”, e due esagoni che rappresentano la propria mano iniziale. Ad ogni turno il giocatore potrà scegliere se pescare due esagoni tra i quattro sempre disponibili in tavola, posti di fronte alla “pila del Fato” (ossia il mazzo di pesca degli esagoni, esaurita la quale finisce il gioco e si assegnano i punti per ogni tessera attiva presente nella propria città stato; chi totalizzerà più punti sarà il vincitore) oppure un esagono ed una risorsa a piacere tra le tre esistenti (oro, cittadini, opliti). Dopo di che potrà giocare dalla mano un qualsiasi numero di esagoni attaccandoli alla sua acropoli (l’unico vincolo è che possa pagarne il prezzo di attivazione); fatto ciò dovrà poi scegliere UNA sola tra le seguenti azioni: produzione (gli esagoni attivi producono cittadini piuttosto che oro o opliti), strategia (si possono risistemare le risorse sui propri esagoni e scambiare opliti per cittadini o voceversa), speciale (alcuni esagoni permettono di eseguire utilissime azioni speciali) o guerra (grazie alla quale si posso conquistare esagoni avversari). Infine il giocatore di turno controlla chi detiene la maggioranza di esagoni politici e verifica l’eventuale presenza di rivolte nei territori dei giocatori che non hanno tale maggioranza. Le rivolte hanno lo scopo di ridurre drasticamente le risorse in eccesso rispetto a quelle necessarie per l’attivazione degli esagoni sulle quali avvengono, evitandone così l’accumulo indiscriminato da parte dei giocatori.
Il fatto di dover tenere d’occhio le maggioranze politiche, unito al fatto di poter scegliere sempre e solo un’azione nella terza fase (quella di scelta appunto) rende questo titolo davvero interessante e molto strategico. Altro punto a favore di questo titolo è che il tempo di gioco in 4 giocatori difficilmente supera i 60 minuti.
Acquisto promosso a pieni voti!

Così come il secondo titolo che mi sono portato a casa da Play: WELCOME TO THE DUNGEON.
Gioco di ambientazione fantasy completamente differente dal primo, che stavo seguendo da un po’, consigliatomi dal buon Ricky della LG, uno che di novità se ne intende! ;)
Quando l’ho visto allo stand ci sono rimasto quasi male… mi aspettavo una scatola decisamente più grande, invece il divertimento sta tutto in un formato compatto e portatile.
25 carte e 28 tessere di cartone compongono la dotazione di questo gioco di deduzione, calcolo e bluff nel quale  i giocatori (da 2 a 4) impersonano un avventuriero che si appresta ad entrare in un dungeon. La peculiarità sta nel fatto che l’avventuriero (Barbaro, Cavaliere, Mago o Ladro che sia) è “gestito” contemporaneamente da tutti i giocatori in questo modo:
set up: ogni giocatore tiene davanti a sé una utilissima carta riassuntiva con i valori di forza ed il numero di mostri presenti nel mazzo.
Si sceglie un personaggio a caso e lo si pone al centro del tavolo con la sua dotazione di armamenti.
Si mischia il mazzo dei 13 mostri e il primo giocatore ne pesca uno, lo guarda segretamente e, banfandosela sull’identità della creatura pescata (o dicendo la verità, per carità!), decide se metterla al centro del tavolo a formare il mazzo che rappresenterà il dungeon da superare oppure se sacrificare un armamento del personaggio per eliminare tale mostro dal gioco.
Si continua così, cercando di non dare riferimenti certi agli avversari, finchè tutti i giocatori tranne uno passano la mano (o perché hanno infarcito il dungeon di mostri insuperabili o perché valutano che l’avventuriero abbia perso troppe armi per poter tentare l’impresa).
L’ultimo giocatore è costretto così a far entrare nel dungeon il povero personaggio con la dotazione rimasta (spesso insufficiente a seccare tutti i mostri che lo attendono nel mazzo!).

Il bello del gioco è che devi riuscire convincere gli avversari a passare la mano per essere TU ad entrare nel dungeon ed uscirne vincitore (chi ci riesce due volte vince il gioco) oppure nel convincere LORO ad entrare, passando la mano al momento giusto, sperando che vengano sconfitti (l’altro modo per vincere la partita è di rimanere l’unico in vita).
Raccontato così capisco che potrebbe non emerge tutta la genialità del gioco, ma vi assicuro che da quando l’ho comprato ci avrò già fatto una trentina di partite.
La voglia di vendicarsi per essere stati fregati fa si che una partita tiri letteralmente l’altra e la mezz’ora di durata dichiarata scivola via in un amen!
Ottimo filler, per nulla banale, consigliatissimo per provare qualcosa di diverso dai “soliti” Love Letter o Coup.
Grazie ancora Ricky per la dritta!

Bene, questi sono i titoli che ho acquistato a Play 2015, uno in meno rispetto allo scorso anno, ma ho come attenuante il fatto di aver passato solo la giornata di sabato in fiera, e visto che ho trascorso quasi tutto il tempo a chiacchierare, beh, diciamo che due giochi sono comunque un bel bottino! :)
 
 
 
Max_T