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giovedì 11 febbraio 2016

DIECI BOARD GAMES CHE NON MI STANCHEREI MAI DI GIOCARE

Ne parlavamo giusto qualche mercoledì fa in Ludoteca, qualcuno chiedeva quale fosse il mio gioco preferito e qualcun altro rispondeva Lancaster.
Vero, Lancaster è sicuramente UNO DEI miei giochi preferiti, ma non IL MIO PREFERITO in assoluto, lo è stato per parecchio tempo, questo sì, ma tra alti e bassi ce n’è sempre stato qualcuno che ne ha insidiato il primato.
Io ho sempre avuto difficoltà a stilare classifiche di merito, non solo nei giochi ma anche nei film per esempio. Io non ho un film preferito, ne ho almeno dieci o quindici, così come non ho un gruppo musicale o una canzone preferita, ne ho decine e decine…
Ebbene, oggi ho deciso di provare a mettere ordine nelle mie idee in fatto di giochi, nello specifico proverò a raccontarvi la mia personale Top Ten del momento. Non c’è una distinzione tra meccaniche o generi, sono solo i primi dieci titoli che per un motivo o per l’altro non mi stancano mai, anzi, esercitano su di me un fascino quasi irresistibile, un po’ come quando su Rete4 mandano in onda Terminator e tu non puoi fare a meno di rivederlo per la centoventerrima volta.
A parte poche eccezioni sono un amante dei middle weight, ormai lo sapete; un gioco mi soddisfa se dura massimo 2 ore / 2 ore e mezza, il tempo giusto per non uscire cappottato dopo una partita ed avanzare ancora le energie per concludere la serata con un fillerino.
Poi un titolo può anche avere una durata maggiore delle 2 ore e mezza eh, basta che non sia un brain burner insomma, e infatti nella mia classifica vedrete che ce ne sono un paio con queste caratteristiche.
Ma bando alle ciance e vediamo un po’ se i miei gusti incontrano anche i vostri :)

Come in ogni classifica che si rispetti partiamo dall’ultima posizione:

#10: Dune
Un classico datato addirittura fine anni settanta (1979 per la precisione). Un gioco che fa dell’ambientazione uno dei suoi punti di forza. Dune è un board game per 2/6 giocatori (assolutamente da giocare in 6!) basato sui romanzi di Frank Herbert nel quale i giocatori prendono le parti di una delle sei fazioni in lotta per il controllo del pianeta. Bluff, alleanze, tradimenti, negoziazione e combattimenti spietati terranno incollati al tavolo i giocatori per almeno tre ore di partita. Per quanto riguarda la durata Dune rappresenta una delle eccezioni di cui accennavo sopra, ma ne vale assolutamente la pena, giocato col gruppo giusto (noi addirittura organizziamo annualmente una sessione estiva di Dune sempre con gli stessi giocatori, per favorire l’immedesimazione!) regala emozioni mica da ridere.


Tutti sapete del mio debole per i giochi di Leo Colovini, forse l’autore italiano che meglio rappresenta il mio concetto di perfezione per quanto riguarda il game design, che come spiegavo in un articolo di qualche settimana fa incentrato su Cartagena si riassume in: grande profondità in poche regole.
A mio modo di vedere con Carolus Magnus, un gioco per 2/4 giocatori del 2000, questo concetto trova compimento. Questo è un titolo che dà il meglio di sé giocato in due, con l’aumentare del numero dei giocatori aumenta infatti anche l’imprevedibilità e diventa più complicato pianificare le proprie mosse, ma forse è questo il bello di Carolus Magnus, nato con l’utilizzo dei dadi per ripristinare i propri cubetti al fine di renderlo meno complicato e più godibile ad un vasto pubblico (infatti non a caso è stato finalista dello SdJ nell’anno della vittoria di Torres) ma proprio per questo criticato dai “germanofili” detrattori dell’alea.


#8: Samurai
Eleganza e semplicità sono le caratteristiche principali di questo capolavoro di Reiner Knizia datato 1998 (io ho quell’edizione!). Un titolo per 2/4 giocatori molto strategico ma che trovo assolutamente adatto anche come entry level, proprio in virtù delle regole semplici e della durata contenuta (non si supera mai l’ora di gioco). Samurai ha una mappa componibile che garantisce un’ottima scalabilità e delle condizioni di vittoria molto particolari che favoriscono il più bravo a raccogliere in maniera uniforme tutti e tre i tipi di risorse, ma la componente che più mi attrae sono le splendide miniature in plexiglass nero che rappresentano le risorse da collezionare.
Un must have!


#7: Imperial
Altro titolo che può superare tranquillamente la soglia delle 3 ore di gioco, ma anche in questo caso non ci troviamo di fronte ad un brain burner. In questo gioco economico in cui la componente  militare non è così preponderante come può sembrare a prima vista, per raggiungere la vittoria bisogna essere bravi a barcamenarsi tra le sei azioni possibili dislocate sapientemente sulla famosa “rotella” ideata da Mac Gerdts.
Chi lo vede apparecchiato per la prima volta solitamente proferisce la classica frase “ma questo è come RisiKo!?” e puntualmente viene ricoperto di insulti dai giocatori al tavolo :D
No, Imperial non è simile a RisiKo!, primo perché non ci sono dadi da lanciare per combattere, secondo perchè non ci si deve assolutamente affezionare alla nazione di partenza, bensì spremerla per guadagnarci il più possibile e poi cercare di procurarsene un’altra per fare altrettanto! Cinismo e opportunismo faranno di voi un ottimo giocatore di Imperial! ;)
PS: il consiglio è di giocarlo in 6, così che tutte le nazioni possano essere assegnate ai giocatori.


#6: El Grande
Il top per quanto riguarda i giochi di maggioranze. Io sono un amante di questa categoria ma per ambientazione e fascino non ho mai provato nulla che potesse superare questo capolavoro di Kramer datato 1995. Il titolo scala bene fino a 3 ma giocarlo in 5 è la morte sua!
Non aggiungo altro.
Come per Samurai, un must have!


Ebbene sì, un Ameritrash, un wargame light semplice nelle meccaniche e veloce da giocare (una partita la imbastisci e la termini in 45/60 minuti a seconda dello scenario).
Questo titolo del 2004 di Richard Borg grazie al command & colors system (che evita calcoli complicati o tabelle di modificatori per gli scontri, riducendo tutto semplicemente al giocare carte per fare azioni nei vari settori del campo di battaglia) è sicuramente uno dei più apprezzati e diffusi wargames di sempre. Io l’ho scoperto recentemente e me ne sono innamorato, forse perché sono cresciuto giocando con i soldatini di plastica, o forse perché in realtà dentro di me si nasconde un animo Ameritrah…
Ovviamente è un titolo da 2 giocatori, ma le regole permettono di giocarlo fino a 6 e ha anche una variante per essere giocato ed apprezzato anche da parte di ragazzini dai 7 anni in su… insomma, non un must have ma quasi :)


#4:
Bruno Cathala e Serge Laget hanno scelto le leggende di Re Artù come scenario per questo collaborativo del 2005. In questa categoria è decisamente il titolo che preferisco.
Ambientazione sentita e a me congeniale (medieval theme fan!) è un titolo veramente tosto ed avvincente. Ci sono tanti elementi che me lo fanno piacere, come la possibile presenza del traditore, la moltitudine di miniature, il meccanismo che autobilancia la difficoltà del gioco in base al numero di giocatori (addirittura in Shadows chiunque si può aggiungere a gioco in corso senza creare nessun problema), il fatto che sia fruibile da 3 a 7 giocatori e, forse il motivo più importante di tutti, il fatto che sia stato il primo ed unico gioco di un certo livello regalatomi da mia moglie!
Scusate se è poco.


#3:
E siamo sul podio. Sul gradino più basso trova posto Mythotopia, un capolavoro incompreso di Martin Wallace del 2014.
Mythotopia è un ottimo deck building con tabellone, l’autore stesso ammette che per realizzare questo gioco si è ispirato a Dominion (così come aveva fatto con un suo titolo precedente, A Few Acre of Snow, per 2 giocatori). In questo gioco ad ogni turno potete effettuare due azioni scelte tra una miriade di possibilità, ad esempio si può arricchire il proprio mazzo acquistando carte miglioria, si possono conquistare territori che forniscono materie prime o truppe, si possono costruire città, castelli, strade… davvero tante le combinazioni possibili, così come tante sono le condizioni variabili di fine partita. Queste consistono in sette carte recanti Punti Vittoria, tre delle quali sono prefissate, le restanti estratte a caso. Quando si assolve la condizione richiesta da una carta si raccoglie un segnalino guadagnando così Punti Vittoria. Quando si esauriscono i segnalini su quattro di queste carte il gioco volge al termine, infatti il giocatore che si trova in testa può scegliere l’azione “End the Game”. Ed è proprio su questa azione, croce e delizia di Mythotopia, che si concentrano le critiche ricevute da Wallace, accusato di non aver dato una vera e chiara fine al gioco.
Tante sono le house rules reperibili in rete per ovviare a questo “problema”, nel nostro gruppo abbiamo inserito semplicemente un d4: quando la quarta carta esaurisce i PV si giocano ancora un numero di turni pari al risultato del lancio del dado, se nessuno dichiara l’End the Game entro questo lasso di tempo il gioco termina comunque e chi ha totalizzato più punti è il vincitore.
End the Game a parte considero Mythotopia un gioco davvero valido, con grandi potenzialità e, a mio modesto parere, ingiustamente sottovalutato; me ne sono innamorato giocandolo con la lussuosa limited edition impreziosita dai segnalini in legno e lo sto tutt’ora apprezzando nella versione standard che ho recentemente acquistato.
Bravo Wallace, per me è sì! ;)


#2: Lancaster
Piazza d’onore per il gioco che risiede stabilmente nella mia “top two” dal momento della sua uscita nel 2011.
In Lancaster i giocatori rappresentano famiglie aristocratiche inglesi che competono fra loro per essere i migliori supporters del giovane Re Ernico V, per fare ciò piazzano i loro cavalieri nelle principali città d’Inghilterra (raccogliendo favori e consiglieri utili per avere influenza in parlamento), nei propri castelli (ottenendo nuovi cavalieri e risorse) o li schierano nelle guerre contro la Francia (guadagnando bonus e PV).
Le caratteristiche per stare qui, in perenne bilico tra la posizione numero uno e la numero due le ha tutte, dall’ambientazione medievale, al piazzamento lavoratori per ottenere privilegi, dalla votazione delle leggi (grande idea!), alla ricchezza del contenuto della scatola e dei materiali che lo compongono, fino ad arrivare alla durata contenuta che non sfora le canoniche 2 ore… insomma Matthias Cramer ha realizzato un gioco davvero soddisfacente, corposo e teso fino all’ultima mossa, che spesso si rivela essere quella decisiva.
Lancaster è un titolo pensato per 2 / 5 giocatori ma consiglio di giocarlo assolutamente in 5, modalità nella quale gli spazi d’azione sono ridotti e si è costretti a pestarsi i piedi alla grande.
Considero Lancaster un po’ come il mio gioco di fiducia, quello che non ti tradisce mai e piace a tutti… gli altri titoli vanno e vengono, lui resta. Sempre.


In cima a tutti ecco il titolo che non ti aspetti.
Eppure ultimamente è il gioco che più mi piace giocare, c’è sempre un posto per lui nella borsa dei giochi da portare in Ludoteca.
Florenza TCG ha sempre esercitato un grande fascino su di me, già a cominciare dalla scatola. Non sto scherzando, mi piace anche solo guardarlo nello scaffale della libreria.
Sarà che questo titolo l’ho visto nascere, sono stato tra i primi a playtestarlo alla Ludoteca Galliatese e l’ho giocato molte volte, in due, quattro e sei giocatori e non mi ha mai deluso anche se non ho mai vinto una partita (le ultime due le ho perse entrambe per UN solo misero punto, dannaz!), ma non mi è mai importato vincere o perdere a questo gioco, in Florenza per me l’importante è l’esperienza di gioco, il viaggio fantastico nella Firenze rinascimentale vissuto attraverso le oltre 400 carte splendidamente illustrate, con artisti, predicatori e capitani di ventura realmente esistiti, così come i monumenti che si è chiamati a completare… un german card game affascinante e coinvolgente i cui 5 turni volano letteralmente via e le pur numerose azioni a disposizione sembrano non bastare mai.
Non avrei mai pensato che dopo aver partorito un board game del calibro di Florenza, Placentia Games e Post Scriptum avrebbero potuto realizzare anche un card game di questo livello!
Io li posseggo entrambi e li adoro entrambi ma il gioco di carte lo preferisco perché, a differenza del fratello maggiore che per essere giocato richiede molto più tempo, impegno e concentrazione, è decisamente più veloce e fruibile a livello di regole.
Un’altra cosa che mi piace particolarmente è che si può giocare in modo fruttuoso anche tenendo un profilo basso, realizzando cioè pochi punti per volta, a me soddisfa molto di più ottenere punticini su punticini ogni turno piuttosto che accumulare risorse per calare pochi pezzi da novanta.
Poi con l’espansione War & Religion che permette di giocarlo fino a sei, beh, non c’è storia, il primato se lo merita tutto! :D


Bene, direi che per oggi è tutto, ancora una volta ho messo in evidenza i miei gusti di appassionato che bada più alla soddisfazione che alla vittoria. Un gioco deve innanzitutto appagare tutti i miei sensi, dalla vista al tatto e perfino all’olfatto. Ecco perché sono affascinato dai colori e dalla scatola di Mythotopia (così come da quella di Florenza), piuttosto che dalle pedine di Samurai o dalle  miniature di Shadows e Memoir.
Ora non resta che vedere quanto durerà questa Top Ten, ci sono parecchi giochi che bussano alla porta per essere inseriti, ma al momento non hanno un appeal tale da renderli irresistibili ai miei occhi… I viaggi di Marco Polo, Signorie, Zena 1814… chissà chi riuscirà ad affascinarmi tanto da farmi cambiare idea. Voi su chi scommettereste?



Max_T  

19 commenti:

  1. Non ti nego per molti mi mancano, ma per Shadow Over Camelot siamo sulla stessa sintonia :)

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    1. Shadows è un giocone! ;)

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    2. E il bello che ogni volta ti fa sudare... Come la prima volta :D

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    3. Sì sì, sempre teso e adrenalinico, come è giusto che sia un collaborativo... e chissà se c'è e chi è il traditore!

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  2. Non facile stilare la propria top 10!
    Bravo max... Non ne abbiamo uno in comune xò :D

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    1. Hahaha! Eh ma tu sei molto più German di me Albo... :)

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  3. Bella Max! Mi prenoto per una partita a Memoir'44 allora!
    Di quelli che conosco della tua lista però, per quanto mi riguarda Shadows Over Camelot vince su tutti! :D

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    1. Ciao Luke! Memoir quando vuoi, tanto hai visto che non mi stanco mai di giocarlo! :D
      ... E lo so che Shadows ti è rimasto nel cuore, ci sarà tempo per rigiocare anche lui :)

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  4. a parte Lancaster, in nostri gusti non combaciano proprio :D

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  5. Beh, uno su 10 non è male! :D
    Dai stila anche la tua Remo, son curioso :)

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    1. Grazie Simone :)
      Inizio a credere di avere dei gusti parecchio particolari, non c'è un mio conoscente che condivida più di uno/due giochi nella mia top ten! Siete tutti troooppo german! Hahahaha ;)

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  7. Ahi e pensa cche con me non ne condividi neanche uno :D ... e non sono solo German nella mia Top10 ci sono Dixit e Carcassone ... oltre a Tzolkin e Puertorico

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    1. Ciao Davide,
      Sicuramente 4 ottimi titoli i tuoi, mi piacciono molto e sono sicuramente da top ten, ma non hanno quel qualcosa che mi fa dire "ok facciamoci un'altra partita", soprattutto dopo uno Tzolk'In che mi stronca! :)

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    2. TOP10 era non mi stancherei di giocarci ... Tzolkin due partite nella stessa setra impossibile anche per me! Carcassone ogni anno organizzo addiorittura un torneo a casa coinvolgendo gli amici :D

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  8. Lancaster (che mi hai fatto conoscere tu), El grande, florenza cg... Anch'io ci giocherei a ruota! Però adesso una volta che si è in due vorrei provare carolus magnus!

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    1. Caro Andrea, sfondi una porta aperta! ;)

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  9. Bravo Max, vedo che le discussioni davanti all'hamburger mercoludico ti danno sempre buoni spunti.
    PS Attento che stasera porto un gioco che potrebbe entrare nella top ten (fino a 5 giocatori - wargame light ma non banale - durata contenuta)

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    1. 1812: The invasion of Canada!
      Divertente e davvero soddisfacente. Tantissimi cubetti da muovere sulla mappa.
      Ottimo titolo Lollo! ;)
      http://boardgamegeek.com/boardgame/94246/1812-invasion-canada

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